venerdì 29 aprile 2016

Recensione: "Room - Stanza,letto, specchio armadio" di Emma Donoghue

Titolo: Room - Stanza, letto, armadio, specchio
Autrice: Emma Donoghue
Pagine: 341
Prezzo di copertina: 14 euro
Prezzo ebook: 9,99 euro
Editore: Mondadori

Sinossi:
Jack ha cinque anni e la Stanza è l'unico mondo che conosce. È il posto dove è nato, cresciuto, e dove vive con Ma': con lei impara, legge, mangia, dorme e gioca. Di notte Ma' chiude al sicuro nel Guardaroba, e spera che lui dorma quando il Vecchio Nick va a fare loro visita. La Stanza è la casa di Jack, ma per Ma' è la prigione dove il Vecchio Nick li tiene rinchiusi da sette anni. Grazie alla determinazione, all'ingegnosità, e al suo intenso amore, Ma' ha creato per Jack una possibilità di vita. Però sa che questo non è abbastanza, né per lei né per lui. Escogita un piano per fuggire, contando sul coraggio di Jack e su una buona dose di fortuna, ma non sa quanto potrà essere difficile il passaggio da quell'universo chiuso al mondo là fuori... Il romanzo che ha ispirato il film "Room".




Jack ha cinque anni, è un lettore in erba e sembriamo condividere gli stessi gusti in tema di berretti di lana dalla foggia discutibile ma non solo perché, nonostante la simpatia disarmante, l'occhietto vispo ed il feeling con la mamma cinematografica di Jacob Tremblay, Jack appartiene a quella categoria di persone che, spesso taciturne, hanno più cose da dire di quanto si potrebbe pensare; la prova dei fatti ai primi sospetti è arrivata mediante la scrittura intensa e coinvolgente di Emma Donoghue. Irlandese, con un ricco curriculum multitasking alle spalle, l'autrice tenta il delicatissimo azzardo d'affidare alle parole di un bambino la narrazione di una vicenda difficile come se ne sono, purtroppo, sentite tante al TG, basti pensare a Natascha Kampusc, ad esempio; mossa vincente però, perché Jack, con la propria ingenuità, riesce a toccare le corde giuste laddove il racconto della cruda realtà da parte di un adulto avrebbe inevitabilmente comportato pena e conferito maggiore seppur giusta cupezza all'intera vicenda. In questo modo invece, chi legge vede tutto dalla prospettiva di un bambino, alleggerendo il disagio del periodo dentro la Stanza, per poi concentrarsi quasi naturalmente sulla meravigliosa scoperta del Fuori; un paragone viene spontaneo con la visione dei campi di concentramento data da Benigni in La vita è bella, tramite gli occhi giocosi del piccolo Giosuè. E' tuttavia d'obbligo sottolineare il realismo permeante il romanzo circa le conseguenze della segregazione ed il periodo di riabilitazione, dopo, molto presenti nel libro, più sfocate nella trasposizione che ha valso l'Oscar a Brie Larson, dunque ritengo doveroso riconoscere l'onore delle armi a Joy e al suo bimbo, fatto non così scontato per una che si è sempre tenuta alla larga da storie del genere nell'inconscio timore infantile di poterne essere vittima; madre e figlio meritano la possibilità di una vita bella, per quanto ordinarie possano essere le esistente condotte in maniera cosiddetta normale, in un mondo descritto più accogliente e libero di quanto realmente non sia.

mercoledì 27 aprile 2016

Recensione: "La femmina nuda" di Elena Stancanelli

E' un'ora insolita per me, lo so, ma ormai conoscete la mancanza d'organizzazione di questi giorni. Con questo post però, sancisco la fine della pausa, quindi buona lettura!
A presto.
Cecilia

Titolo: La femmina nuda
Autrice: Elena Stancanelli
Pagine: 156
Prezzo di copertina: 17 euro
Prezzo ebook: 9,99 euro
Editore: La nave di Teseo

Sinossi:
Anna e Davide stanno insieme da cinque anni. Si sono amati e traditi, come tutti. Ma un giorno qualcosa cambia. Davide diventa violento, aggressivo e Anna scopre che si è innamorato di un’altra donna. Trova foto hot e alcuni messaggi in cui lui le scrive che la ama. Davide nega, attacca, non vuole che la loro storia finisca. Anna lo manda via di casa e precipita nell’ossessione. Smette di mangiare, controlla continuamente i social network dell’ex compagno e della rivale e, in un crescendo morboso, comincia a pedinarla, arriva a conoscerla e a frequentarla, fino a quando il gioco diventa troppo difficile da continuare.



La banalità del male. L'affermazione di Hannah Arendt - titolo di un omonimo scritto che, mea culpa, non ho ancora letto ma sentito citare durante le ore di filosofia - mi tornava in mente in maniera ricorrente mentre leggevo La femmina nuda.
La banalità del male che facciamo a noi stessi, agli altri, che a volte lasciamo ci venga fatto, mi colpiva con una ferocia inaudita in un giorno in cui mi trovavo faccia a faccia con la crudezza del dolore al massimo grado di realismo possibile. Leggevo e comprendevo Anna, stranamente senza giudicarla, quando si raccontava all'amica Valentina nella propria discesa al Regno dell'Idiozia, autodefinizione del periodo dell'ossessione. Lo stalking è un argomento attuale; tutti ne parlano - in TV, sui giornali - omettendo però il vero nocciolo della questione: come e perché accade.
Perciò, al di là delle beghe commerciali e quant'altro, ho deciso di affrontare la lettura del nuovo libro di Elena Stancanelli; lo stalking dal punto di vista del carnefice, meglio ancora se è una lei perché, per quanto si parli di femminicidi ad ogni ora del giorno e della notte e gli uomini che odiano le donne siano statisticamente più numerosi, almeno secondo la cronaca nera, del contrario, non bisogna dimenticare che la violenza, di qualunque genere, non è appannaggio esclusivamente maschile.
Se come e perché tutto ha inizio è parte di una predisposizione genetica, caratteriale magari, oppure chiunque può cadere preda - da intendere in questo senso sia vittima che carnefice senza con ciò voler giustificare un fenomeno di per sé sbagliato - dello stalking è una delle domande che mi sono posta prima di voltare la prima pagina; l'autrice propende per la seconda ipotesi. Anna è una persona razionale, fredda e determinata ma sostanzialmente ordinaria prima di venire a conoscenza del tradimento, causa della rottura di un rapporto importante con conseguente necessità di comprendere la ragioni alla base del fatto. Il bisogno di rassicurazioni si trasforma pian piano in qualcosa di malsano, il controllo dell'ex partner diventa una dipendenza della quale non riesce a fare a meno, così come quello sulla nuova fiamma di lui. Appellata semplicemente "Cane" - in primis perché proprietaria di un cagnolino di piccola taglia, in secundis dando all'epiteto valenza dispregiativa -, il nuovo interesse amoroso di Davide diviene il fulcro dell'ossessione di Anna; da ciò, 150 pagine di minuziose indagini e descrizioni della vita e della persona dell'altra con, a fare da contrappasso, un malessere fisico e psicologico sull'orlo della follia, vera e propria patologia che conduce la donna, la femmina nuda di tutti gli orpelli, delle convenzioni sociali, quasi all'autodistruzione, toccando il fondo da cui, poi, forse, risalire.
Brevi paragrafi dotati di una naturalezza inquietante che regalano sul finale qualche amarezza perché separarsi non significa tornare ad essere quello che si era prima di conoscere la persona da cui ci si separa. Magari fosse così semplice. Non si diventa mai quello che si è già stati. E non solo perché è passato del tempo. Separarsi significa diventare una persona nuova. Quella che rimane dopo aver sciolto con il tempo e la pazienza la treccia di un amore finito. [...] Non strascicare i rancori nella speranza che col tempo la rabbia si ritrasformi in amore. La rabbia non si ritrasforma in amore, mai. Quando sei fortunata si trasforma in affetto, in amore mai.
Rimarrà comunque la sensazione d'aver perso l'unica persona con cui fare qualcosa di stupido come sdraiarsi su una lastra di ghiaccio, Eternal Sunshine of Spotless Mind di Micheal Gondry alias Se mi lasci ti cancello, docet. Ma quando ti succede qualcosa di brutto, un incidente, una malattia o qualcosa di stupido ma incredibilmente doloroso come è successo a me, diventi una persona danneggiata. Per sempre.Sono come uno strumento qualsiasi che sia caduto a terra. Lo aggiusti e funziona di nuovo, ma conserva in sé il trauma della caduta. Non sappiamo quando, non sappiamo neanche se, ma potrebbe gustarsi di nuovo. E sarebbe ancora una conseguenza di quella vecchia caduta.
Bisogna infine imparare a conviverci.

sabato 23 aprile 2016

Maggio 2016, mese da mutuo: i libri da non perdere (sto tornando, lentamente)

Buongiorno readers!
Innanzitutto vorrei ringraziarvi per i commenti e i messaggi pieni d'affetto quindi grazie, grazie, grazie e scusatemi se non ho risposto singolarmente. Ribadisco che non ho intenzione di chiudere il blog,è solo una pausa temporanea, questa; tornerò, gradualmente, è solo questione di organizzazione. Ed io non sono una persona molto organizzata ma cercherò di fare del mio meglio perché sì, mi manca questo angolino e coloro che lo popolano, quindi incrocio le dita e vedrò di darmi una mossa per essere di nuovo a pieno regime.
Intanto vorrei segnalarvi le pubblicazioni più interessanti di Maggio che, ribadisco pure questo andando a nascondere il bottino del mese corrente, sarà un mese da mutuo.

Dal 3 Maggio, dopo anni di tribolazioni ed una pellicola in uscita al cinema in autunno tratta dal primo capitolo, sarà nelle librerie Dopo di te, seguito - abbastanza inutile a mio parere però sono pronta a ricredermi - dell'ormai famosissimo Io prima di te di Jojo Moyes, storia di Will Traynor, manager di successo divenuto paraplegico in seguito ad un incidente.


Titolo: Dopo di te
Autrice: Jojo Moyes
Pagine: 384
Prezzo di copertina: 18 euro
Editore: Mondadori

Sinossi:
Quando finisce una storia, ne inizia un'altra. Come si fa ad andare avanti dopo aver perso chi si ama? Come si può ricostruire la propria vita, voltare pagina?Per Louisa Clark, detta Lou, come per tutti, ricominciare è molto difficile. Dopo la morte di Will Traynor, di cui si è perdutamente innamorata, si sente persa, svuotata. È passato un anno e mezzo ormai, e Lou non è più quella di prima. I sei mesi intensi trascorsi con Will l'hanno completamente trasformata, ma ora è come se fosse tornata al punto di partenza e lei sente di dover dare una nuova svolta alla sua vita.A ventinove anni si ritrova quasi per caso a lavorare nello squallido bar di un aeroporto di Londra in cui guarda sconsolata il viavai della gente. Vive in un appartamento anonimo dove non le piace stare e recupera il rapporto con la sua famiglia senza avere delle reali prospettive. Soprattutto si domanda ogni giorno se mai riuscirà a superare il dolore che la soffoca. Ma tutto sta per cambiare.Quando una sera una persona sconosciuta si presenta sulla soglia di casa, Lou deve prendere in fretta una decisione. Se chiude la porta, la sua vita continuerà così com'è: semplice, ordinaria, rassegnata. Se la apre, rischierà tutto. Ma lei ha promesso a se stessa e a Will di vivere, e se vuole mantenere la promessa deve lasciar entrare ciò che è nuovo.Questo romanzo appassionante e mai scontato è l'attesissimo seguito del bestseller internazionale Io prima di te. Jojo Moyes ha deciso di scriverlo dopo che per tre anni è stata letteralmente sommersa dalle lettere e dalle e-mail di lettori che le chiedevano che fine avesse fatto l'indimenticabile protagonista Lou.

Alla data del 5 Maggio - ei fu, lo sappiamo - sono annotate ben tre pubblicazioni da non perdere: Lo strano viaggio di un oggetto smarrito di Salvatore Basile, che sembra particolarmente interessante, almeno dall'estratto su Il libraio, Dentro soffia il vento - di cui è già uscito un racconto d'introduzione, Le Grand Diable, disponibile sugli store online in formato digitale di Francesca Diotallevi, conosciuta e amata con il romanzo d'esordio Le stanze buie - e Ross Poldark di Winston Graham, primo volume di una saga da cui è stata tratta una serie tv BBC omonima con Aidan Turner (Desperate Romantics, And There Were None) ed Eleanor Tomlinson (Death Comes to Pemberley, The White Queen) davvero meravigliosa. Attualmente stanno girando la seconda stagione che dovrebbe andare in onda in estate, quindi se non l'avete ancora vista, fatelo e, ovviamente, recuperate anche il romanzo.


Titolo: Lo strano viaggio di un oggetto smarrito
Autore: Salvatore Basile
Pagine: 250
Prezzo di copertina: 16,40 euro
Editore: Garzanti

Sinossi:
Il mare è agitato e le bandiere rosse sventolano sulla spiaggia. Il piccolo Michele ha corso a perdifiato per tornare presto a casa dopo la scuola, ma quando apre la porta della sua casa nella piccola stazione di Miniera di Mare, trova sua madre di fronte a una valigia aperta. Fra le mani tiene il diario segreto di Michele, un quaderno rosso con la copertina un po' ammaccata. Con gli occhi pieni di tristezza la donna chiede a suo figlio di poter tenere quel diario, lo ripone nella valigia, ma promette di restituirlo. Poi, sale sul treno in partenza sulla banchina.
Sono passati vent'anni da allora. Michele vive ancora nella piccola casa dentro la stazione ferroviaria. Addosso, la divisa di capostazione di suo padre. Negli occhi, una tristezza assoluta, profonda e lontana. Perché sua madre non è mai più tornata. Michele vuole stare solo, con l'unica compagnia degli oggetti smarriti che vengono trovati ogni giorno nell'unico treno che passa da Miniera di Mare. Perché gli oggetti non se ne vanno, mantengono le promesse, non ti abbandonano.
Finché un giorno, sullo stesso treno che aveva portato via sua madre, incastrato tra due sedili, Michele ritrova il suo diario. Non sa come sia possibile, ma Michele sente che è sua madre che l'ha lasciato lì. Per lui.
E c'è solo una persona che può aiutarlo: Elena, una ragazza folle e imprevedibile come la vita, che lo spinge a salire su quel treno e ad andare a cercare la verità. E, forse, anche una cura per il suo cuore smarrito.
Questa è la storia di un ragazzo che ha dimenticato cosa significa essere amati. È la storia di una ragazza che ha fatto un patto della felicità, nonostante il dolore. È la storia di due anime che riescono a colorarsi a vicenda per affrontare la vita senza arrendersi mai. Salvatore Basile ci regala una favola piena di magia, emozione e speranza. Un caso editoriale che ha subito conquistato il cuore di tutte le case editrici del mondo, che se lo sono conteso acerrimamente alla fiera di Francoforte. Una voce indimenticabile, che disegna un sorriso sul nostro cuore.




Titolo: Dentro soffia il vento
Autrice: Francesca Diotallevi
Pagine: 180
Prezzo di copertina: 16 euro
Editore: Neri Pozza

Sinossi:
In un avvallamento tra due montagne della Val d’Aosta, al tempo della Grande Guerra, sorge il borgo di Saint Rhémy: un piccolo gruppo di case affastellate le une sulle altre, in mezzo alle quali spunta uno sparuto campanile.
Al calare della sera, da una di quelle case, con il volto opportunamente protetto dall’oscurità, qualche «anima pia» esce a volte per avventurarsi nel bosco e andare a bussare alla porta di un capanno dove vive Fiamma, una ragazza dai capelli così rossi che sembrano guizzare come lingue di fuoco in un camino.
Come faceva sua madre quand’era ancora in vita, Fiamma prepara decotti per curare ogni malanno: asma, reumatismi, cattiva digestione, insonnia, infezioni… Infusi d’erbe che, in bocca alla gente del borgo diventano «pozioni » approntate da una «strega» che ha venduto l’anima al diavolo. Così, mentre al calare delle ombre gli abitanti di Saint Rhémy compaiono furtivi alla sua porta, alla luce del sole si segnano al passaggio della ragazza ed evitano persino di guardarla negli occhi.
Il piccolo e inospitale capanno e il bosco sono perciò l’unica realtà che Fiamma conosce, l’unico luogo in cui si sente al sicuro. La solitudine, però, a volte le pesa addosso come un macigno, soprattutto da quando Raphaël Rosset se n’è andato.
Era inaspettatamente comparso un giorno al suo cospetto, Raphaël, quando era ancora un bambino sparuto, con una folta matassa di capelli biondi come il grano e una spruzzata di lentiggini sul naso a patata. Le aveva parlato normalmente, come si fa tra ragazzi ed era diventato col tempo il suo migliore e unico amico. Poi, a ventuno anni, in un giorno di sole era partito per la guerra con il sorriso stampato sul volto e la penna di corvo ben lucida sul cappello, e non era più tornato. Ora, ogni sera alla stessa ora, Fiamma si spinge al limitare del bosco, fino alla fattoria dei Rosset. Prima di scomparire inghiottita dal buio della notte, se ne sta a guardare a lungo la casa dove, in preda ai sensi di colpa per non essere andato lui in guerra, si aggira sconsolato Yann, il fratello zoppo di Raphaël… il fratello che la odia.
Ritornando su un tema caro alla letteratura di ogni tempo – l’amore che dissolve il rapporto tra una comunità e il suo capro espiatorio – Francesca Diotallevi costruisce un romanzo che sorprende per la maturità della scrittura e la solidità della trama, un’opera che annuncia un nuovo talento della narrativa italiana.



Titolo: Ross Poldark
Autore: Winston Graham
Pagine: 396
Prezzo ebook:  9,99 euro
Editore: Sonzogno

Sinossi:
Cornovaglia, 1783. Ross Poldark, figlio di un piccolo possidente morto da poco, torna a casa, esausto e provato, dopo aver combattuto per l’esercito inglese nella Rivoluzione americana. Ora è un uomo maturo, non più l’avventato ed estroverso ragazzo che aveva dovuto abbandonare l’Inghilterra per problemi con la legge. Desidera soltanto lasciarsi il passato alle spalle e riabbracciare la sua promessa sposa, la bella Elizabeth. La sera stessa del suo arrivo, però, scopre che, anche a causa di voci che lo davano per morto, la donna sta per convolare a nozze con un altro uomo. Non solo: Nampara, la casa avita, si trova in uno stato di abbandono, cui ha contribuito anche una coppia di vecchi servi, fedeli ma ubriaconi. Devastato dalla perdita del suo grande amore, Ross decide di rimettere in sesto Nampara e di concentrarsi sugli affari che il padre ha lasciato andare a rotoli, tornando a coltivare le terre e lanciandosi nell’apertura di una nuova miniera. Viene aiutato dall’affezionata cugina Verity, dai due servi e da Demelza, una rozza ma vivace ragazzina che ha salvato da un pestaggio e che, impietosito, ha preso a lavorare con sé come sguattera. Nella terra ventosa di Cornovaglia – aspra quanto la vita dei suoi minatori, percorsa dai fremiti di nuove sette religiose e affl itta da contrasti sociali – si intrecciano i destini dei membri della famiglia Poldark, primo fra tutti il forte e affascinante Ross, ma anche della gentile Verity, di Elizabeth, tormentata da segrete preoccupazioni, e di Demelza che, diventata una bellissima donna, è determinata a conquistare il cuore dell’uomo che le ha cambiato la vita.

La settimana seguente, 12 Maggio , tornano in libreria due autrici che ho amato molto per diversi motivi: Gabrielle Zevin, autrice de La misura della felicità , vede pubblicato nuovamente il proprio romanzo d'esordio Margarettown, edito da Frassinelli nell'anno della prima pubblicazione sotto il titolo Frammenti di una storia d'amore di cui vi ho parlato qualche tempo fa, che adesso si rifà il look ed il nome: sarà infatti edito da Nord L'altra metà del mondo  con una cover simile a quella del sopracitato bestseller
L'altra autrice menzionata sopra, seconda a nessuno in tema di ghostwriting e sarcasmo, è Alice Basso che ci regala un'altra avventura della mitica Vani dopo il brillante ed Imprevedibile Piano della Scrittrice senza Nome, alle prese con un giallo di quelli amati da Berganza tra i fornelli dell'alta borghesia torinese; niente da fare, Scrivere è un mestiere pericoloso.

Titolo: L'altra metà del mondo
Autrice: Gabrielle Zevin
Pagine: 228
Prezzo di copertina:  16,60 euro
Editore: Nord

Sinossi:
L'altra metà del mondo è un inno all'amore in ogni sua forma, ma soprattutto è una celebrazione dell’affascinante complessità dell'animo umano; perché ognuno di noi si porta dentro le persone che siamo stati, le persone che saremo e le persone che saremmo potuti diventare. Ognuno di noi è una città da scoprire.





Titolo: Scrivere è un mestiere pericoloso
Autrice: Alice Basso
Pagine: 348
Prezzo di copertina:  16,40 euro
Editore: Garzanti

Sinossi:
Un gesto, una parola, un'espressione del viso. A Vani bastano piccoli particolari per capire una persona, per comprenderne il modo di pensare. Una dote speciale di cui farebbe volentieri a meno. Perché Vani sta bene solo con sé stessa, tenendo gli altri alla larga. Ama solo i suoi libri, la sua musica e i suoi vestiti inesorabilmente neri. Eppure, questa innata empatia è essenziale per il suo lavoro: Vani è una ghostwriter di una famosa casa editrice. Un mestiere che la costringe a rimanere nell'ombra. Scrive libri al posto di altri autori, imitando alla perfezione il loro stile. Questa volta deve creare un ricettario dalle memorie di un'anziana cuoca. Un'impresa più ardua del solito, quasi impossibile, perché Vani non sa un accidente di cucina, non ha mai preso in mano una padella e non ha la più pallida idea di cosa significhino termini come scalogno o topinambur. C'è una sola persona che può aiutarla: il commissario Berganza, una vecchia conoscenza con la passione per la cucina. Lui sa che Vani parla solo la lingua dei libri. Quella di Simenon, di Vázquez Montalbán, di Rex Stout e dei loro protagonisti amanti del buon cibo. E, tra un riferimento letterario e l'altro, le loro strambe lezioni diventano di giorno in giorno più intriganti. Ma la mente di Vani non è del tutto libera: che le piaccia o no, Riccardo, l'affascinante autore con cui ha avuto una rocambolesca relazione, continua a ripiombarle tra i piedi. Per fortuna una rivelazione inaspettata reclama la sua attenzione: la cuoca di cui sta raccogliendo le memorie confessa un delitto. Un delitto avvenuto anni prima in una delle famiglie più in vista di Torino. Berganza abbandona i fornelli per indagare e ha bisogno di Vani. Ha bisogno del suo dono che le permette di osservare le persone e scoprirne i segreti più nascosti.
Eppure la strada che porta alla verità è lunga e tortuosa. A volte la vita assomiglia a un giallo. È piena di falsi indizi. Solo l'intuito di Vani può smascherarli.
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome è stato uno degli esordi più amati dai lettori e dalla stampa più autorevole. Lo stile unico e la forza narrativa di Alice Basso hanno conquistato tutti. Come la sua esilarante protagonista, Vani, che torna con un nuovo libro da scrivere, un nuovo caso da risolvere e un nuovo inaspettato nodo sentimentale da sciogliere.


Arriviamo alla fine del mese: il 26 Maggio  tra gli scaffali tre titoli nuovi da tenere d'occhio. Un dio in rovina che rappresenta un incognita, in quanto tra me e Kate Atkinson, finora è stato amore in Vita dopo Vita e odio in Aspettando buone notizie. Nel dubbio, l'ho segnato. Gli altri due titoli sono targati entrambi Newton Compton; si tratta di Magico, spin - off della saga di Rachel Hawkins - simpatica ma niente di che, avrebbe potuto benissimo essere raggruppata in un libro solo - di cui vi parlerò non appena terminato questo volume qui che vede protagonista Isolde alias Izzy Brannick, cugina della precedente, Sophie Mercer e L'importanza di chiamarti amore di Anna Premoli, crossover con il precedente L'amore non è mai una cosa semplice .

Titolo: Un dio in rovina
Autrice: Kate Atkinson 
Pagine: 456
Prezzo di copertina:  18,60 euro
Editore: Nord

Sinossi:
Durante la Guerra, era venuto a patti con l’idea della morte, ma poi all’improvviso la guerra era finita ed era iniziato un nuovo giorno. E un altro. E un altro ancora. Una parte di lui non si abituò mai alla consapevolezza di avere un futuro. Nato in un’agiata famiglia inglese alla vigilia della prima guerra mondiale, Teddy Todd è un ragazzo sensibile, amante della poesia, affezionato ai genitori e all’adorata sorella Ursula. Ed è proprio per proteggere loro che, allo scoppio della seconda guerra mondiale, decide di arruolarsi in aeronautica. Ma un giorno la guerra finisce, ed è come se il destino gli avesse giocato un brutto scherzo, perché contro ogni aspettativa la sua vita è ancora lì, tutta da vivere… Un dio in rovina è il racconto della lunga esistenza di Teddy – figlio, fratello, pilota di caccia, marito, padre, nonno – e, attraverso la storia di Teddy, è anche il racconto di un secolo, il Novecento, che ha visto il mondo cambiare a una velocità vorticosa. Mattone dopo mattone, Kate Atkinson costruisce un affascinante e sorprendente edificio narrativo, invitandoci con voce suadente ad esplorarne le stanze, a percorrerne i corridoi, a scoprirne anche gli angoli più nascosti. E così prende forma davanti ai nostri occhi l’intima epopea di un uomo ordinario che si trova ad affrontare eventi straordinari. E che proprio negli ultimi istanti coglierà il senso della sua unica, irripetibile vita.


Titolo: Magico
Autrice: Rachel Hawkins 
Prezzo ebook:  4,99 euro
Editore: Newton Compton

Sinossi:
La quindicenne Izzy Brannick è stata addestrata a combattere i mostri. Per secoli la sua famiglia ha dato la caccia a creature magiche. Quando però la sorella maggiore di Izzy, impegnata in una missione, scompare senza lasciare traccia, la mamma decide che è il momento di prendersi una pausa. Izzy e sua madre si trasferiscono perciò in un’altra città, decise a iniziare una nuova vita, ma lasciarsi il passato alle spalle si rivela più arduo del previsto. Alcuni fantasmi, infatti, infestano il liceo locale, e Izzy è determinata a indagare. Inoltre per lei assumere le sembianze di un’adolescente comune è un’impresa tutt’altro che semplice. Per una ragazza che è sempre stata per conto suo, è strano ritrovarsi improvvisamente a dover stringere amicizie e magari innamorarsi... E, soprattutto, fino a che punto è bene fidarsi dei suoi nuovi amici?

Titolo: L'importanza di chiamarti amore
Autrice: Anna Premoli 
Prezzo ebook:  4,99 euro
Editore: Newton Compton

Sinossi:
Giada sa bene di essere una ragazza dal carattere piuttosto difficile, quindi non si stupisce affatto di trovarsi in una fase della propria vita nella quale non va d'accordo quasi con nessuno: con il suo ragazzo storico la situazione è appesa a un filo e del rapporto con i suoi genitori… meglio non parlare. Ma Giada ha un obiettivo ben preciso: laurearsi con il massimo dei voti e il prima possibile. Il resto dei problemi può passare in secondo piano. Così credeva, almeno finché lo stage presso una prestigiosa società di consulenza di Milano non la mette di fronte a quello che per lei è sempre stato il prototipo dei ragazzi da evitare come la peste: Ariberto Castelli, fiero rappresentante del partito delle camicie su misura e dei pullover firmati. E tra loro c’è un precedente molto imbarazzante che potrebbe crearle qualche complicazione che non aveva assolutamente messo in conto...

*
Per questo mese è prevista l'uscita di un nuovo romanzo di Alessia Gazzola, non facente parte della serie di Alice Allevi, ma al momento non si hanno altre notizie se non che sarà pubblicato da Feltrinelli. 
Sono inoltre previste nuove pubblicazione del catalogo Jo March, editrice indipendente che riscopre classici e non, ma nemmeno in questo caso si hanno notizie. In caso contrario, segnalerò tempestivamente sui social, preferibilmente sulla pagina Facebook del blog.

A presto e buone letture inquiete!

Cecilia

lunedì 11 aprile 2016

La Lettrice Inquieta è un po' stanca e ha bisogno di una pausa... ma è un arrivederci, non un addio

Cari amici e amiche, lettori e lettrici, buonasera!
Come state? Come vanno le vostre letture? Mi auguro vada tutto per il meglio.
Sulla grafica non mi pronuncio, sapete che la cambio spesso - inquieti non sta lì per caso, è una caratteristica mia da sempre, prima che vostra - però nel caso in cui aveste qualche problema al riguardo - sta lì come modalità d'espressione e rappresentazione di chi lo gestisce cioè me ma non deve in alcun modo creare fastidio a chi il blog lo segue - potete scrivere nei commenti o sui social appositi.
Comunque, al di là di tutto ciò, sono qui per comunicarvi che il blog si prende una pausa o, meglio, io mi prendo una pausa da lui. Ci penso da un po', a dire la verità, tuttavia non avevo ancora messo in pratica il proposito perché c'era sempre un nuovo motivo ad impedirmi di farlo. 
Sono stati due anni intensi ed immensi, incredibili su tutti i punti di vista per me come padrona di casa in questa Sala virtuale e mi auguro per voi come ospiti e sono sicura che, in un futuro più o meno lontano, questo piccolo angolino tornerà a splendere come prima, più di prima, come adesso non riesce, per tanti motivi, a fare. 
Lo slancio iniziale, il pizzico d'incoscienza  è scemato e la blogger ha bisogno di tornare ad essere lettrice e nient'altro, di scrollarsi la stanchezza di dosso e ricaricare la batterie, per un po'. E' un arrivederci, non un addio ma, per il momento, va così.
Con tutto l'affetto che ha, vi abbraccia 
La vostra Lettrice Inquieta


Cecilia

venerdì 8 aprile 2016

Recensione: "Un matrimonio inglese" di Frances Hodgson Burnett

Titolo: Un matrimonio inglese
Autrice: Frances Hodgson Burnett
Pagine: 507
Prezzo di copertina: 20 euro
Prezzo ebook: 8,99 euro
Editore: Astoria

Sinossi:
Primi anni del Novecento. Uno degli scambi più frequenti tra le due sponde dell'Atlantico è quello tra titoli nobiliari e grandi patrimoni. Sir Nigel Anstruthers, un nobiluomo inglese ridotto in miseria, si reca a New York in cerca di ricchezza e incontra Rosalie Vanderpoel, diciannovenne ingenua, figlia di uno dei più grandi miliardari americani. Abile nel convincere tutti che si tratta di un mattimonio d'amore, sir Nigel si rivela ben presto un uomo spregevole. Ma la coppia a quel punto è tornata in Inghilterra, Rosalie è obbligata a interrompere i rapporti con la famiglia e di fatto scompare. Passano dieci anni. Bettina Vanderpoel, una bambina ai tempi del matrimonio della sorella e l'unica ad aver nutrito un'immediata antipatia per il cognato, è cresciuta trasformandosi in una giovane donna mdimenticabile, che coniuga garbo e determinazione, rispetto delle regole sociali ma anche capacità di sowertirie qualora si rivelino ingiuste. Decide di partire per l'Inghilterra per scoprire cosa ne è stato di Rosalie, iniziando in tal modo un viaggio che si rivelerà pieno di drammi e avventure e che le porterà una nuova conoscenza di sé.



Qualche settimana dopo aver letto e parlato de L'imprevedibile destino di Emily Fox Seton, torno sulla Burnett per adulti emersa da Un matrimonio inglese. Se nel primo titolo, tra melodramma e romanzo di formazione, l'autrice si prefiggeva di scoprire gli scheletri negli armadi del ton inglese riuscendovi in maniera mediocre, qui l'obiettivo è ancora più arduo perché la tematica di fondo è rappresentata dalle differenze culturali tra Vecchio Continente e Nuovo Mondo, nelle potenze che meglio potevano evidenziarli quali appunto Regno Unito e Stati Uniti. Il tema dei matrimoni misti è uno di quegli argomenti attuali ritenuti, a torto, secondari; la Burnett, tuttavia, data la vita da outsider in entrambi i Paesi o magari a causa di un'unione fallita alle spalle, riesce straordinariamente bene nel mettere a fuoco la situazione. Rimane comunque una stereotipizzazione dei personaggi che però non risulta marcata come in precedenza; l'intreccio semplice ne è forse la causa e, pur divenendo in alcuni passaggi prolisso, la vicenda assume toni rassicuranti senza scadere nel moralismo o nella banalità anzi, brillando come un gioiellino a lungo nascosto, non ancora conosciuto adeguatamente. Frances Hodgson Burnett rivela dunque grande esperienza, in vari settori, e la impiega alla finalità, raggiunta senz'altro, di creare una storia piacevole, utile ed interessante per i contenuti, provvista di un qualche lirismo nonostante il quale l'insieme non viene danneggiato, guadagnando invece in modernità e senso pratico, qualità degne di una yankee.

lunedì 4 aprile 2016

Recensione: "Una storia quasi solo d'amore" di Paolo Di Paolo

Titolo: Una storia quasi solo d'amore
Autore: Paolo Di Paolo
Pagine:171
Prezzo di copertina: 15 euro
Prezzo ebook: 9,99 euro
Editore: Feltrinelli

Sinossi:
Si incontrano una sera di ottobre, davanti a un teatro. Lui, rientrato da Londra, insegna recitazione a un gruppo di anziani. Lei lavora in un’agenzia di viaggi. Dal fascino indecifrabile di Teresa, Nino è confuso e turbato. Starle accanto lo costringe a pensare, a farsi e a fare domande, che via via acquisiscono altezza e spessore. Al di là dell’attrazione fisica, coglie in lei un enorme mistero, portato con semplicità e scioltezza. L’uno guarda l’altra come in uno specchio, che di entrambi riflette e scompone le scelte, le ambizioni, le inquietudini. Tanto Nino è figlio del suo tempo (molte passioni spente, nessuna tensione ideologica), tanto Teresa, con il suo segreto, sembra andare oltre. Ostaggi di un mondo invecchiato, si lanciano insieme verso un sentimento nuovo, come si trattasse di un patto, di una scommessa. Accade sotto lo sguardo lungo e partecipe di Grazia, zia di Teresa e insegnante di teatro di Nino, attor giovane allo sbando. Proprio mentre crescono l’attesa e il desiderio, Grazia esce di scena, creando una sorta di “dopo” che rilegge l’intera vicenda di Nino e Teresa, il loro cercarsi là dove sono più profondamente diversi.



Parlare di libri vis-à-vis con qualcuno che se ne intende perché di belle opere parla e, soprattutto, ne scrive, è un piacere che capita di rado nella mia vita. Quando accade che un interlocutore che mi conosce un po' e, soprattutto, sa quali sono i miei gusti letterari, mi dia dei consigli veri, non appartenenti alla categorie delle frivole chiacchiere da salotto, io mi sento in dovere di seguirli, anche soltanto per avere materiale per la prossima conversazione. 
Questa la dinamica che mi ha condotta alla nuova pubblicazione di Paolo Di Paolo, autore tenuto d'occhio da un pezzo ma le cui opere, sfortunatamente, non avevano ancora trovato posto tra le priorità di lettura; ci sono voluti un friendly reminder, Grazia, Nino e Teresa per far sì che ciò avvenisse.
Uno stile ricercato, fatto di parole messe in fila una davanti all'altra, apparentemente scritte di getto frutto d'ispirazione momentanea eppure generatrici di paragrafi dotati di una certa incredibile assonanza e scorrevolezza da far sospettare un certosino labor limae; è bene e male allo stesso tempo, questa armonia quasi perfetta che fa scattare un sottile contrasto con un'inquietudine di fondo maggiormente amplificata dallo scorrere delle pagine. Gli avverbi nel titolo - quasi, solo - rappresentano la salvezza dell'uomo in copertina: solo qualche bracciata, ce l'ha quasi fatta ad uscire dal mare magnum da cui rischia d'esser travolto.
C'è il teatro: Grazia, insegnante di recitazione e voce narrante della vicenda, passa il testimone a Nino sia per motivi personali, sia per metterlo alla prova. Il segreto, afferma, nel pieno di un flusso di coscienza caratteristica di quasi tutto il romanzo, è l'improvvisazione; l'improvvisazione è vero motore dell'ispirazione, della bellezza, del successo con il pubblico con cui, in ogni attimo, ci troviamo a fare i conti ché sì, rassegnamoci, daremo sempre spettacolo per qualcuno.
Vivere senza ambizione, peculiarità degli anziani allievi di Nino, potrebbe essere una soluzione, come Teresa - più piccola di Grazia, più grande di Nino, almeno anagraficamente - troppo giovane per sentirsi vecchia se non fosse che la vita non  aspetta il sopraggiungere dei capelli bianchi per sferrare certi colpi.
Ci sono politica e religione a far da temi caldi, all'indomani della crisi del governo Monti e delle dimissioni papali, ci sono fede ed ateismo in due ragazzi probabilmente agli antipodi, c'è speranza in un uomo che attende infreddolito in una Panda una risposta che potrebbe non arrivare.
C'è un romanzo intimista in cui, per una volta, i protagonisti sembrano interpretare ruoli secondari per lasciar spazio al mondo che, con le proprie contraddizioni, reclama attenzione nella sua interezza e interamente vuole essere esplorato, al di là dei planisferi di carta alle pareti e degli orologi settati su fuso orari differenti secondo i dettami di Greenwich.
Ogni lettore, quando legge, legge sé stesso, scriveva Proust: avviene ogni volta, con maggiore o minore intensità; a far da unità di misura è chi legge, dunque il tasso di gradimento, l'immedesimazione nel travaglio interiore dei personaggi e, talvolta, magari, di chi scrive, dipende da ciascuno. E' una dichiarazione quasi solo d'amore il neonato in casa Di Paolo: sta a ciascuno accettarlo o meno così com'è, una storia quasi solo d'amore, narrazione di tutto e di niente, della vita- matassa di cui spetta ad ognuno trovare, se può e vuole, il bandolo - senso.