venerdì 25 settembre 2015

Recensione: "Librerie - Una storia di commercio & passioni" di Jorge Carriòn

Buongiorno!
Breve premessa per comunicazione di servizio: da lunedì sarò senza connessione dal pc, ergo questa sarà l'ultima recensione "certa" che inoltre, trattandosi di un saggio, non conterrà stelline; a meno che non riesca a terminare la lettura attualmente in corso e programmarne la recensione, prevedo di leggerci -  se tutto va secondo i piani ma probabilmente così non sarà perché l'improvvisazione sembra essere diventata la mia filosofia di vita - il prossimo weekend.
Cercherò comunque di rimanere attiva sulla pagina Facebook del blog - se non avete ancora messo "Mi Piace" e volete farlo, il banner è sulla destra - e nella blogosfera, cellulare permettendo.
Vi abbraccio, a presto!
Cecilia

Titolo: Librerie: Una storia di commercio & passioni
Autore: Jorge Carriòn
Pagine: 327
Prezzo di copertina: 18,60 euro
Prezzo ebook: 9,99 euro
Editore: Garzanti

Sinossi:
"Dei libri come oggetti, come cose; delle librerie come vestigia archeologiche; delle vite e delle opere dei librai, stabili o ambulanti; della lettura come ossessione e come follia, ma anche come pulsione inconscia o come impresa commerciale; del mondo come libreria e della libreria come mondo; delle librerie universali e delle mie librerie private: di tutto ciò parlerà questo libro, che non molto tempo fa se ne stava in una libreria, in una biblioteca o su uno scaffale di un amico e che ora, lettore, anche se forse soltanto temporaneamente, è entrato a far parte della tua personale biblioteca."



Talvolta penso che il paradiso sia leggere continuamente, senza fine.
Una libreria in fondo, per un lettore, rappresenta un angolo di paradiso, una zona franca dall'incomprensione dei profani della lettura, il mondo delle meraviglie fatto di carta, inchiostro e da qualche tempo anche digitalizzato. Come ogni mondo, ha vie, passaggi e strettoie che necessitano di essere segnati su mappe, vere o immaginarie, per essere ritrovati e percorsi.
Jorge Carriòn traccia la propria, personalissima e varia, comprendete le librerie di ogni parte del mondo, da Buenos Aires a Cuba, da Barcellona agli Stati Uniti coast to coast, passando per la bibliofila Charing Cross Road - conosciuta principalmente per Harry Potter, da visitare assolutamente nell'improbabile eventualità di una visita a Londra - l'accademico scrittore ma soprattutto lettore suscita meraviglia, interesse ed un pizzico d'invidia mentre conduce chi legge in un viaggio attraverso le pagine fra gli scaffali zeppi di libri, non dimenticando d'esplorare la nuova frontiera digitale del commercio librario, intrecciando vicende aneddotiche di storia, politica, architettura, economia e molto altro in un saggio pieno di citazioni e considerazioni circa l'influenza delle parole sulla vita degli esseri umani.
Più manuale da consultazione che libro da lettura, Librerie è, appunto, una storia di commercio e passioni, guida ad un itinerario letterario sogno proibito di generazioni di amanti della cultura, da centellinare data la densità di contenuti.
La biblioteca di un lettore sistematico può essere vista, se non come conseguenza della sua intera vita, almeno come immagine in parallelo del suo percorso di formazione negli anni della gioventù, quando questo possesso è più decisivo. 


Risultati immagini per jorge carrionJorge Carrión (Terragona, 1976) insegna letteratura contemporanea e scrittura creativa preso l'Universidad Pompeu Fabra di Barcellona. Collabora come critico per varie testate tra cui El Pais e Letras Libres.

lunedì 21 settembre 2015

#DonaunLibroAccendilaCultura: La Biblioteca Murales riapre i battenti

Cari amici lettori, buongiorno!
Oggi post non programmato e anche abbastanza di fretta perché la diretta degli Emmy di questa notte mi ha lasciata con pochissime ore di sonno e non sono proprio al top.

Comunque, sapete tutti che il blog, insieme all'Associazione Agorà , cura e promuove il progetto #DonaunLibroAccendilaCultura, che riguarda la costituzione, manutenzione e fruibilità gratuita della Biblioteca Murales nella sede della suddetta associazione.

Dato il notevole successo del progetto, la Biblioteca Murales ha necessitato un ampliamento che è stato realizzato nei giorni scorsi da alcuni soci e sono lieta di annunciare, insieme a tutti gli altri, che riaprirà i battenti giorno 2 Ottobre 2015 dalle ore 18  alle ore 20.

Coloro che verranno a visitarci, troveranno tantissimi nuovi titoli e rinnovata voglia di fare cultura, perché il progetto non si è fermato e, nonostante la pausa estiva, molti nuovi donatori, case editrici e privati, hanno creduto e donato nuovi testi da prendere in prestito gratuitamente e per questo ringraziamo tutti, di cuore.


Per maggiori info, lascio di seguito tutti i link utili:


- Dona un Libro, Accendi la Cultura sul blog Santagatando




Infine una piccola anteprima video:

Associazione Agorà - Spot riapertura al pubblico della Bibliot...Dopo i lavori di ampliamento e la catalogazione dei nuovi testi, dal 2 ottobre 2015 la Biblioteca Murales dell'Associazione Agorà riapre al pubblico. Attualmente, la biblioteca ospita circa 2.000 libri e oltre 600 testi enciclopedici. Il materiale librario raccolto è il frutto delle donazioni delle Case Editrici Italiane e dei privati cittadini che hanno voluto offrirci i loro libri che nei giorni di apertura della biblioteca possono essere presi in prestito gratuitamente da chiunque ci venga a trovare.Vi aspettiamo tutti i venerdì dalle ore 18:00 alle ore 20:00 presso la Sede Associazione Agorà! ;)(Cliccare su "HD" per visualizzare il video in alta risoluzione!)
Posted by Associazione Agorà on Domenica 20 settembre 2015

Buone letture, a presto!
Cecilia

venerdì 18 settembre 2015

Recensione: "Venuto al mondo" di Margaret Mazzantini

Titolo: Venuto al mondo
Autrice: Margaret Mazzantini
Pagine: 531
Prezzo di copertina: 14 euro
Prezzo ebook: 6,99 euro
Editore: Mondadori

Sinossi:
 Una mattina Gemma sale su un aereo, trascinandosi dietro un figlio di oggi, Pietro, un ragazzo di sedici anni. Destinazione Sarajevo, città-confine tra Occidente e Oriente, ferita da un passato ancora vicino. Ad attenderla all'aeroporto, Gojko, poeta bosniaco, amico, fratello, amore mancato, che ai tempi festosi delle Olimpiadi invernali del 1984 traghettò Gemma verso l'amore della sua vita, Diego, il fotografo di pozzanghere. Il romanzo racconta la storia di questo amore, una storia di ragazzi farneticanti che si rincontrano oggi invecchiati in un dopoguerra recente. Una storia d'amore appassionata, imperfetta come gli amori veri. Ma anche la storia di una maternità cercata, negata, risarcita. Il cammino misterioso di una nascita che fa piazza pulita della scienza, della biologia, e si addentra nella placenta preistorica di una guerra che mentre uccide procrea. L'avventura di Gemma e Diego è anche la storia di tutti noi, perché questo è un romanzo contemporaneo. Di pace e di guerra. La pace è l'aridità fumosa di un Occidente flaccido di egoismi, perso nella salamoia del benessere. La guerra è quella di una donna che ingaggia contro la natura una battaglia estrema e oltraggiosa. L'assedio di Sarajevo diventa l'assedio di ogni personaggio di questa vicenda di non eroi scaraventati dalla storia in un destino che sembra in attesa di loro come un tiratore scelto. Un romanzo-mondo, di forte impegno etico, spiazzante come un thriller, emblematico come una parabola.



Per dirla con Battiato, viviamo strani giorni. Pigri, indolenti, persi in un'estate autunnale destinata a non finire presto. Dovrei esserci abituata ma a certe cose non ci si fa l'abitudine come, per esempio, a quelle storie insinuatisi sotto la pelle tanto da sentirle un po' tue e non farcela a giudicarle. Il dolore non si giudica, si vive e si perdona se sei forte abbastanza da considerarlo una prova per renderti più forte.
Un viaggio è un ottimo test per scoprire se si è riusciti a perdonare andando avanti, se viene proposto così, magari in un giorno estivo di questi, da una telefonata dove pezzi di passato reclamano attenzione e presenza.
Dunque Gemma e Pietro vanno, tornano all'origine di tutto, a Sarajevo. Bellissima città triste, ha visto nascere l'amore di una vita tra una dottoranda di letteratura slava ed un fotografo di pozzanghere, un'amicizia duratura cementata da un sentimento mancato con una guida turistica part time un attimo in guerra contro il mondo, l'altro allegro come una Pasqua per la nascita di una nuova vita.
Una bambina, una donna che la tiene in braccio davanti allo specchio di un ospedale, illudendosi per la prima volta di un futuro da madre a dispetto del funesto presagio di una culla piena di qualcosa d'indefinito, una vita che ha viaggiato lontano e sta ritornando incontro, eppure altrimenti vuota.
L'urgenza sempre maggiore di riempirla, quella culla, porterà alla disgregazione, sotto le granate, di ciò che appariva destinato a durare per sempre e neppure il tempo di disperarsi, di boccheggiare storditi come quei pesci sulla copertina da lontano tanto simili a foglie ingiallite e cadenti, ché bisogna accogliere il destino, ora sdoppiato, della promessa di felicità data da una mano gentile che batte dolcemente sulla spalla.
Denso, dolceamaro, con il diritto d'essere il più arrabbiato e invece no poiché dotato di una forza agghiacciante,derivata dalla dura sofferenza, di scavare più a fondo facendo più male, è Venuto al mondo. Considerato giustamente il più maturo, capolavoro forse, di una donna che con uno stile schietto e poetico insieme racconta squarci di vita qua e là con unico comune denominatore un tormento al limite della dipendenza. Una simbiosi, in ogni atomo.



Margaret Mazzantini è nata a Dublino. Ha scritto Il catino di zinco, Manola, Zorro, Non ti muovere (premio Strega 2002, premio Grinzane Cavour 2002), Venuto al mondo (premio Campiello 2009), Nessuno si salva da solo e Mare al mattino. Vive a Roma con la sua famiglia.

martedì 15 settembre 2015

Recensione: "Il buio oltre la siepe" di Harper Lee

Titolo: Il buio oltre la siepe
Autrice: Harper Lee
Pagine: 290
Prezzo di copertina: 8,50 euro
Prezzo ebook: 5,99 euro
Editore: Feltrinelli

Sinossi:
In una cittadina del "profondo" Sud degli Stati Uniti l'onesto avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d'ufficio di un "negro" accusato di violenza carnale; riuscirà a dimostrarne l'innocenza, ma l'uomo sarà ugualmente condannato a morte. La vicenda, che è solo l'episodio centrale del romanzo, è raccontata dalla piccola Scout, la figlia di Atticus, un Huckleberry in gonnella, che scandalizza le signore con un linguaggio non proprio ortodosso, testimone e protagonista di fatti che nella loro atrocità e violenza non riescono mai a essere più grandi di lei. Nel suo raccontare lieve e veloce, ironico e pietoso, rivive il mondo dell'infanzia che è un po' di tutti noi, con i suoi miti, le sue emozioni, le sue scoperte.




Prima di scrivere questa recensione ho voluto rivedere The Help - di cui conto di recuperare presto il romanzo - miglior pellicola al momento in casa sul tema del razzismo. Perché, nonostante tutta l'emancipazione ed il progresso che crediamo d'aver raggiunto, il razzismo è ancora, purtroppo, una questione attuale, come dimostrato dai fatti di cronaca recente e dalla lunga lista di titoli letterari sul tema.
Il buio oltre la siepe è tra questi, uno dei più famosi, tanto da essere oggetto di studio nei licei statunitensi e, data la pubblicazione imminente, dopo ben 50 anni, di un seguito, era impossibile ormai rimandarne la lettura.
La discriminazione razziale è uno dei temi del classico moderno venuto fuori dalla penna di Harper Lee è solo una delle tante perché la voce narrante di quello scricciolo tutto pepe che è Scout - Jean Louise Finch all'anagrafe, imparentata probabilmente alla lontana con quell'altro adorabile Finch conosciuto qualche mese fa sempre tra le pagine di un libro - racconta non solo della triste vicenda di Tom Robinson - innocente colpevole, in realtà, del colore della propria pelle - ma anche dell'ostruzionismo messo in atto nei confronti del padre, Atticus Finch, nobile paladino della giustizia, additato  come negrofilo eppure rispettato per gli alti princìpi morali e spirituali o verso Boo Radley, emarginato sociale etichettato come folle misantropo, ennesima prova di come un presunto cattivo sia realmente una vittima la cui storia non ha trovato modo d'esser raccontata.
Deludente per certi aspetti, nell'ottica iniziale sotto cui si era propensi ad inquadrarlo, To kill a mockingbird - letteralmente uccidere una ghiandaia (ricorda Hunger Games, lo so) - si riscatta parzialmente verso la fine rimanendo comunque un' opera di narrativa ambientata nel solito sonnacchioso paesino di provincia del Sud dove tutti si conoscono abbastanza da sentirsi autorizzati a metter naso e bocca nei reciproci affari; che sia America o Sicilia non importa, tutto il mondo è paese, almeno così si dice.


Risultati immagini per harper leeNelle Harper Lee è nata a Monroeville nell’Alabama nel 1926. Studiò legge e poi si impiegò a New York presso una compagnia aerea. Amica di Truman Capote da quando aveva tre anni, fu consigliata da lui a mettere per iscritto i racconti che lei gli andava facendo della propria infanzia. Un giorno abbandonò l’impiego per scrivere il suo libro: nacque così Il buio oltre la siepe, pubblicato nel 1960 (e tradotto in Italia da Feltrinelli nello stesso anno e disponibile anche in audiolibro), che le valse un immediato e strepitoso successo di pubblico e il premio Pulitzer 1960. Nel 2007 le è stata conferita dal presidente Bush la prestigiosa Medaglia della Libertà per i suoi meriti letterari.

venerdì 11 settembre 2015

Recensione in Anteprima: "Florence Gordon" di Brian Morton

Cari amici lettori, oggi vi parlo di un romanzo tra i più attesi dell'autunno - Florence Gordon di Brian Morton, in uscita il 17 c.m -  che m'ha lasciata con un filo d'amarezza, nonostante tutto.
Ringrazio l'ufficio stampa Sonzogno per avermi dato la possibilità di leggerlo in anteprima in formato digitale.
Buona lettura. C.

Titolo: Florence Gordon
Autore: Brian Morton
Pagine:320
Prezzo di copertina: 17,50
Prezzo ebook: 9,99 euro
Editore: Sonzogno

Sinossi:
Florence Gordon ha settantacinque anni e vive a Manhattan. Femminista ebrea divorziata, scrittrice scorbutica, attivista testarda e orgogliosa, detesta la maggior parte delle cose che la gente trova piacevoli e ama mettere gli altri in difficoltà. Mentre è alle prese con la sua settima fatica, un libro di memorie, un articolo del «New York Times» la definisce “patrimonio nazionale”, catapultandola sotto le luci della ribalta e obbligandola a superare quel filo spinato che aveva eretto intorno a sé. La situazione precipita quando i suoi “cari” si trasferiscono da Seattle a New York: il figlio Daniel (che ha snobbato le orme letterarie dei genitori per diventare poliziotto), la nuora Janine (psicologa, pronta ad avere una relazione con il suo capo) e la nipote Emily (che sta cercando di capire cosa fare di una problematica storia d’amore). Tra i quattro, giorno dopo giorno, si intreccia una commedia irresistibile, all’insegna di una crudele sincerità ma anche di una sorprendente complicità emotiva. L’anziana signora, i cui corrosivi commenti sono una sorta di “versione di Barney” al femminile, non risparmia niente e nessuno. E forse proprio per questo i personaggi che la circondano (e i lettori di questo libro) finiranno per affezionarsi a lei e non poter più fare a meno della sua voce.



Questa è stata una delle recensioni più difficili da stendere in tutta la mia vita da blogger; ci sono talmente tante cose di cui parlare che ho paura di dimenticarne qualcuna e non esporre il resto con sufficiente chiarezza.
A primo impatto, avrei etichettato Florence Gordon come misantropa; mi è sembrato lo fosse quando, maestra nell'arte di dire di no, non ha esitato ad abbandonare una festa a sorpresa in suo onore mandando cortesemente al diavolo gli intervenuti, ovvero ciò che ciascuno di noi ha sognato di fare almeno una volta nella vita, specie se messi in situazioni spiacevoli in seguito alla perpetuamente malaugurata idea di un qualche interlocutore d'attaccar bottone ponendo domande universalmente riconosciute fuori luogo in ogni circostanza. Ecco, lì l'ho ammirata, la tenace femminista che, con il passare degli anni, delle lotte e delle pubblicazioni, sembra essersi conquistata il diritto di fare del sarcasmo l'unica arma d'offesa e difesa della propria persona, nonché modus comunicandi, da usare contro il resto del mondo. 
Amiche di vecchia data unite dalla condivisione dei valori dell'attivismo sociale, un ex marito fallito in tutti i sensi, un figlio perennemente compassato con un'animo rivoluzionario, una nuora adorante,complessata, eternamente insoddisfatta ed una nipote piena di risorse sono personaggi vividi da commedia Wildiana, frivola per persone serie per almeno metà delle pagine, tanto da far pensare a qualcosa di spiccatamente british sebbene scritta da un americano. Ma la magia che rende tutto ciò un ping pong letterario intellettualmente brillante per cui chi legge deve star attento alle battute dei diversi giocatori, è destinata ad incrinarsi quando sopraggiunge inaspettato il successo tardivo a coronamento di una carriera al servizio dell'ideale di uguaglianza fra i sessi, di colei riconosciuta talmente grande da entrare a far parte del Patrimonio Nazionale statunitense. Il conto da pagare arriva, infine, ed è salato; l'ombra dell'incertezza, della decadenza, s'insinua nella famiglia: sotto forma d'un maturo psicologo tra due coniugi rodati da anni di matrimonio, sotto quelle più fragili -  e perciò maggiormente destabilizzanti - di un'ex nelle scelte di vita di una ragazza confusa e nella vita di Florence, costretta ad ammettere, nell'epoca dell'eterna giovinezza, d'essere una ragazzina di settantacinque anni. Una verità sbattuta in faccia, violentemente, un sacrificio stoico dell' angelo del focolare Woolfiano che si fatica a capire ed accettare. 
Brevi, talvolta brevissimi, capitoli volti a sfaccettare le svariate personalità e situazioni ma, spesso, non adatti allo scopo, finiscono per assomigliare ad un caleidoscopio di  immagini fuori fuoco per cui ci si ritrova a rimpiangere, quasi nostalgicamente, di trovarsi alla fine una volta giuntisi e non poter fare nulla, rimanere sulla soglia senza poter andare avanti né indietro aspettando Godot, con un senso di solidarietà per chi come te, sperava ti si lasciasse qualcosa di più. 


Risultati immagini per brian morton writerBrian Morton (1955) insegna alla New York University. È autore di cinque romanzi molto apprezzati dal pubblico e dalla critica americana (il suo Starting Out in the Evening, del 1998, è stato finalista al PEN/Faulkner Award). Florence Gordon è il suo primo libro tradotto in Italia.

mercoledì 9 settembre 2015

Recensione: "Florence" di Stefania Auci

Titolo: Florence
Autrice: Stefania Auci
Pagine: 412
Prezzo di copertina: 18 euro
Prezzo ebook: 7,99 euro
Editore: Baldini & Castoldi

Sinossi:
Ludovico Aldisi, un ambizioso giornalista della "Nazione", conosciuto per le aperte simpatie interventiste, vede nella guerra appena dichiarata un'occasione di prestigio e ascesa sociale. È un uomo affascinante, che ha come amante Claudia, la bella moglie di un ricco avvocato, cui non esita a chiedere soldi e favori. La sua esistenza subisce una svolta quando, durante una manifestazione pacifista, rivede Dante, amico e compagno di università. In quell'occasione conosce anche Irene, una ragazza francese, figlia di un suo ex professore universitario. La giovane lo impressiona per la verve intellettuale e la libertà di pensiero, oltre che per la fede pacifista. L'amicizia tra i due non attecchisce subito. L'uomo, infatti, si reca sulla Marna come inviato di guerra e qui si unisce a un battaglione scozzese. Conoscerà da vicino l'orrore delle battaglie, e questi eventi lo cambieranno profondamente. Al ritorno, Ludovico non è più il giornalista spregiudicato di quando era partito, ma un uomo confuso e tormentato. Mentre il rapporto con Claudia comincia a sfaldarsi, l'unico a dargli una mano è Dante, che lo invita nella sua tenuta nel Chianti, la Torricella. Lì c'è anche Irene. Tra i due si crea un legame che aiuterà Ludovico a far chiarezza dentro di sé e a comprendere cosa ha davvero perduto, proprio quando anche su Firenze e sull'Italia cominciano ad allungarsi le ombre minacciose della prima guerra mondiale.



Florence è uno di quei titoli che ho tenuto d'occhio sin dall'uscita, in primis per la bellezza della cover, in secondo luogo per il titolo che presupponevo fosse pronunciabile all'inglese ma, dopo aver scorto i vari riferimenti alla lingua e letteratura francese, credo sia più giusto considerare in senso francese, e per vari altri motivi che non sto qui a spiegare.
E' proprio Firenze l'ambientazione privilegiata del romanzo narrante l'amore nell' Empire a la fin de la décadence; la citazione di Verlaine non è casuale sebbene Ludovico Aldisi somigli più ad un Andrea Sperelli redento in tempo piuttosto che ad uno dei poeti maledetti di cui è lettore appassionato. Come il protagonista di D'Annunzio - il quale figura tra i personaggi, nelle vesti di nazionalista convinto piuttosto che di letterato bohemien -, Ludovico intrattiene una relazione con una donna sposata, Claudia Anselmi, mezzo e copertura perfetta per la soddisfazione delle ambizioni del cronista rampante assetato di riconoscimento sociale quale si dimostra essere, in un primo momento il protagonista; ad incarnare le sembianze dell'ingenua Maria D'Annunziana con un tocco del fascino di Elena Muti, ci pensa la figlia di un vecchio professore universitario dell'Aldisi, la signorina Laurenti, giovane donna anticonformista ancora alla ricerca del proprio posto nel mondo.
Lo sbocciare di un amore tormentato tra i due in un'ambiente intellettualoide agli albori del conflitto e durante la Grande Guerra in seguito alla quale nulla sarà come prima, accompagna il lettore per le centinaia di pagine scritte con grande accuratezza storica ed uno stile a tratti coinvolgente, senza tuttavia suscitare forti sconvolgimenti nell'animo come ci si aspetterebbe data la drammaticità degli eventi descritti. Ma qualcosa resta, una promessa di pace serbata nel nome della protagonista, Irene.
Tutti abbiamo bisogno di trovare un posto nel mondo. Non si tratta di quattro mura ma di braccia che ti stringono.


stefania
Stefania Auci è nata a Trapani ma vive da anni a Palermo, dopo aver girato l’Italia. Insegnante, ex avvocato, ex cancelliere, si dedica alla narrativa urban fantasy, horror e romance sin dall’adolescenza. A ottobre 2011 è uscito il suo romance di esordio, Fiore di Scozia, edito da Harlequin Mondadori e a dicembre 2012 il suo seguito La Rosa Bianca. Nel 2010 ha pubblicato con edizioni 0111 Hidden in the dark, breve raccolta di racconti urban fantasy tratti dalla saga di Moray Place 12, Edimburgo.