Il post: "Le ottanta domande di Atena Ferraris" di Alice Basso
Io ad Alice Basso voglio bene, per tutta una serie di ragioni che ho spiegato anche qui.
Affezionarsi a una scrittrice è pericoloso, perché l’obiettività nel parlare di ciò che scrive potrebbe essere messa in discussione.
Per fortuna, però, non è questo il caso.
La nuova serie di Alice Basso si conferma solida e accattivante come le precedenti. Atena Ferraris, enigmista neurodivergente, è un personaggio originale e autentico nel mostrare ai lettori le difficoltà della propria vita quotidiana mentre si ritrova a fare la detective per caso.
Ne Le ottanta domande di Atena Ferraris, secondo volume della serie che la vede protagonista, la ritroviamo circa una settimana dopo la prima avventura, in compagnia del resto dei comprimari conosciuti nel capitolo precedente e di volti nuovi che, nel tempo di una nuova indagine, la aiutano a interrogarsi sul mondo circostante. La qualità della narrazione si mantiene comunque alta e costante e non mancano Easter Eggs alle altre saghe letterarie dell’autrice, circostanza che attesta l’esistenza di un Bassoverse torinese.
Consigliato a chi ama i cosy crime intelligenti, ben scritti e strutturati, con inizio e fine certa (ché di questi tempi, sono più unici che rari).

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