martedì 21 marzo 2017

"Il nero e l'argento" di Paolo Giordano

Titolo: Il nero e l'argento
Autore: Paolo Giordano
Pagine: 118
Prezzo di copertina: 15 euro
Prezzo ebook: 8,99 euro
Editore: Einaudi

Sinossi:
È dentro le stanze che le famiglie crescono: strepitanti, incerte, allegre, spaventate. Giovani coppie alle prime armi, pronte ad abbracciarsi o a perdersi. Come Nora e suo marito. Ma di quelle stanze bisogna prima o poi spalancare porte e finestre, aprirsi al tempo che passa, all'aria di fuori. "A lungo andare ogni amore ha bisogno di qualcuno che lo veda e riconosca, che lo avvalori, altrimenti rischia di essere scambiato per un malinteso". È così che la signora A., nell'attimo stesso in cui entra in casa per occuparsi delle faccende domestiche, diventa la custode della loro relazione, la bussola per orientarsi nella bonaccia e nella burrasca. Con le pantofole allineate accanto alla porta e gli scontrini esatti al centesimo, l'appropriazione indebita della cucina e i pochi tesori di una sua vita segreta, appare fin da subito solida, testarda, magica, incrollabile. "La signora A. era la sola vera testimone dell'impresa che compivamo giorno dopo giorno, la sola testimone del legame che ci univa. Senza il suo sguardo ci sentivamo in pericolo".



Se non fosse ancora troppo presto per esserne certa, direi che il 2017 si annuncia come l'anno delle seconde possibilità, letterariamente parlando. E' accaduto già diverse volte, in questi primi mesi dell'anno, di rivalutare opere, autori ed autrici cui pensavo ingenuamente di non avvicinarmi più in seguito a delusioni più o meno cocenti; nel novero anche Paolo Giordano. In una girandola di mail, indirizzi confusi, destinatari errati, sinergie libresche nel segno del booksharing di qualità e libri preparati con cura arrivati, dopo tante tribolazioni, alla loro nuova casa, ho recuperato i titoli mancanti - Il corpo umano, Il nero e l'argento - del  Premio Strega più giovane di sempre; come motivazione ufficiale la casuale opportunità, quella ufficiosa (e vera) sapere se, a qualche anno di distanza dal disastroso prematuro approccio preadolescenziale con Alice e Mattia, solitari numeri primi, fosse cambiato qualcosa. Così è stato, per alcuni versi, per altri invece no. 
Einaudi invece di Mondadori, sfondo bianco per solito primo piano di donna, qualche pagina in meno eppure stesso stile narrativo, nitido ed elegante, a narrare anche qui una storia di dolore e perdita.
Uno più uno fa due, elevato al quadrato diventa quattro, sottraendo uno che vale infinito resta infinito; non sono mai andata d'accordo con la matematica, chissà se il ragionamento fila. 
Quello che so abbastanza bene, ormai, è che la sofferenza di una persona cara spazza via la logica, aumenta incertezze, moltiplica dubbi e dissapori, scompone gesti, atti, memoria, sottrae affetto, attenzione, divide individui. Bisogna star vigili, prendersi cura del fragile equilibrio che rischia di spezzarsi senza mai far spegnere la speranza. Della difficoltà di fare ciò narra Il nero e l'argento, del precario stato, fisico, emotivo, caratteriale contingente di una famiglia alle prime armi con il dolore da affrontare insieme.
Paolo Giordano ne parla, come sa fare, senza patetismi né buonismo di parte, perché il dolore esige di essere sentito, ciascuno lo avverte a modo proprio ma, se si prova a stare uniti nonostante tutto, le possibilità di sopravvivenza vengono incrementate dalle probabilità e dal sentimento sfibrato, perso, forse ritrovato.
A lungo andare, ogni amore ha bisogno che qualcuno lo veda e riconosca, che lo avvalori., altrimenti rischia di essere scambiato per un malinteso. Senza il suo sguardo ci sentivamo in pericolo.

lunedì 6 marzo 2017

Febbraio 2017: le mie letture

Buongiorno, readers!
Un altro mese è terminato e mi trovo qui per fare il punto della situazione, leggermente in ritardo ma meglio tardi che mai, giusto? 
Sebbene Febbraio sia stato un mese impegnativo, il numero di letture è rimasto più o meno lo stesso anche se il numero di pagine per libro è stato nettamente inferiore per via di un deficit d'attenzione che mi ha fatto optare, nella maggior parte dei casi, per letture brevi -mordi e fuggi, mi piace definirle - ma non per questo meno interessanti o significative. 
Tra piacevoli sorprese, alcune delusioni e nuovi generi, ecco tutti i titoli letti a Febbraio 2017, di cui vi ho già scritto oppure no; come sempre; Instagram è stato un fedele compagno e lì trovate tutte le foto allegate a questo post, scattate da me ché ultimamente raccontare la vita per immagini mi è più congeniale rispetto al resto.
Grazie per l'attenzione, buona lettura!
Cecilia


Prima letttura del mese, adocchiato tra le pubblicazioni di Gennaio, Hai cambiato la mia vita di Amy Harmon conferma la bravura dell'autrice nel tessere trame originali e per nulla banali in un genere ormai saturo.
Ve ne ho parlato QUI.








Ragione & Sentimento di Stefania Bertola rientra anch'esso tra le uscite segnate in agenda. Letto dopo averne disquisito con La Lettrice Quasi Perfetta Lea, (QUI la sua esaustiva recensione) con cui condivido l'ammirazione per Jane Austen ed il piacere, di tanto in tanto, di leggere qualcuno dei derivati dalle sue opere, non ne sono stata affatto convinta.
Un retelling in chiave moderna chiassoso e strampalato, per nulla necessario che, forse perché l'originale Austeniano è il meno gradito tra quelli scritti da Jane Austen oppure per altri motivi più o meno plausibili, non ha saputo toccare le giuste corde di una Janeite solitamente tollerante nei confronti di un ormai universalmente riconosciuto genere commerciale ampiamente redditizio intorno a vita, morte e miracoli della zitella illetterata più famosa della letteratura inglese.



Febbraio è stato il mese delle seconde  terze possibilità. Infatti, dopo aver trovato deludenti o ripetitive opere lette precedentemente, ho rivalutato Simona Sparaco leggendo ed immedesimandomi nelle grandi paure ed incertezze di una mamma che tenta di spiegare ad un figlio un mondo fuori misura, di proteggerlo da quelle che sono cose da grandi.
Ve ne ho parlato QUI.






Altra lettura mordi e fuggi del periodo, non per questo meno significativa o intensa, è stata l'antologia epistolare di Charlotte Brontë tradotta da Laura Ganzitti, blogger de Il tè tostato, per L'Orma editore.
La vita è una battaglia fa emergere la personalità prorompente dell'autrice di Jane Eyre e, corredata da un formato evocativo, rappresenta una vera chicca per ammiratori della scrittrice, appassionati di letteratura o semplici curiosi.
Consigliatissima.












Le nostre anime di notte dalla scorsa estate, dopo aver messo giù Crepuscolo e, nonostante i rinvii, non ha deluso le aspettative.
Kent Haruf torna in libreria con un breve ma intensissimo capolavoro postumo, uguale a sé stesso nello stile - semplice, pulito, poetico -, nelle atmosfere, nelle tematiche. 
Holt, cittadina immaginaria sita da qualche parte nel Colorado ridisegnato dalle mappe Harufiane, fa da sfondo alla storia d'amore senile tra Addie Moore e Louis Waters i quali, accompagnati da validi comprimari, sfidano i soliti pregiudizi tutti provinciali nutriti da malignità infondate.
Ve ne ho parlato, più o meno approfonditamente, QUI; prossime tappe sono la visione della produzione Netflix basata proprio sul suddetto romanzo, il recupero delle altre opere dell'autore non appena saranno pubblicate in Italia da NN e il passaparola per consigliare a tutti le parole di quel grande scrittore che è stato Kent Haruf.





Altra autrice rivalutata del mese alla terza occasione è stata Chiara Gamberale la quale, dopo due delusioni, è riuscita a convincermi con Qualcosa, acuta analisi della società contemporanea sotto forma di favola, che non risparmia nessuno eppure lascia uno spiraglio alla speranza, QUI.
















Ultimo titolo di Febbraio è stato Bruno, il bambino che imparò a volare, albo illustrato con testi della mia carissima Nadia Terranova - QUI vi avevo parlato, qualche tempo fa, del suo Gli anni al contrario - sulla vita di Bruno Schulz, scrittore e pittore polacco vissuto durante il Nazismo, traduttore di Kafka.
Più che una lettura, questo albo è stato un viaggio alla scoperta di una figura letteraria poco conosciuta, raccontata con un linguaggio, narrativo e figurativo, a misura di bambino, una vera chicca per gli amanti del genere e non, consigliatissimo.



A presto!