Il post: "Il morto al primo piano e altre grane condominiali" di Rebecca Quasi

 


Rebecca Quasi l’ho scoperta nel 2020, durante il primo lockdown. 

Pubblicava in self da qualche anno riscuotendo già un discreto successo e quando ho letto uno dei suoi primi romanzi ho capito subito perché: i suoi personaggi sono persone normali, non à la Sally Rooney bensì gente della porta accanto. 

A prescindere dalla professione, gli uomini e le donne tratteggiati dalla penna dell’autrice in questione potrebbero letteralmente essere tuoi parenti, vicini o conoscenti e sta proprio qui il bello, che tutti possono essere protagonisti di una grande storia (spesso d’amore ma non solo) senza dover esibire status eclatanti o carriere brillanti. 

Quando ho saputo che sarebbe - finalmente - approdata in libreria ne sono stata felice, anche perché tra gli altri avevo già apprezzato molto un altro suo cosy crime pubblicato in maniera indipendente.

Il morto al primo piano e altre frane condominiali lo è ma non solo. 

Al di là dell’amore e del mistero intorno al giallo da risolvere, infatti, emerge un romanzo corale in cui tutti i personaggi - Zeno, Alice, Gabriele, Marilda, Castrozzi e persino Marcello Conforti - spiccano per le loro peculiarità identitarie e caratteriali prendendosi la scena, talvolta debordando, e questa è la ragione principale per cui l’ho apprezzato un po’ meno rispetto ad altri titoli targati Rebecca Quasi.

In ogni caso, ne consiglio la lettura insieme al resto della bibliografia dell’autrice.

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