giovedì 30 gennaio 2014

Recensione: "Il Conte di Montecristo" di Alexandre Dumas (padre)

Titolo: Il Conte di Montecristo
Autore: Alexandre Dumas (padre)
Pagine: 961
Collana: I Classici del romanzo storico
Editore: Fabbri

Trama:
Nel febbraio del 1815, a Marsiglia, il marinaio Edmond Dantès viene falsamente accusato di bonapartismo e arrestato nel giorno delle nozze, alle soglie di una brillante carriera navale. Durante la prigionia nel castello d'If, uno scoglio in mezzo al mare, affina un odio feroce per gli autori della sua rovina e, quando l'amicizia con un altro prigioniero gli procura l'evasione nonché un favoloso tesoro, ne farà lo strumento di una vendetta grandiosa e spietata. Le mille identità che il conte assume per preparare la trappola ai suoi nemici, i suoi viaggi, gli avvelenamenti, gli intrighi, le scomparse, i ritorni: questo grande fiume creato dalla penna infaticabile di Dumas sa far voltare pagina come pochi altri.


5 Stelle
Ci sono, a volte nella vita, casi fortuiti o circostanze impreviste che lasciano accadere la cosa giusta al momento giusto; è stata proprio una di queste circostanze provvidenziali che mi ha portato a leggere Il Conte di Montecristo , rivelatosi essere il libro giusto al momento giusto.
Nonostante la mole (sono infatti quasi 1000 pagine), Dumas è uno di quei fortunati scrittori che hanno il dono di saper affascinare il lettore facendogli/le perdere la misura del tempo e ti ritrovi ad aver terminato la lettura volendone ancora.
Sebbene di tanto in tanto abbia trovato eccessive le parti descrittive, uno dei punti di forza del romanzo sta certamente nell'eccelsa caratterizzazione dei personaggi, soprattutto a livello psicologico.
Un mirabile esempio è Noirtier il quale, anche se paralizzato, denota un intelligenza fuori dal comune così come l'abate Faria, genio incompreso ma non per questo meno grande poiché occorrono le sventure per scavare certe miniere misteriose nascoste nell'intelligenza umana.
La vendetta, punto focale del romanzo, sembra essere usata come un trabocchetto per spingere il lettore a riflessioni varie riguardo il sottile confine che definisce l'uomo in quanto tale e lo frena dagli eccessi dai quali verrebbe snaturato.
Inoltre molteplici sono i riferimenti alla cultura classica, a quella orientale e alla religione, i quali non denotano soltanto una fede matura e profonda ma anche una vasta conoscenza degli usi e dei costumi di gran parte del mondo.
Spesso molti autori contemporanei che vendono molte copie vengono osannati come nuovi astri della letteratura mondiale ma attenzione, c'è differenza tra un best seller ed un capolavoro: un best seller è un fuoco fatuo, destinato a spegnersi rapidissimamente mentre un capolavoro è quell'opera resa tale dalla lungimiranza dell'autore il quale, riuscendo a guardare oltre, ha scritto qualcosa di universale, riguardante tutti.
L'esperienza e la conoscenza insieme fanno un capolavoro perché unite sono la vita, e il Conte è senza dubbio uno di quegli scorci di vita che sentiamo nostra; proprio per questo forse quando finiscono la carta e l'inchiostro sentiamo che la storia non finisce lì, ma continua ancora dentro di noi, la proseguiamo insieme.

Consigliato: sì
Tempo di lettura: un mese

 Alexandre Dumas (1802-1870), scrittore e drammaturgo francese, è autore di numerosi romanzi di argomento storico che ebbero molto successo e che pubblicati a puntate sui giornali dell'epoca contribuirono alla grande diffusione del romanzo d'appendice. Tra le sue opere sono da ricordare Il conte di MontecristoI tre moschettieri e la sua continuazioneVent'anni dopoLa regina MargotRobn Hood.

4 commenti:

  1. Che libro meraviglioso! Io l'ho letto, anzi divorato, questa estate e ne sono rimasta completamente rapita!
    Ho aspettato anni e anni prima di leggerlo temendo che fosse un mattone e invece è stata una bellissima sorpresa! :)

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  2. eh grande dumas ;) pensa che ho la stessa edizione con la copertina rossa.
    anch'io gli ho dato 5 stelline; veramente 1 capolavoro

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