martedì 8 dicembre 2015

Recensione: "La tentazione di essere felici" di Lorenzo Marone

Titolo: La tentazione di essere felici
Autore: Lorenzo Marone
Pagine: 265
Prezzo di copertina: 14,90 euro
Prezzo ebook: 3,99 euro
Editore: Longanesi

Sinossi:
Cesare Annunziata potrebbe essere definito senza troppi giri di parole un vecchio e cinico rompiscatole. Settantasette anni, vedovo da cinque e con due figli, Cesare è un uomo che ha deciso di fregarsene degli altri e dei molti sogni cui ha chiuso la porta in faccia. Con la vita intrattiene pochi bilanci, perlopiù improntati a una feroce ironia, forse per il timore che non tornino. Una vita che potrebbe scorrere così per la sua china, fino al suo prevedibile e universale esito, tra un bicchiere di vino con Marino, il vecchietto nevrotico del secondo piano, le poche chiacchiere scambiate malvolentieri con Eleonora, la gattara del condominio, e i guizzi di passione carnale con Rossana, la matura infermiera che arrotonda le entrate con attenzioni a pagamento per i vedovi del quartiere. Ma un giorno, nel condominio, arriva la giovane ed enigmatica Emma, sposata a un losco individuo che così poco le somiglia. Cesare capisce subito che in quella coppia c'è qualcosa che non va, e non vorrebbe certo impicciarsi, se non fosse per la muta richiesta d'aiuto negli occhi tristi di Emma... I segreti che Cesare scoprirà sulla sua vicina di casa, ma soprattutto su se stesso, sono la scintillante materia di questo romanzo, capace di disegnare un personaggio in cui convivono, con felice paradosso, il più feroce cinismo e la più profonda umanità.



A volte non bisogna accanirsi contro il destino: una presentazione persa, difficile reperibilità, Libraccio che cancellava l'ordine m'avevano fatto passare la tentazione di essere felice. E fatto perdere le parole, ché io, troppo impegnata a scovare il novello Scrooge - tanto per rimanere in tema Natalizio - un romanzo così proprio non me lo aspettavo.
La misantropia fuorviante, ecco la nota stonata, mi faceva sospettare d'aver sbagliato romanzo mentre sulle note dei Coldplay in una settimana densa di viaggi ed incontri inaspettati, andavo a conoscere il signor Cesare Annunziata. Lui non mi aspettava più, impegnato com'era a scolarsi vino da quattro soldi in compagnia di un gatto ruffiano, a fingersi arruolato nelle Forze Armate per scroccare corse allo sprovveduto tassista di turno, a coprire gli specchi per non vedere la pancetta da vecchio rassegnato alla compagnia di una piacente signora di mezz'età accompagnatrice a pagamento a sgradevoli cene di famiglia  pensate per sbattere in faccia verità altrettanto sgradevoli di cui già si è a conoscenza ma di cui si preferisce ignorare l'esistenza nascondendole sotto le ipocrisie borghesi di chi ha tutto da perdere e nulla da guadagnare. 
Pensava sarei passata più tardi, Cesare, magari con l'edizione economica di prossima uscita, tuttavia, comunque fosse, non aveva intenzione di indorare la pillola: un canuto borbottone non rinuncia di certo alla propria inossidabile routine né ai diritti che gli sembra d'aver giustamente arrogato con l'anzianità, in primis la schiettezza, pur di apparire carino e coccoloso ad una sconosciuta. Così,già che ci sono, senza tanti giri di parole vuota il sacco e racconta tutto, scarica un fardello di rimpianti fatto di occasioni mancate, domande non poste, intenzioni mai realizzate. Del resto Wilde lo diceva, la felicità di un uomo dipende dalle donne che non ha sposato; ebbene Cesare non fa eccezione motivo per cui, forse, la vita sembra offrirgli una nuova possibilità nella persona di una giovane e gentile vicina di casa di nome Emma, appellativo evocativo del fulcro di ciò che avrebbe potuto essere e non è stato; quando il destino decide purtroppo, non si può più fingere di dettare ancora le regole.
Sotto il cielo partenopeo dunque, Lorenzo Marone ha dato vita ad un personaggio inusuale per la narrativa ma comunissimo nella vita reale, riuscendo pure a far emergere, qua e là, sprazzi di quella Napoli terra del Sole ammantata di una bellezza fiera eppure malinconica e decadente che ho imparato ad amare recentemente tramite molti che ne hanno scritto. Un fatalismo strisciante insieme ad un finale aperto sul più bello hanno fatto da sfondo ad un commiato senza rimpianti, fino al momento in cui sarà tutto sullo schermo e torneremo a chiederci dove abbiamo sbagliato tutti.


Risultati immagini per lorenzo maroneLorenzo Marone è nato a Napoli nel 1974. Dopo la laurea in giurisprudenza e qualche anno da avvocato ha deciso di dedicarsi alla scrittura.

10 commenti:

  1. Anche se tanto, tanto retorico, soprattutto nel finale, l'ho apprezzato. Però spero che la retorica sia un tratto di Cesare e non di Lorenzo. Mi sono lasciato il beneficio del dubbio: un anziano può permettersela, in rari casi.

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    1. Staremo a vedere, a quanto pare il prossimo protagonista sarà giovane e aitante. Sarà nato vecchio?

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  2. Io l'ho apprezzato tantissimo questo romanzo, Cesare resterà ľunico nonno cinico che mai amerò. Lorenzo Marone ho avuto il piacere di coniscerlo, è una persona posata, umile, intelligente e molto disponibile. Un ottimo libro e un autore che ammiro per il suo coraggio di aver cambiato in corsa il suo destino.

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    1. Cesare mi ha ricordato un po' il mio, di nonno, anche lui a lamentarsi sempre ma in fondo dolcissimo. Perché Cesare non è un misantropo, ci tengo a sottolinearlo.
      Io ho mancato una presentazione di Marone, mi auguro di rifarmi al prossimo :)

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  3. ho amato tutto di questo romanzo, Cesare con i suoi modi di fare così graffianti e sgarbati ma che sotto sotto è un buono, l'ambientazione i dialoghi. Confermo quanto scritto da cuore Zingaro, l'autore è una persona molto gentile e posata, risponde sempre a tutti e non si sottrae alle domande dei lettori. in un panorama così pieno di autori "snob" è una ventata d'aria fresca.

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  4. Ciao! Io ho proprio adorato questo romanzo, mi ha catturato il caratteraccio del protagonista e poi il lato dolcissimo dell'autore. Non vedo l'ora di leggere un nuovo libro scritto da Marone. Mi dispiace che non ti abbia fatto "innamorare", ma d'altronde abbiamo età diverse con gusti magari un po' differenti :-) un abbraccio Cecilia

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    1. Ciao Salvia!Cesare non è cattivo, solo me l'ero immaginato un po' diverso e la nota fatalista finale mi ha fatto storcere un po' il naso. Attendo anch'io il nuovo romanzo di Marone, magari un protagonista più giovane saprà risultarmi più simpatico. Un abbraccio a te :)

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  5. In assoluto, il miglior libro del mio 2015. Ancora adesso, a distanza di quasi un anno, lo riprendo in mano anche solo per leggerne poche righe. Cesare è un personaggio che ho amato incondizionatamente, uno di quelli che porterò per sempre nel mio cuore. Lorenzo è un uomo di grande umiltà e timidezza. Ma, come dico sempre, ci sono libri che non tutti possono capire!

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    1. A quanto pare questa volta, e non è neppure la prima, mi trovo nella parte di pecora se non nera, almeno grigia. Dalla mia, rivendico solo la soggettività di sensibilità e gusti.

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