Downton Abbey: la fine di un'epoca
Questo post vuole essere un omaggio, niente di più, perché uno dei molteplici campi in cui sento di dover confessare la mia quasi totale ignoranza in materia tecnica è quello televisivo/cinematografico, dunque non me ne vogliate troppo e leggetelo senza pretese, come fareste con una fanfiction o roba simile.
Detto ciò, mi sembra doveroso specificare il soggetto del post: Downton Abbey, da un'idea di Julian Fellowes (e non di Stefano Accorsi), sceneggiatore anche di pellicole quali The Young Victoria e Gosford Park.
Sembra siano usciti anche i sottotitoli dell'ultimo episodio di sempre, trasmesso questo Natale, quindi non avete più scuse: andate a recuperarlo o non fermatevi qui perché potrebbero esserci SPOILER . Se invece siete interessati a scoprire perché la serie TV britannica più celebre degli ultimi anni ha spesso una menzione in ciò che scrivo, potete andare avanti, incuranti degli spoiler ché se aveste voluto iniziarla non avreste letto fin qui.
Downton Abbey è una serie televisiva anglo-americana in costume, coprodotta da Carnival Films e Masterpiece per il network britannico ITV e per la PBS, televisione non-profit statunitense. La serie, ideata e principalmente scritta dall'attore e scrittore Julian Fellowes, è ambientata durante la fine dell'età edoardiana, dopo la morte di Edoardo VII, nella tenuta fittizia di Downton Abbey nello Yorkshire. (fonte Wikipedia)
Aggiugo che è andata in onda dal settembre 2010 al dicembre 2015 con all'attivo 52 episodi costituenti sei stagioni di 9 episodi ciascuna ad eccezione della prima, di 7.
Narra le vicende quotidiane della famiglia nobiliare dei Crawley e la rispettiva servitù dal 14 Aprile 1912, giorno del naufragio del Titanic da cui tutto prende inizio, fino al 1° Gennaio 1926 per un totale di 14 anni. Tra gli interpreti Hugh Bonneville, Maggie Smith, Elizabeth McGovern, Brendan Coyle.
Dopo la versione ufficiale, prima della mia, un'avvertenza:
Qualora non fosse stato abbastanza chiaro. Comunque.
Estate 2011, afa a palate di quella che ti fa passar la voglia di fare qualsiasi cosa. Annoiata, scorrevo pigramente la home di Facebook finché non mi imbatto in un interessante post di una pagina che seguo riguardante la nuova serie tv inglese campione di ascolti, già pluripremiata nonostante una sola stagione sia stata trasmessa e riconfermata.
La novità attira e fu così che, come Alice nella tana del Bianconiglio, entrai nel fantastico mondo dei telefilm addicted, segnando l'iniziazione con una maratona di una stagione in due giorni.
Downton Abbey è stata la mia prima serie TV, a parte gli sceneggiati Rai, e per questo le ho sempre dato fiducia. E'stata un grande avventura che mi ha permesso non solo di ampliare la mia cultura ma anche di stringere amicizie salde e durature; di tutto ciò, rendo grazie. Epoca, costumi, location, recitazione e sferzante umorismo british nel personaggio della Dowager Countess (Contessa Vedova) di Grantham, Lady Violet Crawley, per tutti Granny Violet, mi hanno conquistata. Dopo una prima stagione folgorante per novità, impostazione e brevità, ho continuato a seguire la famiglia Crawley ed il suo entourage in una seconda serie al tempo della Prima Guerra Mondiale, periodo che non amo particolarmente eppure ho avuto modo di apprezzare nei toni nostalgici della Belle Epoque e delle canzoni di guerra che hanno reso più umani perfino i piani alti. La terza stagione attesissima per il matrimonio dell'anno delle serie TV, che nemmeno quello reale fra William e Kate, ha segnato una svolta negativa per il telefilm il quale, perdendo due dei personaggi chiave più amati dal pubblico in maniera banale e mal gestita, è scaduto un poco, perdendo lo slancio ed il fulgore che l'avevano precedente caratterizzata e guastando il Natale dii molte persone, peraltro. Per quanto mi riguarda, ho avuto la consolazione di indovinare il nome del primo Royal Baby ma vabbé, quella è un'altra storia.
Come previsto, dopo un'episodio iniziale che faceva temere una scopiazzatura dai toni cupi della prima stagione, il resto della quarta si è perso con l'introduzione di personaggi inutile e storyline banali, quasi da soap opera sudamericana, con i preferiti sempre più preferiti ed i mainagioia sempre più mainagioia - ogni riferimento alla povera Edith e ai Bates NON è puramente casuale -. Idem per una quinta stagione altrettanto apatica fino al Christmas Special, quando Fellowes ha capito di doversi dare una mossa e ha cominciato a serrare le fila.
La sesta stagione, conclusiva, non ha visto una chiusura della ringkomposition ma la maggior parte delle storyline concluse secondo il volere dello spettatore, talvolta in modo affrettato. Tuttavia ci si passa su, perché è il risultato a contare e si sa, a Natale siamo tutti più buoni.
Di seguito, una personale classifica dei personaggi preferiti:
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