sabato 9 gennaio 2016

Recensione: "Paranoie da fumo" di Tindaro Pintagro

Titolo: Paranoie da fumo
Autore: Tindaro Pintagro
Pagine: 90
Prezzo di copertina: 12 euro
Prezzo ebook: 7,99 euro
Editore: Street Lib (Piattaforma di Selfpublishing)

Sinossi:
"Paranoie da fumo" è composto da una serie di episodi che vedono protagonisti giovani e meno giovani che fanno uso di cannabis e vivono il disagio del doversi nascondere, della privazione della libertà personale, della paura dei controlli e delle perquisizioni, con tutti quelli che possono essere gli effetti deleteri sulla qualità delle loro vite.


Paranoie da fumo è una raccolta di racconti incentrata sull'angoscia generata dalla paura d'essere scoperti a far uso di cannabis. Personaggi ricorrenti figurano  nei brevi episodi, apparentemente a sé stanti eppure connessi in uno stesso intreccio; uno fra tutti, Francesco, protagonista di gran parte della vicenda, esprime il proprio disagio visibilmente in più occasioni, disagio reso più evidente dal conflitto tra interiorità, fatta di sensi di colpa e dall'ansia di trasgressione ed esteriorità in cui Francesco verrebbe descritto come persona assolutamente tranquilla, ordinaria.
Letta in brevissimo tempo, questa raccolta è giunta tra gli scaffali da me totalmente inaspettata, sorpresa non accresciuta dal contenuto bensì dalla forma e dallo stile.
Conoscendo personalmente l'autore infatti,  nessuna meraviglia è stata causata dalla scelta di un tema di fondo spinoso come il consumo di cannabis, ritenuto illegale dall'ordinamento giuridico corrente, tema su cui l'autore ha sempre tenuto posizioni molto liberali e non conformi al pensiero comune; lo stupore è sopraggiunto successivamente, apprendendo  della scelta di auto pubblicazione per nulla prevedibile date le campagne di sensibilizzazione a sfavore della Rete con annessi e connessi, con un occhio particolare ai social media, di cui tuttavia ha dimostrato di saper cogliere le potenzialità essendo Paranoie da fumo frutto del self publishing.
Tindaro Pintagro, armandosi di forza di volontà anticonformista, comunica le inquietudini, autobiografiche oppure no non è dato saperlo, di una vita braccata principalmente dal subconscio, servendosi di uno stile semplice, talvolta elementare, arricchito da moltissima punteggiatura a favorire, forse, voli pindarici, elucubrazioni mentali e riflessioni filosofiche che conducono chi legge a prendere atto di un differente punto di vista, checché la si pensi,  circa una questione di scottante attualità, sfociata, quasi inevitabilmente, in domande ataviche sul senso della vita a cui ciascuno, almeno una volta nella vita, ha risposto a suo modo.

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