lunedì 30 marzo 2015

Recensione: "Te lo dico sottovoce" di Lucrezia Scali

Titolo: Te lo dico sottovoce
Autrice: Lucrezia Scali
Pagine: 371
Prezzo di copertina: 0.99 euro
Editore: Autopubblicato

Sinossi:
Mia ha trent'anni, un pessimo trascorso con gli uomini e una madre che le organizza appuntamenti al buio. Ogni notte sogna il suo principe azzurro, ma al mattino si sveglia accanto a un meticcio con le orecchie cadenti e il pelo ispido. Durante il giorno, invece, gestisce una delle cliniche veterinarie più conosciute di Torino e coordina l'attività di pet therapy presso l'ospedale locale. 
Tuttavia nella vita di Mia sembra non esserci più spazio per l'amore. O, almeno, così pensava prima di conoscere Alberto, un affascinante medico, e Diego, un poliziotto che si è appena trasferito dalla Puglia. La freccia di Cupido riuscirà a colpire la persona giusta per guarire il cuore di Mia?



Quando conosci una persona solo tramite quello che scrive ti sembra facile formarti un'idea di lei. Lo fai appunto in base a quello che scrive e non hai nessuna remora nel tracciare lettere sulla pagina sia perché pensi di essere nel giusto sia perché, chi se ne frega, probabilmente non vi conoscerete mai. Invece, se ti capita di tenere tra le mani il manoscritto vergato da qualcuno che conosci o,in questo caso, ciò che lo contiene, mille dubbi cominciano ad assalirti; oscilli tra la paura di non essere obiettiva e l'opposto, di esserlo troppo, di esagerare. Che fare allora? Soluzione più comoda è quella di lasciar perdere, nel bene e nel male forse è meglio così. Ma a me le soluzioni troppo comode non sono mai piaciute. Quando ho saputo che Lucrezia, amica blogger conosciuta tramite i social, avrebbe pubblicato il suo primo romanzo mi sono detta contenta di dare un'occhiata, fidandomi dello stile chiaro e conciso delle sue recensioni.
Riallacciandomi al discorso, quello di Lucrezia, obiettivamente, può essere considerato un buon esordio. Sebbene mi avesse inizialmente dato l'impressione di esserlo, classificarlo come un chick-lit sarebbe sbagliato, riduttivo. E' vero, il filone principale incentrato sulla caotica vita sentimentale della protagonista, quasi alla Gazzola, potrebbe farlo apparire tale eppure è comprensibile, andando avanti nella lettura, quanto questa classificazione sarebbe superficiale perché Mia, oltre ad essere una donna con una vicenda dolorosa alle spalle, circostanza che potrebbe sembrare ripetitiva, è un medico. Prendersi cura di altri forse le riesce meglio di quanto non sappia fare con sé stessa. Mia è un veterinario, si occupa di animali, se ne preoccupa, li salva, tutto per passione. A farle compagnia c'è Bubu, un tenero cagnolone compagno di vita. La storia di Mia assume risvolti sociali viene attivato un percorso di pet therapy per aiutare alcuni bambini in ospedale regalando alcuni spunti interessanti che travalicano la parte sentimentale, a dimostrazione dell'esistenza della non autoreferenzialità delle storie d'amore che spesso invadono tutto il campo lasciando ai margini il resto. Te lo dico sottovoce afferma chiaramente, paradossalmente rispetto al titolo, il primato della qualità sulla quantità ed il marchio di fabbrica, spingendo chi legge a rammentare le parole di Aristotele secondo cui l'uomo è un animale sociale, da intendersi in senso lato oppure no dato il contesto a discrezione del lettore. Basta però ricordarsene.



Consigliato:
Tempo di lettura: 2 Giorni

Lucrezia Scali nasce a Moncalieri nel 1986, e qualche anno più tardi si trasferisce nella caotica Torino accompagnata da un altro essere umano, un gatto e un cane. Il suo amore per gli animali l'ha guidata fino alla facoltà di Medicina Veterinaria di Grugliasco, che tuttavia non l'ha ancora lasciata andare. Legge tanto e qualsiasi cosa susciti la sua curiosità, e nel 2012 ha deciso di condividere questa passione con internauti altrettanto appassionati. Gestire Il libro che pulsa, il suo blog letterario, ha cambiato il suo approccio alla scrittura, e dopo molti diari segreti e storie incomplete è riuscita a terminare il suo primo romanzo. Il suo racconto Domani è un altro giorno è comparso nell'antologia La prima volta edita da Triskell Edizioni. Te lo dico sottovoce è il suo romanzo d'esordio. 

2 commenti:

  1. Ciao Cecilia! Si, anche a me ha ricordato molto lo stile di Alessia Gazzola, è una delle prime cose che ho pensato! Mi è piaciuto, un romanzo completo, con tanti argomenti, scritti da una giovane donne che ha un sacco di cose da dire! Ovviamente alcune parti sono migliorabili, ma cavoli, parliamo di un esordio pubblicato come self. Tanto di cappello!! Baci

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    1. Cara Salvia, mi trovi d'accordo. Un abbraccio e tante buone letture! :)

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