Dove sei, letteratura bella? Parlarne tra amici come persone normali: un intermezzo sulla mia esperienza di lettura delle opere di Sally Rooney

 


Quando in libreria spunta il nuovo fenomeno editoriale, autore rivelazione, caso letterario sono sempre diffidente. Anche se il consenso è pressoché unanime - soprattutto se lo è - lascio passare sempre un po’ di tempo prima di leggerlo, se proprio tiene banco e sembra essere nelle mie corde. 

Nella categoria rientra Sally Rooney, a ogni pubblicazione, ché nonostante tutto non riesce mai a convincermi su tutta la linea. 

La mia esperienza di lettura delle sue opere è puntualmente una montagna russa: ho apprezzato il suo esordio, Parlarne tra amici, detestato Persone normali, amato, a sorpresa, Dove sei, mondo bello.

Intermezzo, la sua ultima fatica apparsa da qualche anno, mi ha lasciata con sentimenti contrastanti, segno che forse devo rimuginarci ancora un po’. Perciò avrei lasciato vincere la pigrizia, come accaduto in passato, se non mi fossi accorta di non aver mai parlato qui dell’autrice in questione e dei suoi romanzi, che personalmente trovo un misto di coming of age, narrativa e romance. I temi e gli schemi sono sempre gli stessi: le difficoltà generazionali nell’affrontare la caotica vita odierna sia dal punto di vista lavorativo che sentimentale mentre elaborano traumi familiari irrisolti. Sono questioni universali, ragione che, secondo me, spiega in parte il successo di Rooney ma personalmente non grido al miracolo. 

In attesa di una nuova pubblicazione.

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