lunedì 3 aprile 2017

"Un incantevole Aprile" di Elizabeth von Arnim

Titolo: Un incantevole Aprile
Autrice: Elizabeth von Arnim
Pagine: 288
Prezzo di copertina: 15 euro
Prezzo ebook: 5,99 euro
Editore: Fazi

Sinossi:
In un club della Londra anni Venti due signore inglesi scoprono di essere accomunate da una vita amorosa insoddisfacente, molto diversa da quella che avevano sognato il giorno del matrimonio. Mrs Wilkins, timida e repressa, è sposata con un avvocato ambizioso che «lodava la parsimonia tranne quando si trattava del cibo che finiva nel suo piatto»; Mrs Arbuthnot, estremamente religiosa, è sposata a uno scrittore di biografie sulle amanti dei re: per una donna come lei, una cosa davvero sconveniente. Insieme decidono di rispondere a un annuncio per l’affitto di un castello a San Salvatore, piccola cittadina della Liguria, per tutto il mese di aprile. A loro si uniscono Mrs Fisher, un’anziana signora che incarna appieno la morale vittoriana nel portamento, nelle amicizie e nella rigida etichetta che esige sia rispettata, e Lady Caroline, giovane ereditiera di una bellezza sopraffina in cerca di requie dalla vita mondana e dagli innumerevoli spasimanti. Le quattro donne, che si conoscono a malapena, si lasciano così alle spalle la grigia e piovosa Inghilterra per godersi un mese di vacanza in Italia. Immergendosi nel calore della primavera italiana e nella bellezza placida del luogo, avvolte nei profumi dei glicini e dei narcisi che aiutano a mettersi a nudo, le signore imparano ad apprezzarsi, mentre ognuna, a turno, sboccia e ringiovanisce, riscoprendo l’amore e l’amicizia, ritrovando la speranza. Un delizioso e irriverente romanzo al femminile che, uscito per la prima volta nel 1922, fu subito un bestseller.
Da Un incantevole aprile, uno dei romanzi di maggior successo dell’autrice, sono stati tratti due film.



Elizabeth von Arnim, pseudonimo di Mary Annette Beauchamp, apparteneva alla categoria dei nomi della letteratura conosciuti unicamente per sentito dire; nessuna opera, nessun dato biografico della sua favolosa vita, probabile ispiratrice primaria della sua produzione letteraria. E' il caso di Un incantevole Aprile, di indiscusso successo sin dalla pubblicazione, che trae linfa da un episodio realmente accaduto, una vacanza italiana sulla Riviera ligure che aveva permesso alla von Arnim  di visitare il castello Brown di Portofino, trasfigurato poi, letterariamente, in San Salvatore, location principale della vicenda.
Protagoniste quattro donne: la visionaria Mrs Wilkins, moglie frustrata di un avvocato di provincia, la devotissima Mrs Arbuthnot, in crisi coniugale per via della, a suo dire, scellerata professione svolta dal marito, di biografo di amanti reali famose.  Sono presenti poi Lady Caroline Dester, cinica ereditiera sulla via dell'eccentrica zitellagine e un'anziana vedova, Mrs Fisher, amica d'infanzia di molti letterati dell'epoca, resa arcigna da una sgradevole esperienza coniugale. Quattro tipi caratteriali femminili con nulla in comune se non l'essere coinquiline per un mese, per via di un annuncio sul giornale, in un castello sito in Italia durante quello che, secondo Mrs Wilkins, sarà un incantevole Aprile.
La caratterizzazione dei personaggi, lo ammetto, ha un peso non indifferente nell'apprezzamento verso un certo tipo di romanzo; dalla von Arnim mi aspettavo qualcosa in più rispetto alla sorta di pantomima, molto vicina ad un commedia degli equivoci senza esserlo, però, davvero, messa in scena. Ognuna delle protagoniste ha presentato, con il volgere delle pagine, un carattere estremo, a tratti irreale, che mi ha impedito la comprensione, l'immedesimazione, annoiandomi perfino per più di una volta; in questo senso, nemmeno il tono vivace impresso ai dialoghi ha alleggerito l'atmosfera, già caotica per l'affollamento causato dalla presenza di troppi personaggi sulla scena.
Una mezza delusione per l'incanto mancato, nonostante l'apprezzamento per le lodi sperticate riservate alla cultura e al paesaggio italiano, a cui non mancheranno tuttavia i tentativi di riparazione con altri scritti nati dalla penna della cugina di Katherine Mansfield, tanto più che il 2017 appare come non mai l'anno delle secondo possibilità letterarie.
Ma erano in Italia, non poteva succedere niente di brutto.

6 commenti:

  1. Io lo possiedo nella vecchia edizione bollati boringhieri e lo ricordo con tanto, tanto piacere. Uno di quei libri coccola per quanto sono triste. Mi spiace non ti sia piaciuto, ma sono felice che fazi lo abbia riproposto.
    bacio da lea

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    1. Magari recupero le trasposizioni, a quanto pare ne hanno fatte ben due. Baci :)

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  2. di questa autrice ho letto solo Una donna indipendente che purtroppo non mi ha entusiasmata e sono un po' diffidente nell'approcciarmi ad un altro suo lavoro. tanto più che nella tua recensione mi ritrovo molto con il mio precedente pensiero sull'altro libro.
    buone prossime letture.

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  3. Riletto recentemente, questo romanzo non è riuscito ad incantarmi. Molti anni fa, alla prima lettura, l'avevo trovato frizzante, i miei gusti sono evidentemente cambiati perché la rilettura recente non mi ha entusiasmato.

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    1. A me è sembrato che ci fosse tutto ma in quantità esagerata: il troppo, stroppia.

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