venerdì 28 febbraio 2014

Inventory Time - Febbraio 2014

E' arrivata la fine del mese, tempo d' Inventario...



Nel mese di Febbraio 2014 ho letto:

-La casa sfitta di Charles Dickens, Elizabeth Gaskell, Adelaide Anne Proctor e Wilkie Collins

-Il gusto proibito dello zenzero di Jamie Ford
- L'evoluzione di Calpurnia di Jacqueline Kelly
- 22/11/'63 di Stephen King
- Fermate gli sposi! di Sophie Kinsella

Troverete le recensione nell'apposita sezione.

Il Libro del Mese di Febbraio 2014 è 22/11/'63 di Stephen King che, con 4 Stelle, è stato il libro che mi è piaciuto di più di questo mese.


Per oggi è tutto.
Al prossimo mese!

Buone letture, xxx

Cecilia

giovedì 27 febbraio 2014

Recensione: "Fermate gli sposi!" di Sophie Kinsella

Titolo: Fermate gli sposi!
Autrice: Sophie Kinsella
Pagine: 379
Prezzo di copertina: 20 euro
Prezzo ebook: 9,99 euro
Editore: Mondadori

Trama:
Lottie non vede l'ora di sposarsi. Con l'uomo giusto, naturalmente: non ne può più di lunghe relazioni con fidanzati che sul più bello non se la sentono di impegnarsi davvero. E così quando anche Richard, che lei è convinta stia per farle la tanto attesa proposta, la delude, decide su due piedi che è ora di passare all'azione e accetta di convolare a nozze con Ben, un flirt estivo conosciuto per caso su un'isola greca molti anni prima e che lei non ha mai più rivisto. Ben si è appena rifatto vivo, e basta una cena per far scoccare nuovamente la scintilla tra i due: perché perdere tempo in inutili preparativi? Presto! Ci si sposa in quattro e quattr'otto e via per un'indimenticabile luna di miele nel luogo che ha visto nascere il loro amore. Ma non tutti la pensano così: Fliss, la sorella di Lottie, e Lorcan, il socio in affari di Ben, sono contrarissimi e preoccupatissimi. Bisogna intervenire subito. I due sabotatori partono all'inseguimento dei neosposi che devono essere fermati a tutti i costi, prima che avvenga l'irreparabile... Le conseguenze saranno disastrosamente comiche per tutti. Con "Fermate gli sposi!" Sophie Kinsella firma una nuova, spumeggiante commedia romantica, in cui non mancano le sue proverbiali trovate condite da un pizzico di sesso e da un insuperabile senso dell'umorismo.


2 Stelle

Per me la Kinsella rappresenta una garanzia ma non mi creo mai aspettative sui suoi romanzi, li tratto esattamente come dovrebbero essere trattati: con leggerezza.
Nonostante ciò e l'euforia iniziale che mi ha spinta a leggerne più della metà in un giorno, posso affermare di essere stata delusa.
La parte iniziale prometteva un altro frizzante, spiritoso romanzo in pieno stile Kinselliano, invece, sarà stato per il doppio POV o per la ripetitività dell'argomento, mi sono annoiata per la seconda metà del romanzo, tanto da arrivare a contare le pagine che mi separavano dalla fine.
Lottie, una delle due protagoniste, mi ha ricordato Becky Bloomwood per sventatezza e atteggiamento: per entrambi avrebbe meritato una seria strigliata.
Il riferimento di buonsenso alla Austen che tanto mi era piaciuto è ben poca cosa rispetto all'insulsaggine di tutto il resto.
Felicity, detta Fliss, e Lorcan mi sono piaciuti un tantino di più eppure l'autrice si è giocata anche loro. Per tutto il romanzo ho avuto la sensazione che dovesse avvenire qualcosa di più, si stesse per arrivare al punto focale della vicenda e invece l'X Factor, il fattore Kinselliano che distingue ogni sua storia e sembra darle un senso anche quando, il più delle volte, la situazione è talmente inverosimile da non ammettere soluzione ragionevoli, non c'è stato.
Come se l'esplosione fosse stata trattenuta e un alone di apatia fosse calato sull'intera narrazione.
Come spendere tempo e denaro per sentirsi dire tutto e niente.

Consigliato: no
Tempo di lettura: 2 Giorni


Madeleine Wickham, meglio nota con lo pseudonimo di Sophie Kinsella, si è laureata in economia a Oxford e ha lavorato per breve tempo come giornalista finanziaria prima di dedicarsi alla narrativa. Ha pubblicato con il suo vero nome sette romanzi rosa, apprezzati dalla critica, ma non molto noti presso il grande pubblico. Nel 2000 ha pubblicato con lo pseudonimo il suo primo grande successo,I Love Shopping, da cui è stato tratto un film che unisce questo libro e il successivo I Love Shopping a New York
Attualmente vive a Londra con il marito Henry e tre figli (Freddy, Hugo e Oscar).

mercoledì 26 febbraio 2014

#W.W.W. Wednesdays (5) [2014]

Per poter prendere parte a #W.W.W Wednesdays bisogna rispondere a tre semplici domande:

-Cosa stai leggendo?
-Cosa hai appena finito di leggere?
-Quale sarà il prossimo libro che leggerai?



Cosa stai leggendo?

Sto leggendo Fermate gli sposi! di Sophie Kinsella e La luna e i falò di
Cesare Pavese.




Cosa hai appena finito di leggere?

L'ultimo libro letto è 22/11/'63 di Stephen King.
E' il primo di King che leggo e ne sono rimasta abbastanza soddisfatta.
Qui la recensione, se vi va.


Quale sarà il prossimo libro che leggerai? 

Finalmente, essendomi decisa a spendere un buono arretrato, sono entrata in possesso della nuova ristampa di quel gioiellino che è Villette di Charlotte Brontë; mi appresto dunque a leggerlo prossimamente.


Vi ringrazio dell'attenzione e vi invito a tenermi aggiornata sulle vostre letture.

A presto!

lunedì 24 febbraio 2014

#Quotes of the Week (3)

Benvenuti ad un nuovo appuntamento con #Quotes of the Week, la rubrica dedicata alle citazioni tratte dai libri letti durante la settimana.


Questa settimana le citazioni saranno tratte da 22/11/'63 di Stephen King.

Citazioni tratte da 22/11/'63 di Stephen King:

-"Quando ti metti un costume da pagliaccio e un naso di gomma, nessuno sa come sei fatto dentro."

- "Quando tutto il resto fallisce, lascia perdere e vai in biblioteca".

- "Spesso, nella vita, le risposte più semplici sono le più facili da ignorare".

- "La stupidità è una delle due cose che riconosciamo col senno di poi. L'altra sono le occasioni perdute."

-"Se c'è l'amore, le cicatrici di vaiolo sono graziose come fossette. Amerò il tuo viso, non importa che aspetto avrà. Lo amerò perché è il tuo."

- "Ma io credo nell'amore sapete. L'amore è vera magia portatile: non credo che sia nelle stelle, ma credo che sangue chiami sangue, mente chiami mente, cuore chiami cuore."

Adesso tocca a voi, sarei molto contenta di sapere quali sono le vostre Citazioni della Settimana.
Un abbraccio, a presto e buone letture!

sabato 22 febbraio 2014

Recensione: 22/11/'63 di Stephen King

Titolo: 22/11/'63
Autore: Stephen King
Pagine:697
Prezzo di copertina: 23,90 euro
Prezzo ed. economica: 14 euro
Prezzo ebook: 6,99 euro
Editore: Sperling & Kupfer

Trama:

Jake Epping ha trentacinque anni, è professore di inglese al liceo di Lisbon Falls, nel Maine, e arrotonda lo stipendio insegnando anche alla scuola serale. Vive solo, ma ha parecchi amici sui quali contare, e il migliore è Al, che gestisce la tavola calda. È proprio lui a rivelare a Jake il segreto che cambierà il suo destino: il negozio in realtà è un passaggio spaziotemporale che conduce al 1958. Al coinvolge Jake in una missione folle - e follemente possibile: impedire l'assassinio di Kennedy. Comincia così la nuova esistenza di Jake nel mondo di Elvis, James Dean e JFK, delle automobili interminabili e del twist, dove convivono un'anima inquieta di nome Lee Harvey Oswald e la bella bibliotecaria Sadie Dunhill. Che diventa per Jake l'amore della vita. Una vita che sovverte tutte le regole del tempo conosciute. E forse anche quelle della Storia.



4 Stelle

Nella mia carriera da lettrice, non ho mai letto un horror. Non perché sia un tipo impressionabile (pensavo di esserlo ma ho avuto prova del contrario), ma perché non ho mai capito le motivazioni che possano spingere qualcuno a leggere qualcosa che dovrebbe mettere paura. Conoscevo King per fama e tendevo ad avere di lui quel timore quasi reverenziale che si prova per qualcosa o, in questo caso, qualcuno di sconosciuto ed inavvicinabile.
Sebbene la filosofia, materia tra le mie preferite, metta continuamente in guardia dall'affidarsi alle sensazioni, io amo farlo, affidarmi alle percezioni e all'intuito e la serie concatenata di eventi che mi ha portato a "fare la conoscenza" di questo scrittore è dovuta proprio a questi elementi.
Conoscete certamente il detto Anno nuovo, vita nuova che tutti biascicano mezzi brilli durante i brindisi augurali del nuovo anno; ecco, non proprio in quel momento però decisi l'elemento di novità nella mia carriera da lettrice sarebbe stata un'opera di Stephen King.
Inizialmente, indecisa e completamente nuova chiesi qualche consiglio, tuttavia solo quando mi trovai davanti lo scaffale del centro commerciale con buona parte delle opere del sopracitato scrittore fra cui spiccava per me, appassionata di storia, 22/11/'63 dedicato proprio a uno dei misteri più grandi della Storia mondiale, in quel momento seppi che, al diavolo i consigli e il fatto che non si trattasse di un horror, dovevo lasciar fare all'ispirazione e leggere quello per primo.
Adesso, dopo questa prolissa digressione su come lo abbia trovato, passiamo alla recensione del romanzo vero e proprio.
Potrei iniziare col constatare la somiglianza a livello emotivo con il protagonista: varie volte infatti capita di sentirsi accusare d'insensibilità di fronte al dolore; spesso invece sono coloro che ti accusano ad essere insensibile al tuo.
Comunque, una caratteristica dello stile di King che mi è saltata agli occhi sin dalle prime frasi e mi preme di sottolineare, è la rudezza: sembra quasi che vada di fretta e voglia spiegarti la situazione in maniera concisa, in modo tale da assicurarsi che tu abbia capito perché non ha tempo da perdere per un'eventuale replica.
Sulle prime mi ha sorpresa, in seguito ci ho fatto l'abitudine imparando ad apprezzare questa qualità.
Mi è piaciuta l'immediatezza di espressione, anche quella dei sentimenti; senza quelle perifrasi, quei giri di parole inutile e disgustosamente smielati, beh, si sta decisamente meglio.
Benché mi fossi illusa di non trovare altro che una specie di thriller fantasy storico, mi rendo conto che uno scrittore, come qualunque altra persona, non può snaturarsi ed essendo King il massimo esponente del genere horror contemporaneo, si possono scorgere anche alcune descrizione alquanto, ma non troppo, macabre.
Quantunque finora possa sembrare una recensione rose e fiori, non è propriamente così.
Mettendo totalmente da parte qualunque pregiudizio possa essersi sedimentato nella mia bizzarra testolina, specialmente contro quell'inquietante espressione da iena ridens che mr King presenta nella maggior parte delle immagini che lo vedono raffigurate, devo ammettere che alcuni punti non mi sono quadrati.
In primis alcuni passi, generalmente dei pedinamenti di Jake a Oswald, mi sono sembrati ininfluenti al fine della storia e li ho saltati a pié pari. Altra nota negativa i continui riferimenti a Dio e materia religiosa: anche questi li ho considerati quantitativamente eccessivi e superficiali. Da credente, rispetto tutti indipendentemente dal credo religioso, in quanto persone però non ho potuto evitare di trovare, qualche volta, questi elementi irritanti.
Dulcis in fundo, non potevo dimenticarmene anche perché è il fulcro del romanzo, la storia d'amore.
Con uno stile stringato ed immediato, l'autore ha saputo creare ugualmente una storia d'amore dolcissima, con delle brevi ed efficaci dichiarazioni d'amore che, nel romanzo come nella vita, suonano più vere e sincere dei più elaborati versi d'amore dei poeti:

Se c'è l'amore, le cicatrici di vaiolo sono graziose come fossette. Amerò il tuo viso, non importa che aspetto avrà. Lo amerò perché è il tuo.

What else?

Consigliato: sì
Tempo di lettura: 3 Settimane

Stephen King, acclamato genio della letteratura internazionale, vive e lavora nel Maine con la moglie Tabitha, a sua volta scrittrice. Le sue storie sono clamorosi bestseller che hanno venduto 400 milioni di copie in tutto il mondo e hanno ispirato registi famosi come Stanley Kubrick, Brian De Palma, Rob Reiner e Frank Darabont. Nel 2003 gli è stata assegnata la National Book Foundation Medal per il contributo alla letteratura americana e nel 2007 l'associazione Mystery Writers of America gli ha conferito il Grand Master Award.

mercoledì 19 febbraio 2014

#W.W.W. Wednesdays (4) [2014]

Per poter prendere parte a #W.W.W Wednesdays bisogna rispondere a tre semplici domande:

-Cosa stai leggendo?
-Cosa hai appena finito di leggere?
-Quale sarà il prossimo libro che leggerai?



Cosa stai leggendo?

Sto procedendo, per cause di forza maggiore, abbastanza a rilento con la lettura di 22/11/'63 di Stephen King.
Sebbene sia ancora a circa un quarto del libro, devo dire che tutto ciò che ho sempre sentito riguardo ai libri di King, mi faceva presagire di peggio.
Ma non voglio sbilanciarmi troppo: ne riparlerò, spero a breve, in una recensione.


Cosa hai appena finito di leggere?

L'ultimo libro letto è L'evoluzione di Calpurnia di Jacqueline Kelly.
Qui la recensione.


Quale sarà il prossimo libro che leggerai? 
La pila di libri in formato cartaceo e digitale è, purtroppo, inversamente proporzionale al tempo che ho a disposizione per leggerli.
Inoltre, ormai lo sapete, a meno che non mi impunti proprio su un libro, preferisco scegliere il libro da leggere in base alle circostanze e all'umore del momento; dunque mi astengo dal fare previsioni, andrò dove mi porterà il cuore, per dirla con la Tamaro :).

Vi ringrazio dell'attenzione e vi invito a tenermi aggiornata sulle vostre letture.

A presto!

martedì 18 febbraio 2014

Recensione: "L'evoluzione di Calpurnia" di Jacqueline Kelly

Titolo: L'evoluzione di Calpurnia
Autrice: Jacqueline Kelly
Pagine: 287
Prezzo di copertina: 16,80 euro
Prezzo ebook: 11,99 euro
Editore: Salani

Trama:
Nei prati riarsi della calda stagione texana, Calpurnia non può fare a meno di notare che le cavallette gialle sono molto, molto più grandi delle cavallette verdi. Perché? Sono di due specie diverse? Calpurnia ha sentito parlare del libro di un certo Darwin, in cui si spiega l'origine delle specie animali. Forse può trovare quel libro nella biblioteca pubblica? Sì, ma la bibliotecaria non glielo vuole mostrare. Poco male, quel libro si trova anche a casa sua: nello studio del nonno, il libero pensatore della famiglia. Accompagnata dal nonno e dal libro proibito, Calpurnia riuscirà a scoprire i segreti delle diverse specie di animali, dell'acqua e della terra. E scoprirà anche se stessa.


3 Stelle

Ogni volta che acquisto un libro, dovrei ripetere come un mantra di non creare alte aspettative perché, con precisione quasi scientifica, queste vengono quasi sempre deluse.
Anche stavolta, con L'evoluzione di Calpurnia.
Calpurnia è una bambina intelligente e curiosa, una ragazzina fuori dagli schemi che la rigida società americana di fine Ottocento vorrebbe imporle; infatti sviluppa uno spiccato interesse per la natura e lo coltiva insieme al nonno, dal quale sembra aver ereditato questa passione.
Questo romanzo offre spunti di riflessione riguardo alla condizione della donna, all'evoluzione della scienza e all' impartizione di una forma mentis imperante anche ai giorni nostri che prevede l'ignoranza come forza. Perché, per dirla con Jenkins, se uno va in giro con una scarpa sola ed è un duca, la gente dice che è originale. Ma se per caso è un costruttore, la gente dice che è un matto.
Nonostante i vari elementi positivi, i motivi per cui non posso promuovere L'evoluzione di Calpurnia con più di tre stelline sono altrettanto numerosi: in primis, sebbene la trama non scada mai nel banale, la lettura si fa a tratti noiosa per alcune parti descrittive prolisse; inoltre, nel finale, sembra che la narrazione si interrompa improvvisamente, lasciando il lettore col dubbio dell'evoluzione di Calpurnia non come zoologa ma come persona, aspetto che viene trascurato ai fini del racconto.
L'idea di fondo può essere considerata valida, purtroppo però il potenziale non viene espresso totalmente.
Peccato per le Grandi Speranze.

Consigliato: nì
Tempo di lettura: una settimana

Jacqueline Kelly è nata in Nuova Zelanda. Cresciuta in Canada, ora vive in Texas, tra la città di Austin e la campagna di Fentress.




giovedì 13 febbraio 2014

Recensione: "Il gusto proibito dello zenzero" di Jamie Ford

Titolo: Il gusto proibito dello zenzero
Autore: Jamie Ford
Pagine: 372
Prezzo di copertina: 9,90 euro
Editore: Garzanti

Trama:
Seattle. Nella cantina dell'hotel Panama il tempo pare essersi fermato: sono passati quarant'anni, ma tutto è rimasto come allora. Nonostante sia coperto di polvere, l'ombrellino di bambù brilla ancora, rosso e bianco, con il disegno di un pesce arancione. A Henry Lee basta vederlo aperto per ritrovarsi di nuovo nei primi anni Quaranta. L'America è in guerra ed è attraversata da un razzismo strisciante. Henry, giovane cinese, è solo un ragazzino ma conosce già da tempo l'odio e la violenza. Essere picchiato e insultato a scuola è la regola ormai, a parte quei pochi momenti fortunati in cui semplicemente viene ignorato. Ma un giorno Henry incontra due occhi simili ai suoi: lei è Keiko, capelli neri e frangetta sbarazzina, l'aria timida e smarrita. È giapponese e come lui ha conosciuto il peso di avere una pelle diversa. All'inizio la loro è una tenera amicizia, fatta di passeggiate nel parco, fughe da scuola, serate ad ascoltare jazz nei locali dove di nascosto si beve lo zenzero giamaicano. Ma, giorno dopo giorno, il loro legame si trasforma in qualcosa di molto più profondo. Un amore innocente e spensierato. Un amore impossibile. Perché l'ordine del governo è chiaro: i giapponesi dovranno essere internati e a Henry, come alle comunità cinesi e, del resto, agli americani, è assolutamente vietato avere rapporti con loro. Eppure i due ragazzini sono disposti a tutto, anche a sfidare i pregiudizi e le dure leggi del conflitto.



3 Stelle

Già da quando l'ho preso in mano per la prima volta, temevo ci fosse qualcosa sotto perché generalmente, i libri elogiati unanimemente mi lasciano insoddisfatta.
E non mi sbagliavo, così è stato anche stavolta.
La storia si svolge negli Stati Uniti, l'arco temporale è diviso tra il 1942 quando i protagonisti, bambini emarginati a scuola, si conoscono stringendo amicizia e il 1986 dove vediamo Henry, ormai invecchiato e rimasto recentemente vedovo, cercare una nuova ragione di vita e trovarla nel ritrovamento di antichi oggetti all'interno di un vecchio hotel; riaffiorano i ricordi e le speranze di un tempo e questo parallelismo temporale, insieme alle accurate descrizioni dei luoghi e dei personaggi che fanno da contorno a tutta la narrazione, aiutano il lettore a capire meglio la stessa.
Il gusto proibito dello zenzero è scritto in maniera chiara, pulita, senza fronzoli, tuttavia non riesco a promuoverlo se non con la sufficienza;  sebbene i riferimenti storici siano interessantissimi, non sono purtroppo riuscita a sentirmi coinvolta nelle vicende di Henry e Keiko,ad entrare in empatia con loro, trovando tutto alquanto piatto e noioso.
Nonostante ciò, consiglio il suddetto romanzo a tutti gli appassionati del genere considerandolo nel complesso un romanzo d'esordio abbastanza valido.

Consigliato: nì
Tempo di lettura: 3 Giorni

Jamie Ford è cresciuto presso il quartiere cinese di Seattle e discende da uno dei pionieri delle miniere del Nevada, il bisnonno Min Chung, emigrato nel 1865 dalla Cina a San Francisco, il primo della famiglia ad assumere il nome Ford.
Autore di racconti pluripremiati, vive nel Montana con la moglie e i figli. 


mercoledì 12 febbraio 2014

#W.W.W. Wednesdays (3) [2014]

Per poter prendere parte a #W.W.W Wednesdays bisogna rispondere a tre semplici domande:

-Cosa stai leggendo?
-Cosa hai appena finito di leggere?
-Quale sarà il prossimo libro che leggerai?




Cosa stai leggendo?

Questa settimana mi alterno tra L'evoluzione di Calpurnia di Jacqueline Kelly e il mio primo di Stephen King, 22/11/63.
Sebbene mi avessero consigliato altri titoli del suddetto, poiché il suo stile e il genere Horror mi sono completamente nuovi, ho lasciato fare, as always, all'ispirazione e mi ha portato a questo.
Incrociamo le dita!
                                  


Cosa hai appena finito di leggere?

La mia lettura terminata più recentemente (proprio oggi in verità), è Il gusto proibito dello zenzero di Jamie Ford.
Nonostante sapevo di non apprezzare particolarmente il genere, mi aspettavo comunque qualcosa di più.
Tranquilli, troverete a breve le mie impressione nella recensione :)



Quale sarà il prossimo libro che leggerai? 

Onestamente I don't know;  22/11/63 è un bel mattoncino e, considerando gli impegni del momento e il formato digitale, penso impiegherò un po' di tempo alternandolo a L'evoluzione di Calpurnia.
Vi farò sapere, spero ricambierete :)

Vi ringrazio dell'attenzione e vi invito a tenermi aggiornata sulle vostre letture.

A presto!

martedì 11 febbraio 2014

Recensione: "La casa sfitta" di Charles Dickens, Elizabeth Gaskell, Adelaide Anne Proctor e Wilkie Collins

   
Titolo: La casa sfitta
Autori: Charles Dickens, Elizabeth Gaskell, Adelaide Anne Proctor, Wilkie Collins
Pagine:138
Collana: Atlantide
Prezzo di copertina: 12 euro
Editore: Jo March

Trama:
Mute testimoni di relazioni umane, le mura di una casa custodiscono nel silenzio i segreti degli uomini che le hanno abitate. Eppure certe case hanno assorbito così profondamente il loro contenuto, che esso si palesa all'esterno in tutto il suo inquietante aspetto. Nido, o prigione? Quale mistero avvolge la casa sfitta che ossessiona la signora Sophonisba? Cosa si cela dietro le persiane scorticate e il fango che oscura i vetri dai quali nessuno parrebbe più affacciarsi? Due investigatori speciali tenteranno di mettere pace nel cuore della loro prediletta: il fedele Trottle e il premuroso Jarber si sfideranno a colpi di manoscritti, di senili e tenere scenate di gelosia, e di coraggiose sortite nella casa. Mettetevi comodi: un regista d'eccezione come Charles Dickens ha scritturato i migliori autori sulla piazza per svelare, attraverso un intreccio impeccabile e una scrittura potente che lasciano semplicemente senza fiato, l'arcano della perturbante casa sfitta.


4 Stelle

Ho trovato molto piacevole questo racconto a tinte fosche scritto a più mani da grandi della letteratura Vittoriana, dunque colgo l'occasione per ringraziare ancora una volta la casa editrice Jo March che ha riscoperto questo piccolo gioiellino "sommerso" e l'ha riportato alla luce, annoverandolo tra le proprie pubblicazioni.
Tutto ruota intorno alla Casa Sfitta, una casa decrepita e, a quanto si dice, disabitata, vera protagonista e alla curiosità dell'anziana dirimpettaia.
La circostanza che vede più autori implicati nella stesura di questo racconto potrebbe sembrare un'ostacolo alla buona riuscita e invece sembra essere proprio un punto di forza perché, con le diversità di ogni autore, la Casa sfitta diventa una lettura adatta a tutti, amanti della prosa e della poesia.
Inoltre l'unione di eccellenti firme della letteratura come Dickens, Gaskell, Collins e Proctor diventano una garanzia, anche se si vuole soltanto passare del tempo in compagnia di un buon libro, caratterizzato da personaggi ben caratterizzati e da una trama ben strutturata.
Non mi resta dunque che consigliare questa piccola perla riscoperta a tutti i lettori, appassionati come me dell'Inghilterra Vittoriana o meno.

Consigliato; sì
Tempo di lettura: 3 Giorni







mercoledì 5 febbraio 2014

#W.W.W. Wednesdays (2) [2014]

Per poter prendere parte a #W.W.W Wednesdays bisogna rispondere a tre semplici domande:

-Cosa stai leggendo?
-Cosa hai appena finito di leggere?
-Quale sarà il prossimo libro che leggerai?



Cosa stai leggendo?

Adocchiato per caso al supermercato, l'ho preso non appena si è presentata l'occasione. Sto parlando de Il gusto proibito dello zenzero di Jamie Ford.
Sono arrivata giusto al terzo capitolo, dunque non mi sono ancora fatta una chiara opinione.

 

Cosa hai appena finito di leggere?

L'ultimo libro letto è La casa sfitta, un racconto scritto a più mani da esponenti di spicco della letteratura Vittoriana quali Dickens, Wilkie Collins, Adelaide Anne Proctor ed Elizabeth Gaskell.
A breve le mie impressioni su questo scritto che oserei definire gotico.


Quale sarà il prossimo libro che leggerai?

Sono indecisa se leggere L'evoluzione di Calpurnia di Jacqueline Kelly oppure rileggere Io prima di te di Jojo Moyes, uno dei miei romanzi preferiti, ricevuto in scambio recentemente.



Vi ringrazio dell'attenzione e vi invito a tenermi aggiornata sulle vostre letture.

A presto!



lunedì 3 febbraio 2014

#Quotes of the Week (2)

Benvenuti ad un nuovo appuntamento con #Quotes of the Week, la rubrica dedicata alle citazioni tratte dai libri letti durante la settimana.


Questa settimana le citazioni saranno tratte da Il Conte di Montecristo di Alexandre Dumas (padre) e da Requiem di Lauren Oliver.

Citazioni tratte da Il Conte di Montecristo di Alexandre Dumas (padre).

- Si ha sempre fretta di arrivare ad essere felici, perché quando si è sofferto a lungo, si stenta a credere alla felicità. 

-La religione, che rincuorò e sostenne tanto spesso gli infelici curvi sotto il peso d'un destino crudele, venne allore a rinfrescare il suo spirito. Egli ricordò le preghiere imparate sulle ginocchia della mamma e scoperse in esse un senso fino ad allora sconosciuto.
Infatti per molti la preghiera non è che una formula monotona e vuota fin quando il dolore non viene a spiegare loro, con la sua lugubre luce, il linguaggio sublime con cui ci si rivolge a Dio.

-Dantès rimase confuso. Quella era la vera spiegazione di ciò che era avvenuto, a sua insaputa, nella sua mente o piuttosto nella sua anima, poiché vi sono pensieri che vengono dalla mente e altri che vengono dal cuore.

- Del resto il mio vero tesoro non è quello che mi attende sotto le oscure volte di qualche grotta nell'isola di Montecristo: è la vostra presenza, è la compagnia che ci facciamo per cinque o sei ore al giorno, sono questi sprazzi di erudizione che avete versato nel mio cervello, queste lingue che avete radicato nella mia memoria e che vi crescono in tante ramificazioni filologiche. Mio tesoro sono le scienze da voi resemi facilissime per la profondità della vostra cultura e la chiarezza dei princìpi a cui le avete ridotte.
Ecco in cosa mi avete reso ricco e felice. Ciò per me vale più che dei barili d'oro e molte casse di diamanti[...] Avervi vicino il più a lungo possibile, udire la vostra eloquente conversazione, arricchire la mia mente, ritemprare il mio animo, disporre me stesso in modo tale da essere capace di grandi e magnanime cose se per caso riconquistassi la libertà[...] questo è il mio tesoro e non è un tesoro chimerico e nessun sovrano, nessun Cesare Borgia sarebbe in grado di strapparmelo.

-Voi sapete che le invenzioni umane vanno dal composto al semplice, e il semplice è sempre il più perfetto.

-Coloro che nacquero in una culla di porpora e non desiderarono mai nulla, non sanno cosa sia la vera felicità; come non sanno cosa significhi un cielo sereno coloro che non si trovarono mai tra quattro assi in balìa di un mare in tempesta.


Citazioni tratte da Requiem di Lauren Oliver:

-All'improvviso sono sopraffatta dalla stanchezza. Sono stanca di combattere, di colpire ed essere colpita. E' questa la stranezza del mondo: le persone che vorrebbero soltanto amare sono costrette a diventare combattenti. E' la natura assurda della vita.

-Abbattete i muri. Dopotutto è questo il punto. Non sappiamo cosa succederà se abbatteremo i muri; non possiamo vedere dall'altra parte, non sappiamo se ci porterà la libertà o la rovina, una soluzione o il caos. Potrebbe essere il paradiso o la distruzione.
Abbattere i muri.
Altrimenti bisogna vivere nella diffidenza, nella paura, costruendo barricate contro l'ignoto, pregando che non arrivi il buio, pronunciando versi di terrore e di chiusura.
[...]Non conosceremo l'aria pulita e il volo.
Tutti voi, dovunque voi siate: nelle vostre città ostili o nei vostri piccoli villaggi.
Trovateli, i muri, le maglie di metallo, le catene, le pietre che ti riempiono lo stomaco. E tirate, tirate, tirate.
Farò un patto con voi: io lo farò se lo farete anche voi, sempre e all' infinito.
Abbattete i muri.


Adesso tocca a voi, sarei molto contenta di sapere quali sono le vostre Citazioni della Settimana.
Un abbraccio, a presto e buone letture!