lunedì 14 marzo 2016

Recensione: "Infinito +1" di Amy Harmon

Titolo: Infinito +1
Autrice: Amy Harmon
Pagine: 352
Prezzo di copertina: 12 euro
Prezzo ebook: 4,99 euro
Editore: Newton Compton

Sinossi:
Bonnie Rae Shelby è una superstar. E ricca, bellissima e famosa. E desidera morire. Finn Clyde è un signor nessuno. E brillante e cinico. Ma è completamente a pezzi. E tutto ciò che vuole è la possibilità di vivere ancora. Finn ha un passato con cui confrontarsi, Bonnie un futuro che non vuole affrontare. Un ragazzo, una ragazza, una strana serie di circostanze impreviste e una scelta: voltarsi dall'altra parte e ignorare ogni cosa o tendere la mano e rischiare tutto. Così, mentre il ticchettio di un orologio scandisce il tempo della scelta, inizia la loro avventura, un viaggio che cambierà per sempre le loro vite.



Mi è stato chiesto perché, tra tutti romanzi YA presenti in circolazione, consigliassi senza riserve solo quelli di Amy Harmon. La risposta è stata immediata: perché la Harmon è unica nel trattare le tematiche adolescenziali; nelle sue storie mostra sensibilità e rispetto oltre ad un talento raro nel riuscire a far empatizzare chi legge con i personaggi, non rendendoli mai banali. Oltretutto, spesso sono tematiche forti ed attuali; abbandono, adozione, stress post - traumatico, malattia. In Infinito +1 c'è un po' di tutto; depressione, malattia, reintegrazione nella società in seguito al carcere e forse tutta questa carne al fuoco danneggia un po' il libro in sé, togliendo freschezza e smalto alla narrazione, dando luogo a situazioni improbabili. 
Bonnie Rae Shelby è una famosissima cantante pop. Grazie ad un talent show ha raggiunto il successo che però non ha mai voluto davvero se non per aiutare la gemella malata. Anche Infinity Finn Clyde aveva un gemello e ciò ha influenzato quello che era, che è e sarà, un genio matematico con la fedina sporca, in cerca di riscatto, di quella faccia della medaglia che non esiste più, come Bonnie. Probabilmente è proprio questo ad unirli in viaggio senza una meta vera, in fuga dal passato verso un futuro imprevedibile. Lo stile è più o meno lo stesso di sempre, mi ha ricordato molto I cento colori del blu eppure qualcosa questa volta ha stonato; le caratteristiche sopra elencate ci sono tutte ma il paradosso di alcune circostanze rende meno realistico l'insieme - ho sempre considerato il realismo uno dei punti forti della Harmon -, il gran parlare di equazioni e teoremi circa l'infinito che mi sarebbe stato utile qualche tempo fa, alla lunga stanca. Quindi, pur rimanendo salda nel considerare Amy Harmon la più talentuosa tra e autrice del genere YA di mia conoscenza, non consiglierei particolarmente Infinito +1 a chi non avesse già letto qualcosa di suo o meglio, consiglierei di partire da uno degli altri titoli già disponibili in italiano, avendo trovato quest'ultimo più dispersivo rispetto ai precedenti. Si ammira dunque la buona volontà ma ci si augura ancora meglio per la prossima volta.

4 commenti:

  1. Autrice che mi segno volentieri, che salti nel ya li faccio spesso e volentieri. Nonostante le copertine Newton ;)

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    1. Io ho un po' messo da parte il genere che, come la distopia, mi è venuto un po' a noia, ma qualche eccezione la si fa volentieri.

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  2. Lo cercavo nel week end ma non sono riusvita a trovarlo.
    La Harmon mi piace e di certo leggerò anche questo ti racconterò poi del mio pensiero in merito

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