lunedì 20 febbraio 2017

"Le nostre anime di notte" di Kent Haruf

Titolo: Le nostre anime di notte
Autore: Kent Haruf
Pagine: 172
Prezzo di copertina: 17 euro
Prezzo ebook: 8,99 euro
Editore: NN

Sinossi:
La storia dolce e coraggiosa di un uomo e una donna che, in età avanzata, si innamorano e riescono a condividere vita, sogni e speranze. Nella cornice familiare di Holt, Colorado, dove sono ambientati tutti i romanzi di Haruf, Addie Moore rende una visita inaspettata a un vicino di casa, Louis Waters. Suo marito è morto anni prima, come la moglie di Louis, e i due si conoscono a vicenda da decenni. La sua proposta è scandalosa ma diretta: vuoi passare le notti da me? I due vivono ormai soli, spesso senza parlare con nessuno. I figli sono lontani e gli amici molto distanti. Inizia così questa storia di amore, coraggio e orgoglio.



Tic tac.
Il tempo scorre e ciascuno, nonostante meridiani, paralleli e altri metodi convenzionali, lo avverte con una percezione propria. 
Lascerò ad altri, ben più qualificati di una ragazza il cui unico titolo, per quel che vale, è l'avere, a volte, qualcosa da dire, un'analisi meticolosa della vita e delle opere di Kent Haruf. Perché quando si parla di questo autore, io cesso di essere obiettiva, semmai lo sono stata nello scrivere su questo blog.
Avrei amato Le nostre anime di notte in ogni caso, come atto di fiducia verso uno scrittore le cui opere hanno saputo starmi accanto ed indicarmi la via quando ne avevo bisogno. 
Con Haruf, infatti, ho imparato la lentezza, la presenza della bellezza poetica nell'ordinarietà in persone, luoghi e tempi dove, prima, non l'avrei mai scorta. 
La caratteristica sobrietà, assenza di polemica se non contro chi ha gusto nel montarla, poesia perfino, ha fatto delle vite alternativamente intrecciate di Addie Moore e Louis Waters, presto impersonati da Jane Fonda e Robert Redford in una produzione Netflix, un inno alla libertà dell'autodeterminazione, soprattutto durante la vecchiaia, che risuonerà per molto tempo. 
Lo scandalo è nell'occhio di chi osserva malignamente che un uomo ed una donna ormai soli, con un'esistenza costellata da lutti e scelte sbagliate, non possano attraversare la notte insieme, starsene al caldo nel letto, come buoni amici. Starsene a letto insieme, e tu ti fermi a dormire.
Comincia così, il capolavoro postumo dell'autore della Trilogia della Pianura, snodandosi come una corsa contro il tempo e i pregiudizi della provincia pettegola e sonnacchiosa, tra semplici dichiarazioni d'amore, pagine autoreferenziali in modo ironico che strapperanno qualche sorriso di tenerezza ai nostalgici della Trilogia slegata di Holt e la vita vera, incurante, imprevedibile, spesso ingenerosa verso uomini come Gene, figlio di Addie, alle prese con il fallimento della sua impresa commerciale e matrimoniale, verso bambini come Jamie, seienne pauroso e piagnucoloso che riuscirà tuttavia a trarre beneficio da un'estate trascorsa nel piccolo borgo sito nella mappa ridisegnata del Colorado Harufiano, verso gli animali come i topi o la cagnetta Bonny, verso gli spiriti liberi nell'animo ma confinati in un corpo fragile e caduco dalle lancette che non smettono di girare, dal pensiero tipicamente provinciale irrinunciabilmente limitato nelle proprie convinzioni affatto progressiste.
Eppure la speranza non smette di brillare, all'unisono con le stelle nel cielo ed il sentimento nei cuori mentre, sconosciute ai più, anime attraversano insieme la notte e tutti i giorni che restano.
Amo questo mondo fisico. Amo questa vita insieme a te. E il vento e la campagna. Il cortile, la ghiaia sul vialetto. L'erba. Le notti fresche. Stare al letto al buio a parlare con te.
 [...] Non puoi aggiustare tutto, non ti pare? disse Louis. Ci proviamo sempre. Ma non ci riusciamo.
[..]
Ci divertiremo un sacco a parlare, eh? disse lei
[...]Non abbiamo fretta, disse lui.
No, prendiamoci tutto il tempo che ci serve.

10 commenti:

  1. Non vedo l'ora di leggerlo, ma c'è il postino che non vuole... Ho finito La figlia femmina (bello, ma ho avuto l'impressione che non succedesse niente) e da allora non ho aperto altro. Mi tengo libero per Haruf. :)

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    1. La figlia femmina è un sottile gioco di equilibri tra i flashback e il finale che, penso, non si capirebbe se non ci fossero; bisogna mettere i tasselli al posto giusto e dare uno sguardo d'insieme dalla giusta prospettiva, serve un po' di tempo.
      Haruf è brevissimo e dolcissimo, avrei voluto durasse di più ma rischiavo di sciuparne la bellezza intrinseca. A quanto pare, comunque, ce ne sono altri, sempre ambientati ad Holt ma non facenti parte della Trilogia e, notizia delle notizie, NN li pubblicherà tutti. Incrociamo le dita. :)

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    2. Ah, allora speriamo. Io in realtà La figlia femmina l'ho messo a fuoco, eh, però leggendo la quarta di copetina mi rendo conto che c'è poco altro. :)

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    3. Io ho trovato fosse abbastanza, considerato il tema e l'autrice esordiente; poi, ovviamente, dipende dai punti di vista.
      P.S. Ho letto "Qualcosa" della Gamberale e mi è piaciuto moltissimo :)

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  2. E' proprio il tipo di storia che mi piace. Devo ancora finire la trilogia e leggere Crepuscolo, ma credo che la lettura di questo libro sia più urgente, almeno per me.
    La tua è la prima recensione che leggo e rende il tutto ancora più invitante.
    un caro saluto da Lea

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    1. Puoi benissimo leggere prima questo di Crepuscolo, Lea, nonostante qualche riferimento alla Trilogia sopravviverai.
      Crepuscolo, più malinconico e teatro di quella scelta narrativa da cui non mi sono ancora ripresa, non è essenziale ai fini della comprensione.
      Addie e Louis, poi, sono tenerissimi e presto sbarcheranno al cinema e in TV, pane per i tuoi denti da cinefila DOC. ;)

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  3. Buonasera Cecilia,
    un libro che non si può altrimenti descrivere che teneramente magnifico.
    Una poesia lungo tutto il percorso che intraprendono Addie e Louis.

    L'ho letto senza primia leggere la trilogia, ho chiesto alla NN x scrupolo.
    Ed ora mi godrà gli altri romanzi di Kent Haruf.

    Sono contenta della recensione che hai scritto, delicata e al contempo puntuale.

    Grazie, Marina

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    1. Grazie a te, Marina, e benvenuta 😊
      Benedizione è il mio preferito, ne rileggo spesso alcuni brani.
      Fammi sapere, buona lettura!

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  4. Che Meravigliose parole, Haruf le veste su misura. L'ordinarietà che diventa poesia è perfettamente ciò che le sue opere regalano. Ho avuto l'onore di partecipare all'omaggio in sua memoria e ascoltare vari stralci tratti dal romanzo...Di una bellezza unica. Sto leggendo Crepuscolo e sto soffrendo, ma la sobrietà e l'obiettività dell'autore lenisce il dolore e attira lo sguardo sulla vita, che è così bello ritrovarla nei libri, nulla di inventato, solo realtà.

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    1. Riuscire a conferire poesia all'ordinarietà lo ritengo un dono e, fortunatamente, Haruf ci riesce a meraviglia. Crepuscolo l'ho sentito abbastanza ma, secondo me, gli è mancato qualcosa, quel quid presente invece in Benedizione soprattutto ma anche qui.

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