sabato 27 giugno 2015

Recensione: "L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome" di Alice Basso

Titolo: L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
Autrice: Alice Basso
Pagine: 271
Prezzo di copertina: 14,90 euro
Prezzo ebook: 9,99 euro
Editore: Garzanti

Sinossi:
Dietro un ciuffo di capelli neri e vestiti altrettanto scuri, Vani nasconde un viso da ragazzina e una innata antipatia verso il resto del mondo. Eppure proprio la vita degli altri è il suo pane quotidiano. Perché Vani ha un dono speciale: coglie l'essenza di una persona da piccoli indizi e riesce a pensare e reagire come avrebbe fatto lei. Un'empatia profonda e un intuito raffinato sono le sue caratteristiche. E di queste caratteristiche ha fatto il suo mestiere: Vani è una ghostwriter per un'importante casa editrice. Scrive libri per altri. L'autore le consegna la sua idea, e lei riempie le pagine delle stesse parole che lui avrebbe utilizzato. Un lavoro svolto nell'ombra. E a Vani sta bene cosi. Anzi, preferisce non incontrare gli scrittori per cui lavora. Fino al giorno in cui il suo editore non la obbliga a fare due chiacchiere con Riccardo, autore di successo in preda a una crisi di ispirazione. I due si capiscono al volo e tra loro nasce una sintonia inaspettata fatta di citazioni tratte da Hemingway, Fitzgerald, Steinbeck. Una sintonia che Vani non credeva più possibile con nessuno. Per questo sa di doversi proteggere, perché, dopo aver creato insieme un libro che diventa un fenomeno editoriale senza paragoni, Riccardo sembra essersi dimenticato di lei. E quando il destino fa incrociare di nuovo le loro strade, Vani scopre che le relazioni, come i libri, spesso nascondono retroscena insospettabili.



Io le recensioni (o pseudo tali) le scrivo di getto. Appena messo giù il libro, con la mente ancora pervasa da situazioni, sentimenti e personaggi, cerco di orientare i pensieri in uno scritto organico ed intellegibile e vai così, all'avventura. Credo che sia una delle cose dell'essere blogger che mi piace di più, poter scrivere quello che mi va, come e quando mi va di farlo. Non sono una scrittrice, non sono una giornalista, sono libera. Tante volte, pensando al futuro, chiedendomi cosa facesse per me, ho provato ad immaginarmi in taluna o talaltra professione ma non ci sono mai riuscita perché, non avendone diretta esperienza, non riesco a valicarne lo stereotipo creato dal pensiero comune. Il pensiero comune, puntualissimo etichettatore di persone e circostanze, esaltatore della fama e del successo come nuovi dei da adorare. Ma nessuno si chiede cosa ci sia dietro le maschere sorridenti, le mani che stringono altre mani, gli eloqui profondi. Così profondi da essere senza fondo, magari di verità, ma solo particine imparate a memoria a beneficio degli spettatori. La maschera Pirandelliana è ovunque, soprattutto nel mondo letterario che il drammaturgo siciliano ha esplorato così largamente.
Ne sa qualcosa Vani Sarca, cinica, asociale, dark ex metallara di professione ghostwriter. Siamo agli antipodi in diversi campi, uno fra i tanti quello letterario. Lei ha bisogno di schemi e materiale per scrivere libri come altri li hanno pensati, in anonimato, dietro le quinte da consegnare nei tempi stabiliti, con la sola gratificazione di uno stipendio da fame. Come i Sofisti, Vani mette a disposizione il proprio talento innato nel creare storie, accresciuto da una notevole capacità  di osservazione ed empatia per sopravvivere. Platone l'avrebbe disprezzata, a me invece questa stramba sagace scrittrice fa molta simpatia. Guardando oltre la maschera che la vuole un'asociale sociopatica circondata da gente mediocre come il suo editore o la stravagante medium Bianca Cantavilla, Vani è tutt'altra persona e lo dimostra ricordando la propria adolescenza turbolenta in flashback utilissimi, cercando la compagnia di persone apparentemente interessanti. Come Morgana, una brillante quindicenne vicina di casa, mezza secchiona, mezza adolescente in crisi alle prese con le prime cotte o Riccardo Randi, stella in ascesa del panorama letterario o anche il commissario Berganza che sembra uscito da uno dei romanzi gialli che lo appassionano tanto, sbirro pazzesco, primo ad impiegare le abilità di Vani in qualcosa di più complesso rispetto ad un romanzo ovvero un'indagine di polizia.
Tra pasticcerie da visitare al chiaro di luna, presenze sovrannaturali, discoteche non proprio al top e tanta sana ironia, L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome è il primo divertentissimo capitolo di quella che si prospetta una gran bella serie, potenzialmente di successo, senza essere stata scritta (almeno sembra) da una ghostwriter.


Consigliato: sì

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Alice Basso è nata nel 1979 a Milano e ora vive in un ridente borgo medievale fuori Torino. Lavora in una casa editrice. Nel tempo libero finge di avere ancora vent'anni e canta in una band di rock acustico per cui scrive anche i testi delle canzoni. Suona il sassofono, ama disegnare, cucina male, guida ancora peggio e di sport nemmeno a parlarne.

venerdì 26 giugno 2015

Recensione: "Un giorno perfetto per innamorarsi" di Anna Premoli

Titolo: Un giorno perfetto per innamorarsi
Autrice: Anna Premoli
Pagine: 357
Prezzo di copertina: 9,90 euro
Prezzo ebook: 4.99 euro
Editore: Newton Compton

Sinossi:
Kayla Davis è una donna “metropolitana”. Di New York ama tutto: il traffico, il caos, le folle. Nota per il suo sarcasmo e le sue relazioni mordi e fuggi, Kayla aspira a diventare un’affermata giornalista. Anche se al momento si accontenta di scrivere recensioni sui posti più alla moda della città. L’occasione di fare il salto arriva quando il suo capo decide di mandarla in una sperduta cittadina dell’Arkansas, per preparare un pezzo di rilievo nazionale su un argomento del tutto particolare... Kayla coglie al volo la proposta e, abbandonata l’amata New York, prova a inserirsi nella vita di Heber Springs. L’impatto non è dei migliori: le sue scarpe tacco dodici, preferibilmente blu elettrico, mal tollerano le polverose zone dell’America del Sud, il suo temperamento frenetico mal si adegua alla calma di un posto dove tutti si conoscono. Ma soprattutto, Kayla non pensava di dover fare i conti con la comparsa di Greyson Moir. Ce la farà Kayla a dimostrare quanto vale? 
Un nuovo divertentissimo e dolcissimo romanzo dalla regina della commedia romantica italiana.


Letto in un paio d'ore, giusto per smorzare la tensione pre esami di questi giorni, Un giorno perfetto per innamorarsi si è rivelato perfetto allo scopo prefisso e pieno di piacevoli sorprese.
La prima è il crossover con un altro romanzo della Premoli, Finché amore non ci separi, dove la protagonista, Kayla Davis, era apparsa tra i personaggi secondari nelle vesti di migliore amica della protagonista di turno.
Adesso la ritroviamo curatrice di una rubrica circa la vita metropolitana, conoscendola un po' meglio. Kayla è stata abbandonata dal padre, ha con la madre un rapporto discreto e tra la propria parentela annovera anche un'arzilla prozia dai capelli blu, abitante in una ridente località dell'Arkansas chiamata Heber Springs. E proprio in quel di Heber Springs dovrà trasferirsi la caustica giornalista, per curare una variante della propria rubrica, in cui descrivere la country life secondo un'abitante della Grande Mela.
Come c'era d'aspettarsi, i rapporti iniziali tra la sfacciata newyorchese e gli abitanti locali non sono ottimali, tuttavia, tra passeggiate nei boschi e aste di beneficenza per evitare trivellazione dannose per l'ambiente, Kayla cambierà idea specie se il bel signor sindaco, tale Greyson Moir, che le fa girare la testa in assenza dei tanto amati cocktail.
Una commedia leggera e piccante che ricorda vagamente Ricatto d'Amore con Sandra Bullock e Ryan Reynolds, dove fortunatamente Anna Premoli ritrova la verve che l'ha resa un fenomeno editoriale e regala un chick - lit perfetto da leggere sotto l'ombrellone.


Consigliato: sì

Anna Premoli è nata nel 1980 in Croazia, vive a Milano dove si è laureata in Economia dei mercati finanziari, presso la Bocconi. Ha lavorato alla J.P. Morgan e, dal 2004, al Private Banking di una banca privata. La matematica è sempre stata il suo forte, la scrittura invece è arrivata per caso, come “metodo antistress” durante la prima gravidanza.

mercoledì 24 giugno 2015

Recensione: "Quella vita che ci manca" di Valentina D'Urbano

Titolo: Quella vita che ci manca
Autrice: Valentina D'Urbano
Pagine: 332
Prezzo di copertina: 14,90 euro
Prezzo ebook: 8.99 euro
Editore: Longanesi

Sinossi:
Gennaio 1991. Valentino osserva le piccole nuvole di fiato che muoiono contro i finestrini appannati della vecchia Tipo. L'auto che ha ereditato dal padre, morto anni prima, non è l'unica cosa che gli rimane di lui: c'è anche quell'idea che una vita diversa sia possibile. Ma forse Valentino è troppo uguale al posto in cui vive, la Fortezza, un quartiere occupato in cui perfino la casa ti può essere tolta se ti distrai un attimo. Perciò, non resta che una cosa a cui aggrapparsi: la famiglia. Valentino è il minore dei quattro fratelli Smeraldo, figli di padri diversi. C'è Anna, che a soli trent'anni non ha ormai più niente da chiedere alla vita. C'è Vadim, con la mente di un dodicenne nel bellissimo corpo di un ventenne. E poi c'è Alan, il maggiore, l'uomo di casa, posseduto da una rabbia tanto feroce quanto lo è l'amore verso la sua famiglia, che deve rimanere unita a ogni costo. Ma il costo potrebbe essere troppo alto per Valentino, perché adesso c'è anche lei, Delia. È più grande di lui, è bellissima - ma te ne accorgi solo al secondo o al terzo sguardo - e, soprattutto, non è della Fortezza. Ed è proprio questo il problema. Perché Valentino nasconde un segreto che non osa confessarle e soprattutto sente che scegliere lei significherebbe tradire la famiglia. Tradire Alan. E Alan non perdona. Questo è un romanzo sull'amore, spietato come solo quello tra fratelli può essere. Ma è anche un romanzo sull'unico altro amore che possa competere quello che irrompe come il buio in una stanza.



Mi ero ripromessa di tornare alla Fortezza, magari d'autunno, a Settembre, con un'atmosfera cupa che s'addiceva di più all'idea che me ne sono fatta sorvolando sul fatto che in Sicilia si sta al caldo fino a Novembre. Eppure il quartiere occupato, fatto d'abusivi, di muri scalcinati ed un Anfiteatro calcato d'attori rappresentanti tragedie di vita vera, mi ha reclamata nuovamente d'estate, non certo torrida come quell'Agosto da vivere come due cuori e una capanna in una mansarda ammuffita ma vabbé, meglio così, ché altrimenti la poca voglia di studiare per l'odiosa Maturità se ne sarebbe andata del tutto. Che poi, può un esame stabilire se si è davvero pronti ad affrontare la vita? Con questa domanda senza risposta vagante nel cervello, sono tornata sui miei passi, diretta però verso una casa diversa da quella dei Gemelli; un'altro tipo di somiglianza accomuna i fratelli Smeraldo, figli della stessa madre e di padri differenti, sono consanguinei e più simili di quanto si possa pensare. Un legame speciale intercorre tra Anna, 30 anni e ben poche prospettive di salti di qualità nella propria vita andante per lo zitellaggio perpetuo, Vadim un gigante bambino, ma soprattutto tra Alan, il capofamiglia e Valentino, il piccolo di casa.
Proprio gli ultimi due, agli antipodi caratterialmente parlando, l'uno alfa, l'altro beta, Alan distrugge, Valentino costruisce, sono legatissimi come solo due fratelli possono essere. Si bilanciano, si compensano in maniera pressocché perfetta; un'equilibrio che rischia di saltare perché, come tutte le storie in cui dei ragazzi normali, all'improvviso e senza una ragione apparente si fondono il cervello, c'era di mezzo una ragazza. Si chiama Delia e, in realtà, è una delle tante: magrissima e allampanata, capelli crespi ed asimmetrici, non è mica notevole come quella carogna che faceva tribolare Tibullo nei suoi vagheggiamenti elegiaci o come la donna Mazzatiniana, fregata dalla vita, che tirava il gelato in faccia a Scamarcio. No, la Delia di qui ha un passato turbolento, è vero, ha più anni anagrafici del suo ragazzo e non è della Fortezza. Tutto ciò non rappresenterebbe un problema per un ventunenne alle prese col primo amore, impacciato ma sincero nell'impetuosità degli ardori degli inizi. Però Valentino non è solo questo. Valentino, il bravo ragazzo che sognava un posto nello staff della Ferrari è giusto un sogno, una fantasia di ragazzi, realizzabile forse in una dimensione parallela. Una dove suo padre fosse ancora vivo, dove le macchine potrebbe aggiustarle anziché il contrario, dove la fedina penale non contasse nulla e la sua famiglia non facesse parte degli abusivi morti di fame abitanti di un rione sempre più fatiscente, sempre più degradato sullo sfondo di storie sbiadite adesso che Bea ha smesso di monopolizzare la scena e di lei e del suo Alfredo - recentemente ritrovato in un racconto troppo breve confermante i miei sospetti circa la maggiore piacevolezza del Rumore dei (s)uoi passi se li avessi raccontati lui - riecheggia un eco non ancora sopita.
E prima o poi la vita viene a chiedere il conto, anche quella che è mancata e puoi soltanto appellarti all'amore per rimandare il saldo, ché Ligabue aveva ragione, l'amore conta ed è l'unico modo per fregar la morte.

Consigliato: sì



Valentina D’Urbano scrittrice e illustratrice, vive e lavora a Roma. 

martedì 23 giugno 2015

Segnalazione: "Celeste" di Cristina Vichi

Titolo: Celeste
Autrice: Cristina Vichi
Editore: Selfpublishing su Amazon
Genere: Romanzo storico
Prezzo ebook: € 2,99
Prezzo cartaceo:  € 12,48
Pagine: 342
Data di pubblicazione: 28.03.2015

Trama:

Celeste è una ragazza dal cuore selvaggio e impavido, con una forza emotiva talmente spiccata da riuscire a ribellarsi alla corrente ideologica di tutta la nobiltà.
L’inaspettato incontro con l’amore sconvolgerà non poco la sua vita, ma lei combattiva e diffidente, cercherà di resistere con tutte le sue forze a quel turbine di emozioni profonde e sconosciute penetrate nel suo cuore senza chiedere il permesso.
Il passato, però, con i suoi drammi e inganni, sta per esplodere e Celeste si trova proprio al centro di tutto, perché ciò che lei è dipende anche da avvenimenti accaduti quando ancora non era nata.

Cristina Vichi è nata a Rimini il 17.06.1985 e si è diplomata al liceo Psicopedagogico.
Le è sempre piaciuto scrivere, ma l'idea di concretizzare il romanzo è scattata dopo molto tempo che aveva l'idea nella mente.
E' mamma di tre bambini e lavora part time come assistente presso un dentista.
Scrivere il romanzo "Celeste" ha suscitato in lei tantissime emozioni, che spera di trasmettere ai lettori.
Crede che se il romanzo non l' avesse coinvolta così tanto non avrei trovato il tempo per scriverlo. Ora, però, che ha vissuto le avventure dei protagonisti, desidera continuare a trascorrere dei momenti nel mondo della scrittura, per ricercare le emozioni che l' hanno accompagnata in questa prima indimenticabile esperienza.
Dovrà cercare di conciliare la sua passione per l'affascinante mondo della fantasia con la vita reale, ricca ed intensa anch'essa.

lunedì 22 giugno 2015

#DonaUnLibroAccendiLaCultura Recensione: "Amami o lasciami" di Claudia Carroll

Titolo: Amami o Lasciami
Autrice: Claudia Carroll
Pagine: 439
Collana: hm
Prezzo di copertina: 12,90 euro
Editore: Harlequin Mondadori

Sinossi:
"Benvenuti all'Hope Street Hotel dove entri sposato ed esci single". Sono passati due anni da quando Chloe Townsend è stata abbandonata sull'altare e ha dovuto lasciarsi alle spalle tutto quello che contava per lei. Ancora oggi fatica a guardare avanti e a pensare al futuro fino a quando, inaspettatamente, le capita un'occasione unica: l'offerta da parte di Rob McFyden, ricchissimo proprietario di una nota catena alberghiera, di gestire un nuovo hotel super glamour a Dublino. L'Hope Street Hotel è decisamente particolare: albergo sperimentale per coppie che vogliono divorziare, è pensato per rendere la separazione veloce e indolore. La struttura si occuperà di ogni aspetto legale, tecnico ed emotivo. I suoi ospiti ne usciranno finalmente liberi e single. Chloe comincia a rimettere insieme i pezzi della sua vita e le cose sembrano migliorare, nonostante il super esigente, ma affascinante, boss le stia con il fiato sul collo. Nessuno è più bravo di lei a capire di cosa le coppie hanno bisogno quando la loro relazione arriva al punto di rottura ma ben presto si rende conto che deve anche curare il suo cuore spezzato e affrontare i sentimenti che sta cercando di nascondere. Le tre coppie che più hanno bisogno del suo aiuto sono Jo e Dave, Lucy e Andrew, Kirk e Dawn. E il fine settimana che li aspetta sarà ricco di rivelazioni, ricordi tristi e felici, situazioni da affrontare e grandi sorprese.




Quando ho letto la quarta di copertina non ci credevo. Un hotel per divorziare. Da qui la curiosità e la lettura rapidissima di questa freschissima commedia, perfetta per l'estate.
Con la crisi scoppia tutto: posti di lavoro, aziende, interi settori non ce la fanno. Come moltissimi matrimoni. E allora la nuova frontiera del settore alberghiero ha pensato bene di crearne alcuni appositamente per agevolare la fine dei matrimoni e arrivare già accordati e tranquilli all'udienza in tribunale. Chloe Townsend, che ha vissuto sulla propria pelle il rifiuto, viene ritenuta la candidata più idonea al ruolo di direttore generale e tra ottantenni arzilli che non vedono l'ora di rifarsi una vita, hippie che allevano capre a Nairobi, modelle messe alla porta dalla figliastra viziata e componenti di multinazionali che non riescono a dare una scossa alla propria vita matrimoniale, avrà un bel daffare nel far sì che tutto vada secondo i piani, i suoi ovviamente. Ma le previsioni non sono famose per la precisione e lo scompiglio regnerà sovrano portando delle incredibili sorprese.
Claudia Carroll riesce a creare un chick -lit leggero senza essere banale che si legge tutto d'un fiato e regala qualche sorriso in piena sintonia al clima estivo e all'amore che si respira nell'aria e fa scoppiare il cuore. Letteralmente.

Consigliato: sì



Claudia Carroll è nata a Dublino ed è stata per anni attrice di teatro, ma è nota soprattutto come interprete di una popolare soap opera irlandese.

giovedì 18 giugno 2015

Recensione: "Gli innamorati di Sylvia" di Elizabeth Gaskell

Quando leggerete questa recensione, sarò chiusa in un' aula soffocante a cercare di indovinare il senso di parole scritte secoli fa. Pensatemi mentre scorrete le solite, poche righe, se vi va. 
Cecilia

Titolo: Gli innamorati di Sylvia
Autrice: Elizabeth Gaskell
Pagine: 576
Prezzo di copertina: 15 euro
Editore: Jo March

Sinossi:
Nel novembre del 1859, Elizabeth Gaskell trascorse una vacanza nella nebbiosa Whitby, una cittadina sulle coste dello Yorkshire. Qui fece lunghe ricerche sulla caccia alla balene, sull'arruolamento forzoso dei marinai nelle flotte britanniche durante le guerre contro la Francia e sulle ribellioni popolari che si opposero alla coscrizione. Al suo ritorno a casa iniziò a scrivere un nuovo romanzo. Così Whitby diventò Monkshaven, conservandone tutto: l'abbazia, il porto, le fattorie, il respiro del mare e l'abbraccio delle brughiere. La sua penna si mise ancora una volta a narrare appassionatamente la storia degli umili; la storia più triste che avesse mai scritto, come la stessa autrice definì il racconto di Sylvia Robson e dei suoi due innamorati, Charley Kinraid, l'impavido ramponiere, e Philip Hepburn, il commesso che vive dietro il bancone di una bottega e passa le ore a misurare stoffe. Ma la realtà non è mai interpretabile in modo univoco, gli eventi si susseguono imprevedibili e mutano le persone. Solo il mare, che Sylvia contempla immobile sulla spiaggia, rimane identico a se stesso, con il fragore dei suoi flutti impetuosi, con il suo linguaggio che parla di eternità.


La casa editrice Jo March è sinonimo di qualità, così come Elizabeth Gaskell, a cui mi piace pensare come una Dickens in gonnella. E' comprensibile dunque l'entusiasmo nello stringere fra le mani un'altra delle sue opere, dopo quel Nord e Sud conosciuto grazie alla BBC ed amato grazie agli occhioni di Richard Armitage, e al Paese delle Nobili Signore che m'era andato un po' stretto. Ciò che invece non si capisce, io per prima non me lo spiego, è il fastidio rimastomi addosso a conclusione della lettura. Sylvia, con i propri spasimanti, il borgo rurale di Monkshaven pseudonimo di una cittadina costiera inglese, ed io ci eravamo incontrati per la prima volta durante un periodo particolare, in cui non potevo prestar loro l'attenzione meritata da ciascuno; così mi sono impuntata e sono tornata a trovarli però raramente ciò che è partito col piede sbagliato si raddrizza.
Elizabeth Gaskell è nota per le sue realistiche descrizioni delle condizioni di vita e di lavoro delle classi meno abbienti; da ciò le lunghe digressioni paesaggistiche e storiche le quali, sebbene molto utili dal punto di vista etnogeografico, risultano inutilmente prolissi per chi vorrebbe concentrarsi maggiormente sullo studio delle vicende dei personaggi principali che, a dirla tutta, non brillano per simpatia.
Sylvia Robson, figlia unica di una coppia di contadini benestanti, ha due spasimanti: il cugino Phillip,quacchero, di professione commesso nel negozio di stoffe del borgo e Charley Kinraid, marinaio. 
Tutti i personaggi andranno incontro, nel corso della vicenda, ad enormi cambiamenti: la Ruota della Fortuna (la famosa Tuke, non il programma televisivo) girerà per tutti. L'unico elemento invariato è la mancanza d'empatia tra me ed i personaggi ed è forse il motivo per cui quest'opera mi è risultata così difficile da digerire e mi dispiace molto, perché Gli innamorati di Sylvia possiede tutte le restanti caratteristiche necessarie ad essere considerato un capolavoro: una vicenda ben strutturata con aspetti sociali delineati chiaramente e quelli che possono sembrare vaghi parallelismi con grandi manoscritti della letteratura americana come Moby Dick per il tema della caccia alle balene e la situazione intorno ai tre protagonisti che ricorda in maniera aleatoria Via col Vento di Margaret Mitchell.
Sylvia Robson e la sua faccia da schiaffi non se lo meriterebbero ma tutto il resto sì, quindi non posso che consigliare Gli innamorati di Sylvia, il romanzo più complesso e forse più triste, di una pregevolissima penna dell'Ottocento inglese, ingiustamente dimenticata.


Consigliato: sì

Elizabeth Gaskell (1810-65) è autrice di raffinate opere letterarie come Mary Barton (1848), in cui ha rappresentato l’ambiente operaio di Manchester; Ruth (1853), che racconta la perdizione dell’eroina protagonista nella società perbenista di epoca vittoriana; North and South (1855), monumentale affresco che ritrae le trasformazioni sociali in atto in Inghilterra in seno alla rivoluzione industriale. Per commemorare l’amica Charlotte Brontë, la Gaskell scrisse la sua biografia, pubblicata nel ’57. Morì improvvisamente mentre si accingeva a comporre il penultimo capitolo dell’incompiuto Wives and Daughters.

lunedì 15 giugno 2015

Recensione: "Un amore oltre le stelle" di Melissa Landers

Titolo: Un amore oltre le stelle
Autrice: Melissa Landers
Pagine: 346
Prezzo di copertina:9.90 euro
Prezzo ebook: 4,99 euro
Editore: Newton Compton

Sinossi:
Cara Sweeney è stata selezionata tra migliaia di studenti per il primo gemellaggio intergalattico. Cara è emozionata: ospiterà sotto il suo tetto un alieno, avrà accesso a un sacco di segreti e informazioni su di lui e sul suo popolo e il suo blog non potrà che trarne enorme beneficio. Eppure tutte le aspettative di Cara vacillano quando conosce Aelyx. Gli alieni condividono quasi lo stesso DNA con gli umani, ma sono più freddi, molto più freddi: detestano il loro cibo, non sanno cosa significhi baciarsi e ci tengono a mantenere le distanze. Eppure un terrestre non potrebbe essere mai tanto bello. Quando i compagni di classe di Cara vengono travolti dalla paranoia anti-alieno, il college improvvisamente non è più un luogo sicuro. Abbandonata da tutti e persino divenuta oggetto di minacce, Cara trova sostegno nell'ultima persona dalla quale sperava di averlo: Aelyx. E si troverà costretta ad ammettere che lui non è solo l'unico amico che ha, ma anche il ragazzo di cui si è perdutamente innamorata. Aelyx però le ha nascosto la verità sul vero fine del suo viaggio sulla Terra e sulle sue conseguenze...



Rimando questa recensione, che non lo sarà a tutti gli effetti, da giorni per vari motivi; per mancanza di tempo sicuramente, perché fuori ci sono quaranta gradi ed io sono alle prese con maree di argomenti da ripassare ma soprattutto perché condividere continuamente impressioni negative circa le letture che faccio mi deprime profondamente.
Avendo appurato la scarsità di libri belli ed interessanti letti da Gennaio a questa parte e volendomi mettere alla prova con qualcosa di leggero eppure acclamato, ho puntato su Un amore oltre le stelle di Melissa Landers: alieni come protagonisti - novità relativa - e tanti pareri positivi a sostegno di questa scelta. 
Di cui mi sono pentita amaramente alla fine del primo capitolo, più o meno. 
Lottando contro la vocina che mi intimava di abbandonarlo immediatamente, ho lasciato vincere il mio spirito compassionevole e, avvalendomi ampiamente del secondo diritto del lettore ovvero quello di saltare le pagine, ho portato a termine anche questo.
Lo spunto di partenza non è male, o meglio, non lo sarebbe stato se fosse stato sviluppato diversamente. Tre terrestri e tre Leriani, abitanti di un pianeta alieno, sono stati selezionati per un gemellaggio interplanetario. Dopo l'iniziale antipatia le cose cambiano ma Cara ed Aelyx - si pronuncia Alicks, per la cronaca - devono fare i conti con i comitati anti-alieni. 
Il resto - rapporti tra protagonisti, i propositi degli alieni - li lascio all'immaginazione di ciascuno; sfortunatamente per me, la mia si è messa subito in azione facendomi intuire quasi subito ciò che sarebbe successo e sommandolo ad uno stile non molto scorrevole con una serie di situazioni non proprio nuove mi ha portato a pensare di avere un serio problema con gli YA.
Detto questo, se siete in cerca di una lettura leggera e non avete letto molti libri del genere, allora questo romanzo potrebbe fare al caso vostro. Altrimenti provateci comunque. Però non lamentatevi di non essere stati avvertiti, eh!


Consigliato: no

Melissa Landers vive fuori Cincinnati ed è un’ex insegnante che ha lasciato l’aula per seguire la passione della scrittura.

sabato 13 giugno 2015

Blogger League: L'intervista di Valeria

Altra tappa della League. Stavolta tocca a Valeria sulle nuvole di Leggendo Viaggiando.

Cos'è la Blogger League?
Un'iniziativa alla quale può iscriversi chiunque possiede un blog, basta lasciare il proprio link qui ed aggiungere il banner nelle vostre home-page. Ogni sabato i membri della League dovranno creare un post nel quale inserire la breve intervista a cui risponderà la blogger di turno, in modo tale da avere tutte la stessa visibilità. E' giusto collaborare tra di noi, per far crescere i nostri blog.
Per dare e ricevere maggior visibilità nell'arco dei sette giorni, si deve inserire nella home un link o il banner del blog della settimana, sarà premura della blogger della settimana controllare che ciò sia fatto. I partecipanti possono creare sui loro blog un post per pubblicizzare l'iniziativa, ci guadagniamo tutti.
In corso d'opera chiunque potrà iscriversi alla "Blogger League".
Per maggiori informazioni potete andare qui

Ed eccomi qui, è arrivato il mio turno, ringrazio Jo, del blog Whisper: la voce del tempo, per la bella iniziativa...mi ha dato la possibilità di farmi conoscere un po' di più e di scoprire nuovi blog...spero che abbiate voglia di leggere questa breve intervista. Eccomi qui, questa è una piccola parte di me ^-^
LeggendoViaggiando ♥

Oltre ad essere una blogger chi sei nella vita di tutti i giorni?
Nella vita di tutti i giorni sono una persona come tante, che va avanti giorno per giorno tra casa, lavoro, famiglia, amici. Mi alzo tutte le mattine alle 06:00 per affrontare il viaggio in treno che mi porta al lavoro, lavoro che amo, ma altrettanto non posso dire della ditta in cui lo svolgo, purtroppo negli ultimi due anni l'atmosfera è peggiorata giorno dopo giorno...io cerco di starmene per i fatti miei e di fare il mio...di certo non è il massimo dell'allegria, vorrei poter cambiare, ma il periodo è quello che è...il lavoro che faccio è abbastanza particolare (diciamo che non c'è una gran richiesta di microbiologhe)...quindi per ora resto dove sto...
Come mai hai deciso di ritagliarti il tuo angolo virtuale? Parlaci del tuo rifugio, quali sono gli argomenti che tratti?
Ho deciso di aprire questo mio angolino virtuale per condividere il mio amore per i libri...amo i libri, amo leggere, da sempre...ed era da un po' di tempo che avevo iniziato a consultare vari blog letterari per capire se comprare un libro o no, per scoprire le nuove uscite e tenermi aggiornata...e poi un bel giorno mi sono detta "Perché no? Mi piace navigare su questi blog...perché non entrare a far parte di questo mondo in maniera attiva?"...e così ho fatto.
Ovviamente l'argomento cuore del blog sono i libri...col tempo mi piacerebbe provare a lanciare una rubrica dedicata ai viaggi...vedremo. E poi mi piacerebbe riuscire ad organizzare qualche gruppo di lettura! E magari arrivare a tenere una bella Challenge per l'anno che verrà ^-^
Perché le persone dovrebbero diventare tuoi lettori fissi?
Nessuno "dovrebbe", ma spero che ci sia qualcuno che ne abbia voglia, che sia interessato a sapere cosa penso dei libri che vorrebbe leggere, a essere stimolato a leggere ciò che consiglio e magari che abbia voglia di chiacchierare con me, di scambiare la sua opinione con le mie...


Quali sono i tuoi sogni nel cassetto?
Niente di grandioso, spero solo di poter avere una vita serena, circondata da amici e da una famiglia che mi ama. Vorrei trovare un lavoro più vicino a casa per poter passare del tempo più rilassato con il mio amore...vorrei allargare un pochino la nostra piccola famiglia, non chiedo molto solo di passare da un 2 ad un 3 
Spero di riuscire a continuare con il blog, a farlo crescere...



Vuoi fare un augurio speciale agli altri membri della League?
Che tu possa avere, sempre, il vento in poppa,
e che il sole ti risplenda in viso 
e che il vento del destino ti porti in alto
a danzare con le stelle.