giovedì 6 luglio 2017

"Bull Mountain" di Brian Panowich

Titolo: Bull Mountain
Autore: Brian Panowich
Pagine: 295
Bull Mountain #1
Prezzo di copertina: 18 euro
Prezzo ebook: 8,99 euro
Editore: NN

Sinossi:
Clayton Burroughs appartiene a una famiglia di fuorilegge che, da generazioni, mantiene il controllo di Bull Mountain, trafficando whiskey di mais, marijuana
e infine metanfetamina. Per lasciarsi alle spalle le sue origini, Clayton sposa la bella Kate e diventa lo sceriffo della città a valle. Ma quando l’agente federale Simon Holly minaccia di distruggere l’impero dei Burroughs, Clayton si trova a dover affrontare i ricordi, le paure, il disprezzo della famiglia e la volontà di redimere un passato di tradimenti, sangue e violenza. Con un ritmo serrato, la storia della famiglia Burroughs viene raccontata a turno da tutti i personaggi, fino all’imprevedibile epilogo.
Paragonato ai mostri sacri del crime, del southern noir e delle saghe familiari, Bull Mountain ha una struttura che ricorda True Detective, dialoghi che rimandano a Breaking Bad e personaggi che sembrano usciti da Fargo. E con una scrittura luminosa ci parla dell’onestà e della fedeltà alle proprie radici,
e di come a volte sia doloroso ma indispensabile distruggerle per poterle onorare e proteggere.
Questo libro è per chi ama camminare in montagna per arrivare a bucare le nuvole e a vedere l’immensità del cielo, per chi decide ogni giorno di smettere di fumare e di bere, per chi indossa camicie di flanella rosse e blu, e per chi ha capito che appartenere a una terra, a una famiglia o a una persona, non vuole dire possederla ma amarla con tutto il cuore.


IL POST
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La Sessione Estiva. Un mese di letture scarse e deludenti. L'improvvisa nostalgia di saghe familiari derivante, forse, da uno studio troppo intenso e prolungato di famiglie da Mulino Bianco che finiscono per essere infelici a modo loro. Una serie tv cult affatto apprezzata. Chiacchiere, scambi d'opinioni uguali e contrarie con sconosciuti, apparenti, tuttavia, amici d'infanzia dopo appena cinque minuti. 
Questo il cammino di buone intenzioni e non verso l'impervia Bull Mountain.

"Quassù esiste una sottile simbiosi tra la terra e chi la considera casa propria, un rapporto che persone come lei non sembrano riuscire a comprendere [...]. Non è colpa sua; non è di qui, punto e basta. La faccenda va ben al di là di onore e orgoglio. Lei può sentirsi orgoglioso di una moto rossa nuova di zecca o di una promozione. Qui è diverso. É qualcosa di viscerale. Qualcosa che gli abitanti non si sono guadagnati né hanno dovuto lottare per ottenere. È un diritto di nascita e sono pronti a combattere fino alla morte se qualcuno minaccia di sottrarglielo."

Letteralmente "Montagna del Toro", grafica dalle tonalità cupe, hard boiled fino al midollo, l'esordio di Brian Panowich riesce a coniugare stile graffiante, ritmo serrato, ambientazione suggestiva ed una buona gestione dell'intreccio; non è semplice, infatti, tenere alti la tensione e l'interesse alternando POV differenti su diversi piani temporali. L'autore, tuttavia, riesce nell'impresa, creando un romanzo corale, primo di una serie ma soddisfacente anche come autoconclusivo, dove nonostante sangue, alcol e droghe scorrano frequentemente, palesemente, crudamente - finiti gli avverbi, sì -,  nelle vene della terra e dei suoi abitanti, ogni cosa, ciascun personaggio, resta avvolto da un'aura di mistero atavico, quasi elegante, che rende l'opera prima di Panowich una gran bella scoperta per una neofita, come me, del genere pulp nonché una delle probabili migliori letture dell'anno in corso.
Attendendo i(l) sequel(s), non posso che consigliare di trascorrere l'estate - pure le altre stagioni se vi va, perché no? - sulla montagna dei Burroughs.
 Dal consiglio della CE, sulla quarta di copertina: 

Questo libro è per chi [... ] ha capito che appartenere ad una terra, a una famiglia o a una persona non vuole dire possederla ma avere la libertà di amarla con tutto il cuore.

4 commenti:

  1. Aspettavo proprio una recensione di questo romanzo che mi attira parecchio. Lo segno in WL. Ottimo consiglio di lettura!

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  2. Io invece al contrario di Tessa non me ne sento attratta. Ho bisogno di un pochino di leggerezza e grazie a te l'ho trovata ;-)
    Lea

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