"La fine dei vandalismi - Trilogia di Grouse County, Vol. I", di Tom Drury

Titolo: La fine dei vandalismi
Autore: Tom Drury
Pagine: 391
Prezzo di copertina: 19 euro
Prezzo ebook: 8,99 euro
Editore: NN

Sinossi:
La fine dei vandalismi è il primo romanzo della trilogia di Grouse County di Tom Drury. Il mondo di Grouse County è un luogo in cui le vite delle persone sono intrecciate le une alle altre in legami amicali e affettivi, o semplice conoscenza, inestricabili. Tutti conoscono tutti e sanno tutto, mentre la vita macina gioie e tristezze di cui Drury è uno straordinario e ironico cantore. Il cuore della vicenda è il triangolo composto dallo sceriffo Dan Norman, il pregiudicato Tiny Darling e la sua ex moglie Louise, che sta per sposare lo sceriffo. Commovente ed esilarante, La fine dei vandalismi è un romanzo sulla bellezza e la pena della vita moderna, una passeggiata attraverso le esistenze in cui è l’imprevedibilità della vita a decidere le sorti dei protagonisti. E l’ironia secca e permeante dello stile di Drury trascina i dialoghi in direzioni impreviste e dona a tutto una straordinaria leggerezza.
Commovente ed esilarante, La fine dei vandalismi è un romanzo sulla bellezza e la pena della vita moderna, una passeggiata attraverso le esistenze in cui è l’imprevedibilità della vita a decidere le sorti dei protagonisti. E l’ironia secca e permeante dello stile di Drury trascina i dialoghi in direzioni impreviste e dona a tutto una straordinaria leggerezza.

IL POST:

Quando mi capita di scrivere di provincia, due sono gli aggettivi ricorrenti: lenta, sonnacchiosa. Queste qualificazioni racchiudono una visione del mondo, per quanto mi riguarda, un rapporto controverso fatto di alti e bassi, odio e amore tolleranza.
La provincia è stata - e chissà per quanto lo sarà ancora - l'ambientazione principale della storia della mia vita; la soglia di rottura è stata sfiorata spesso, evitata davvero per un soffio, in massima parte grazie alla letteratura. In momenti topici, infatti, due grandi penne della narrativa mondiale mi hanno presa per mano e mostrato un volto della provincia a cui, precedentemente, ero cieca - Jane Austen in primis, punto di riferimento letterario dall'adolescenza verso l'infinito ed oltre, Kent Haruf, spalla misericordiosa a cui aggrapparsi, nei momenti difficili sempre accanto -, fornendomi al riguardo interessanti spunti di riflessione.
 Proprio sulle orme di Haruf, lasciatami alle spalle - per breve periodo, si spera - Holt, sono giunta nella Grouse County, da qualche parte nello Iowa, nella mente, nel cuore e nella penna di Tom Drury, il più grande scrittore americano di cui non (abbiamo) avete mai sentito parlare secondo la scopritrice di talenti NN. 
Con La fine dei vandalismi, titolo evocativo di per sé di decadenza e rassegnazione contrastanti con una copertina raffigurante una casa mobile, elemento dinamico a richiamare, probabilmente, quella posseduta dallo sceriffo Dan Norman, tra i protagonisti del romanzo, avevo percepito, astratte affinità sin dalla notizia della pubblicazione italiana, in ritardo di ventitré anni circa. Un po' per i motivi già elencati, un po' perché Grouse - borbottona - è un aggettivo che sento, nel bene e nel male, abbastanza mio, la viva curiosità, in un momento in cui faccio presto a mettere via titoli sparsi per momenti migliori, ha avuto la meglio sulla delusione dei primi due quarti del romanzo.
Drury, troppo impegnato ad elencare nomi, cose e città corredate da descrizioni particolareggiate, sembra dimenticare il ritmo ritrovandolo, tuttavia, poco oltre la metà. Si riparte da lì, scovato anche, nel frattempo, fortunatamente, un elenco di nomi noti e meno noti - che sarebbe stato forse più utile inserire in apertura piuttosto che in chiusura d'opera-, giusto in tempo per mitigare le perplessità apprezzando pagine belle -  forti, tristi, incredibilmente delicate e dolorose a senso alterno -  circa la cui esistenza avevo perso le speranze. 
"Cos'è che stavi scrivendo?" disse Dan mentre uscivano, e lei gli porse un foglietto su cui aveva scritto, quattro volte:
Dimostrami amore.
"Lo farò", disse lui.
Si ricomincia da Louise, aspirante fotografa a cui il destino ha rischiato di bruciare i negativi dei momenti felici, da Dan, tenace, burbero, amorevole sceriffo della Contea Brontolona, da Tiny, ladruncolo errabondo dal cuore spezzato, da Joan, proselita in cerca del grande amore decantato dal Cantico dei Cantici insieme al resto delle Sacre Scritture, dai vicoli bui, i panorami mozzafiato, le parole e le azioni raccontate in un primo capitolo che mette tanta carne al fuoco quasi inconsciamente, deludendo a metà sebbene pervaso dal fascino ambiguo tipico delle zone d'ombra, oltre le quali sta tutto ciò che sfugge all'immediata e totale comprensione. Queste, le impressioni dopo un'esperienza di viaggio intensa ma non del tutto soddisfacente. Tornerò, forse, dopo La fine dei vandalismi, A caccia di sogni, prossimamente a Grouse County e in tutte le librerie,  sia perché (non) buona la prima è ormai, nel mio caso, un leitmotiv, uno stile di vita.
Non dissero nulla; si tennero soltanto per mano tra i sedili anteriori della Vega. I colori erano vividi e veri, ma in qualche modo loro due sentivano che stavano osservando il panorama senza più riuscire a farne parte.
Se è vero, inoltre, che ciascuno, quando legge, legge sé stesso/a al di là degli ideali e delle grandi, belle, speranze, io ci credo ancora quanto basta.
Non dimenticarti delle cose belle.

Commenti

  1. Ciao Cecilia, aspettavo questa tua recensione: io, ahimè, questo romanzo l'ho abbandonato prima della metà. Non riuscivo proprio a entrarci, nell'atmosfera di questa provincia americana. Dici che devo riprovare? Non sarebbe la prima volta che lascio a metà libri che poi, ad una rilettura trovo emozionanti. Buon weekend lungo, bacio!

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    1. Ciao Tessa,probabilmente, se non lo avessi aspettato tanto, lo avrei abbandonato anch'io, come te. Tuttavia, per una serie di fattori, sono andata avanti e, dopo un certo evento abbastanza doloroso a a circa tre quarti di libro, mi è sembrato naturale arrivare alla fine. Onestamente, non saprei consigliarti in un senso o nell'altro. Per me è stato un nì, forse ci riproverò ma sicuramente non è stata una lettura imprescindibile o indimenticabile, ecco. Grazie per la fiducia, buon weekend e letture a te :)

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  2. A questo punto sono un po' indecisa. Diciamo che per il momento lo metto alla fine di una lunghissima lista.
    Lea

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  3. Il tuo parere cade a pennello, indecisa sul leggerlo o meno, decido per il no.
    Non ho voglia di annoiarmi :-)

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