Il post: "Tu sei qui" di David Nicholls
Camminare fa passare ogni tristezza.
Sono parole di una canzone che mi risuona spesso in mente e nelle orecchie durante la camminata veloce quasi quotidiana che faccio da qualche tempo. Nulla di estremo, solo qualche chilometro sul lungomare del mio paese, eppure mi ha aiutata a comprendere meglio Micheal Bradshaw e la sua passione per il trekking coast to coast. Con Marnie Walsh, invece, è bastata la comune passione per la lettura, che lei ha trasformato in lavoro pur senza laurea. Dopo One day non sono più riuscita a leggere nulla di David Nicholls, finora.
Tu sei qui è la sua opera più recente, presto in tv con Claire Foy e Matthew Macfadyen nei panni dei protagonisti sopracitati, e proprio in vista dell’adattamento ho deciso di concedere all’autore di uno dei romanzi della mia vita una seconda possibilità letteraria.
A ragione, anche stavolta, perché questa storia d’amore, disillusione e nuove occasioni con paesaggi mozzafiato sullo sfondo ha rappresentato il libro giusto al momento giusto, forse il migliore letto quest’anno.
Gli ingredienti sono sempre gli stessi: lo stile pop, le citazioni letterarie e televisive di molti dei miei titoli preferiti, l’umorismo british sottile ma scanzonato che alleggerisce la narrazione dei drammi personali dei personaggi finché non si trova una quadra - o magari no - in un finale che avrei voluto meno aperto.
Eppure la serendipità letteraria arriva fino a un certo punto, il resto viene spesso lasciato all’interpretazione. Come la vita, che non ha un manuale d’istruzione.

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