venerdì 30 ottobre 2015

A proposito di "Quello che hai amato", cronaca personale di una presentazione annunciata

Vi avevo promesso un post e un post avrete. Senza foto dell'evento purtroppo, ché non c'è fortuna: stessa cosa era capitata per la presentazione de Gli anni al contrario; mi auguro che la prossima volta vada meglio.

Come riporta la locandina dell'evento, Lunedì 26 Ottobre 2015 alle ore 18:30 si è tenuta alla Gilda dei Narratori di Messina la presentazione dell'antologia di non fiction Quello che hai amato - Undici donne, undici storie vere, con Nadia Terranova - autrice di uno dei racconti brevi della raccolta -, Francesco Musolino ed Anna Mallamo a far da moderatori. Tra il pubblico presente in sala, c'ero anch'io (la mia recensione del testo la trovate QUI).
E' stato interessante ascoltare le motivazioni alla base di questo testo e del lavoro di Violetta Bellocchio, curatrice della raccolta e del sito Abbiamo le prove, così come la lettura di passi significativi di ciascun racconto e le osservazioni scaturite di conseguenza - a proposito, è diventato per me obbligatorio leggere qualcosa di Ammaniti, dunque nessuna sorpresa se nei prossimi giorni in alto a sinistra vedrete in lettura qualcosa di suo - . Emozione palpabile sul finale quando è stato letto il racconto di Nadia Terranova  - ME 619753 - presente in sala, con richiami a fatti storici e biografici molto simili a quelli contenuti ne Gli anni al contrario, anch'esso consigliato per vari motivi.
La serata si è conclusa quindi con i saluti, uno scambio di battute,una dedica, una foto sfocata, giustappunto,e la convinzione che a volte basta poco, anche solo parlare di ciò che si ama e si è amato con persone che hanno fatto la stessa esperienza e probabilmente ne hanno più di te, per essere felici.
Quello che hai amato verrà presentato un po' ovunque, dunque se capita dalle vostre parti non perdetevelo ed andateci. Che siate amanti del racconto o divoratori di romanzi non importa, prendetevi una serata libera, fatelo per voi stessi ed andate ad ascoltare quello che dieci donne hanno vissuto ed avuto da dire al riguardo. Perché quello che hai amato può essere un'auto, un bambino, una canzone, una città o un film. Può essere tutto o niente. Però riguarda tutti da vicino perché ciascuno di noi ha amato, ama ed amerà qualcuno e qualcosa nel corso della vita, è la nostra benedizione e, al contempo, la nostra condanna, quindi oltre ad avere le prove, è bene ascoltarne e parlarne come si può perché, riagganciandomi per un attimo alla lettura attuale di Chaiara Gamberale, viviamo tutti all'oscuro di qualcosa che ci riguarda.
Io ne ho scritto, adesso tocca a voi.

mercoledì 28 ottobre 2015

Recensione: "Il cuore selvatico del ginepro" di Vanessa Roggeri

Titolo: Il cuore selvatico del ginepro
Autrice: Vanessa Roggeri
Pagine: 216
Prezzo di copertina:14,90 euro
Editore: Garzanti

Sinossi:
È notte. La notte ha un cielo nero come inchiostro, e solo a tratti i fulmini illuminano l'orizzonte. È una notte di riti e credenze antiche, in cui la paura ha la forma della superstizione. In questa notte il rumore del tuono è di colpo spezzato da quello di un vagito: è nata una bambina. Ma non è innocente come lo sono tutti i piccoli alla nascita. Perché questa bambina ha una colpa non sua, che la segnerà come un marchio indelebile per tutta la vita. La sua colpa è di essere la settima figlia di sette figlie e per questo è maledetta. E nel piccolo paese dove è nata, in Sardegna, c'è un nome preciso per le bambine maledette, si chiamano cogas, che significa strega. Liberarsene quella stessa notte, abbandonarla in riva al fiume. Così ha deciso la famiglia Zara. Ma qualcuno non ci sta. Lucia, la primogenita, compie il primo atto ribelle dei suoi dieci anni di vita. Scappa fuori di casa, sotto la pioggia battente, per raccogliere quella sorella che non ha ancora un nome. Lucia la salva e decide di chiamarla Ianetta e la riporta a casa. Non c'è alternativa ora, per gli Zara. È sopravvissuta alla notte, devono tenerla. Ma il suo destino è già scritto. Giorno dopo giorno, stagione dopo stagione, sarà emarginata. Odiata. Reietta. Da tutti, tranne che da Lucia. È lei l'unica a non averne paura. Lei l'unica a frapporsi tra la cieca superstizione e l'innocenza di Ianetta.



Ancora affascinata dalle cupe atmosfere di Crimson Peak, ho trovato la giusta ispirazione per scrivere di cose crude ed oscure. Nel caso di Ianetta Zara, la bestia nera da temere è l'ignoranza che avviluppa la gente e rafforza le proprie radici seminando idee malsane nel cuore di chi dovrebbe invece amare senza riserve. Con Fiore di Fulmine ed i pareri di moltissimi estimatori a fare da metro di paragone, mi ero preparata ad una Sardegna simil gotica, terra di miti e leggende sula morte e sulla vita; che sia Caledonia, Trinacria o Sardigna non fa differenza poiché le credenze sulla labilità del sottile confine che separa le anime nella notte dell'ultimo giorno di Ottobre sono comuni e diffuse.
Così si trova una giovinetta che deve fare i conti con un marchio distintivo infamante, non voluto e delle forze sovrannaturali che la vorrebbero Coga, maledetta per nascita e stirpe, da bruciare al rogo come tante innocenti prima di lei.
Ma le donne della Roggeri hanno sempre un asso nella manica, un legame privilegiato con la natura circostante - ora il ginepro piuttosto che il fulmine - a salvarle, permettendo la rinascita.
Un po' più scuro ma meno vittorianeggiante della storia di Nora Musa che, per certi versi, aveva richiamato alla mente Jane Eyre, il cuore selvatico del ginepro è acerbo,  un gioiello grezzo che sa di terra e luoghi lontani intrisi dal potere magico del racconto. I folletti che attendono al sentiero approverebbero, apprezzando la forza di due sorelle unite da un legame indissolubile fatta di indipendenza e curiosità che le porterà lontane dalla menzogna e vicine al cuore dei lettori.



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Vanessa Roggeri è nata e cresciuta a Cagliari, dove si è laureata in Relazioni Internazionali. Ama definirsi una sarda nuragica, innamorata della sua isola così aspra e coriacea, ma anche fiera e indomita. La sua passione per la scrittura è nata fin da quando la nonna le raccontava favole e leggende sarde intrecciate alle proprie memorie d'infanzia. Queste storie di una Sardegna antica, magica e misteriosa l'hanno segnata profondamente facendole nascere il gusto per la narrazione e il desiderio di mantenere vivo il sottile filo che ci collega a un passato ormai perduto

lunedì 26 ottobre 2015

Recensione: "Bellezza Crudele" di Rosamund Hodge

Titolo: Bellezza crudele
Autrice: Rosamund Hodge
Pagine: 277
Serie: Cruel Beauty Series #1
Collana: Vertigo
Prezzo di copertina: 9,90 euro
Prezzo ebook: 2,99 euro
Editore: Newton Compton

Sinossi:
Costretta a fidanzarsi con il malvagio governatore del suo regno, la giovane e determinata Nyx sa che il suo destino è sposarlo, ma per coronare il suo sogno più segreto: ucciderlo e liberare finalmente il popolo dal giogo di quella crudele tirannia. Eppure nel giorno del suo diciassettesimo compleanno quando la ragazza si trasferisce con lui nel castello sulla cima più alta di tutto il Paese - capisce che nulla è come se l'era aspettato, soprattutto il nuovo marito, incredibilmente affascinante e seducente. Lei sa che deve salvare la sua gente a tutti i costi, eppure resistere al suo nemico giurato sta diventando sempre più difficile perché lui è ben deciso a conquistare il cuore della sua sposa...



Dalla visione del classico Disney, La bella e la bestia è divenuta la mia fiaba preferita - poteva essere altrimenti con tutti quei libri? - ragion per cui quando Bellezza crudele è stato presentato come un retelling della suddetta fiaba, è finito nella lista di libri che, un giorno o l'altro in mancanza di altro, avrei letto. Situazione che, nemmeno a farlo apposta, si è presentata lo scorso weekend durante un viaggio in treno con abbastanza ritardo da permettermi di concludere il libro allora in lettura ed attingere così alle riserve. Ebbene, ho commesso questa follia, in senso letterale successivamente intesa.
Se c'è qualcosa che gli statunitensi amano, letterariamente parlando, è la cultura classica e tutti i martiri con relativi drammi in essa compresi. Ah, dimenticavo le saghe: che siano lunghissime o composte dai soli volumi a ritenerle effettivamente tali non importa, l'importante è stiracchiare al massimo le tirate varie sulle situazioni più improbabili in modo da massimizzare il profitto. Ma poiché le dinamiche della letteratura commerciale sono ormai di pubblico dominio, è preferibile passare ai componenti della vicenda in sé. Se siete stati così coraggiosi da arrivare a leggere queste righe qui, si presume che abbiate fatto lo stesso con le precedenti, se non lo avete fatto - tranquilli, capita a tutti di saltare qualche riga ogni tanto, volontariamente oppure no - ritornate su all'inizio del capoverso e tenete a mente gli elementi elencati. Bene, adesso metteteli insieme e shakerateli. Fatto? - Mi sento molto Giovanni Mucciaccia per la cronaca - Avrete il primo volume della serie Cruel Beauty dove la protagonista con un nome grecissimo molto figo se solo si riuscisse a tenere a mente vive in una terra frutto della fusione tra comunissimi elementi di cultura greco - romana e filosofia con un pizzico di paranormal romance. Tutta roba di cui, povera illusa, pensavo d'essermi liberata da un pezzo.
E' proprio vero il detto. Il liceo non finisce mai.


Risultati immagini per rosamund hodgeRosamund Hodge è cresciuta a Los Angeles, da ragazzina leggeva qualsiasi libro le capitasse a tiro, in particolare quelli di mitologia e di genere fantasy. Laureata in Letteratura inglese all’Università di Dallas, ha conseguito una specializzazione in Letteratura Medievale a Oxford. Vive a Seattle.

sabato 24 ottobre 2015

Recensione: "Il canto del ribelle - La vera storia di Loki" di Joanne Harris

Titolo: Il canto del ribelle - La vera storia di Loki
Autrice: Joanne Harris
Pagine: 325
Prezzo di copertina: 16,90 euro
Prezzo ebook: 9,99 euro
Editore: Garzanti

Sinossi:
Per Loki, il dio delle fiamme, intelligente, affascinante, ingannatore, spiritoso, l'accoglienza ad Asgard non è delle migliori. Nella città dorata che s'innalza nel cielo in fondo al Ponte dell'Arcobaleno, dove vivono le donne e gli uomini che si sono proclamati dèi, tutti diffidano di lui, che ha nelle vene il sangue dei demoni. Malgrado la protezione di Odino, Loki ad Asgard continua a non essere amato: quello è il regno della perfezione, dell'ordine, della legge imposta. Entrare definitivamente nella schiera delle divinità più importanti, per lui, è impossibile: non solo gli viene impedito, è la sua stessa natura ribelle a impedirglielo. Ma arriva il momento della sua riscossa. Il mondo delle divinità è agli sgoccioli, una profezia ne ha proclamato la fine imminente. E Loki potrà mettere le sue capacità al servizio di Asgard e dei suoi abitanti. È lui che si adopera, con la sua astuzia, per trarre in salvo Thor e compagni. Ma gli dèi sono capricciosi, volubili e di certo non più leali di Loki. Adesso è giunta per lui l'ora di decidere da che parte stare, chi difendere e contro chi muovere battaglia. E di scoprire se i suoi poteri e la sua astuzia possono davvero salvarlo dalla fine che minaccia i Mondi e le creature, umane e divine, che li abitano. Joanne Harris ci porta nelle atmosfere piene di fascino della mitologia nordica: le divinità buone e cattive, i popoli in lotta tra loro, le forze oscure, le città fantastiche e le battaglie sanguinose. Protagonista assoluto è Loki...



I supereroi non mi hanno mai fatta molto simpatia, Marvel o meno; li lascio a Nietzsche, D'Annunzio e chi di dovere.
 I perfettini non fanno per me ragion per cui, nella maggior parte dei casi, tendo ad essere maggiormente affascinata dagli antieroi: incasinati, alla ricerca del potere ma, in definitiva, di sé stessi, hanno spesso una personalità complessa che li rende imprevedibili - ma pure avercela, una personalità, di questi tempi, alza molto il livello -. 
E' certamente il caso di Loki, charmant quanto psicopatico, prescindendo dall'ammirazione per Tom Hiddleston che lo impersona sul grande schermo - protagonista assoluto nel regno mitologico ricreato nella pubblicazione fresca di stampa di Joanne Harris. 
Fresca di stampa sì ma non proprio nuova, Il canto del Ribelle è un prequel stand alone della serie Runemarks - composta da Le parole segrete e Le parole di luce - dove Loki racconta la propria versione della  mitologia norrena.
Scorrevole, a tratti esilarante, la narrazione del Fuoco si dipana per oltre trecento pagine ricche di aneddoti e resoconti di scaramucce dalla nascita dei Nove Mondi fino alla loro fine. Una lettura interessante, che si lascia leggere ed intrattiene anche i profani non particolarmente amanti dei miti nordici contraddistinti da numerosissime sciagure - vedasi L'epopea dell'Oro del Reno o Tristano ed Isotta - con molto drama eppure non essenziale, specialmente nei capitoli finali.
Sorry not sorry Loki. Ci vediamo in Ragnaròk.


Risultati immagini per joanne harrisJoanne Harris è nata, da padre inglese e madre francese, nello Yorkshire, dove attualmente vive. Si è laureata al St Catharine's College di Cambridge, dove ha studiato francese e tedesco medievale e moderno. Fino al 1999 ha insegnato francese nelle scuole secondarie di Leeds.
I suoi libri sono tutti editi in Italia da Garzanti. Oltre a Chocolat, il suo romanzo d'esordio apparso nel 1998, tradotto in tutto il mondo e da cui nel 2001 è stato tratto l'omonimo film, ha pubblicato Vino, patate e mele rosse (1999), Cinque quarti d'arancia(2000), La spiaggia rubata (2002), La donna alata (2003), Profumi, giochi e cuori infranti (2004), Il fante di cuori e la dama di picche (2005), La scuola dei desideri(2006), Le scarpe rosse (2007), Le parole segrete (2008), Il seme del male (2009), Il ragazzo con gli occhi blu (2010). È anche autrice, con Fran Warde, di Il libro di cucina di Joanne Harris (2003) e di Al mercato con Joanne Harris. Nuove ricette dalla cucina di «Chocolat» (2007).

martedì 20 ottobre 2015

Recensione: "Il dolore perfetto" di Ugo Riccarelli

Titolo: Il dolore perfetto
Autore: Ugo Riccarelli
Pagine: 325
Prezzo di copertina: 9,50 euro
Prezzo ebook: 6,99 euro
Editore: Mondadori

Sinossi:
Premio Strega 2004. Due storie di famiglie parallele, ma destinate a incontrarsi. Quella del Maestro, giovane anarchico che arriva da Sapri, alla fine dell'Ottocento, per insegnare in un paesino della Toscana, dove si stabilirà avendo dalla vedova Bartoli numerosi figli dai nomi emblematici: Ideale, Libertà e Cafiero. E quella di Rosa e Ulisse Bertorelli, commerciante di maiali, da cui nasceranno Annina e Achille. L'amore tra Annina e Cafiero è solo un momento dell'intreccio di vicende pubbliche e private, realistiche e fantastiche, che l'autore costruisce in questo romanzo, epopea di drammi e di ideali, di personaggi all'altezza dei grandi sommovimenti della storia.



A volte basta poco, pochissimo, per far andare via la stanchezza. La novità di una bella scoperta, ad esempio, che abbia a che fare con una piccola libreria café, all'occorrenza libreria dell'usato, proprio a portata di mano.
A celebrazione dell'evento, due libricini portati via per pochi spiccioli, rispecchianti quanto di più lontano dai soliti generi letterari in lettura.
Lo Strega 2004 era tra questi, nonostante la vena tragica insita già nel titolo e la promessa di quella scrittura da premio destinata a non piacermi, nella maggior parte dei casi.
Uno stile ricercato, favoleggiante, lontanamente somigliante ai realismo magico del Marquez di Macondo e dei suoi Cent'anni di solitudine, un'epopea più realisticamente vicina a Game of Thrones invece che all'epica greco - romana ricordata tramite i nomi, tutti suggestivi di qualcosa o di qualcuno, affibbiati ai vari personaggi. Minimo comune denominatore in tutto ciò quel dolore assoluto e perfetto che, in fondo, non si capisce bene cosa sia.
Un romanzo storico, saga familiare, nato nel segno dell'utopia e conclusosi alla stessa maniera; a far d'atmosfera i ricordi fumosi di una vecchina seduta all'aria aperta a godersi il Sole che, splendendole sempre in fronte, ha illuminato generazioni di vita.
E fu in quell' istante, in quel preciso momento, che comprese l'abisso totale non tra due mondi, ma tra le persone. Le cose son cose, hanno una vita loro, hanno forme, pensieri, hanno età e persino colore. Siamo noi a dividere, a costruire barriere, ad alzare, abbassare, a dire chi è buono e chi invece è peggiore. [...] Una botta improvvisa, una crepa sul cuore. La ferita bruciante di un dolore perfetto.


Risultati immagini per ugo riccarelliUgo Riccarelli (Ciriè, Torino, 1954 - Roma 2013), di famiglia toscana, ha pubblicato Le scarpe appese al cuore (Feltrinelli 1995, nuova edizione Oscar Mondadori 2003), Un uomo che forse si chiamava Schulz (Piemme 1998, premio Selezione Campiello, nuova edizione Oscar Mondadori 2012), Stramonio(Piemme 2000, nuova edizione Einaudi 2009), I racconti di Pensieri crudeli (Giulio Perrone 2006), Diletto (Voland 2009) eGarrincha (Giulio Perrone 2013), il saggio Ricucire la vita(Piemme 2011) e, per Mondadori, L'angelo di Coppi (2001), Il dolore perfetto (2004, premio Strega), Un mare di nulla (2006),Comallamore (2009), La repubblica di un solo giorno (2011) eL'amore graffia il mondo (2012, premio Campiello 2013).