sabato 22 febbraio 2014

Recensione: 22/11/'63 di Stephen King

Titolo: 22/11/'63
Autore: Stephen King
Pagine:697
Prezzo di copertina: 23,90 euro
Prezzo ed. economica: 14 euro
Prezzo ebook: 6,99 euro
Editore: Sperling & Kupfer

Trama:

Jake Epping ha trentacinque anni, è professore di inglese al liceo di Lisbon Falls, nel Maine, e arrotonda lo stipendio insegnando anche alla scuola serale. Vive solo, ma ha parecchi amici sui quali contare, e il migliore è Al, che gestisce la tavola calda. È proprio lui a rivelare a Jake il segreto che cambierà il suo destino: il negozio in realtà è un passaggio spaziotemporale che conduce al 1958. Al coinvolge Jake in una missione folle - e follemente possibile: impedire l'assassinio di Kennedy. Comincia così la nuova esistenza di Jake nel mondo di Elvis, James Dean e JFK, delle automobili interminabili e del twist, dove convivono un'anima inquieta di nome Lee Harvey Oswald e la bella bibliotecaria Sadie Dunhill. Che diventa per Jake l'amore della vita. Una vita che sovverte tutte le regole del tempo conosciute. E forse anche quelle della Storia.



4 Stelle

Nella mia carriera da lettrice, non ho mai letto un horror. Non perché sia un tipo impressionabile (pensavo di esserlo ma ho avuto prova del contrario), ma perché non ho mai capito le motivazioni che possano spingere qualcuno a leggere qualcosa che dovrebbe mettere paura. Conoscevo King per fama e tendevo ad avere di lui quel timore quasi reverenziale che si prova per qualcosa o, in questo caso, qualcuno di sconosciuto ed inavvicinabile.
Sebbene la filosofia, materia tra le mie preferite, metta continuamente in guardia dall'affidarsi alle sensazioni, io amo farlo, affidarmi alle percezioni e all'intuito e la serie concatenata di eventi che mi ha portato a "fare la conoscenza" di questo scrittore è dovuta proprio a questi elementi.
Conoscete certamente il detto Anno nuovo, vita nuova che tutti biascicano mezzi brilli durante i brindisi augurali del nuovo anno; ecco, non proprio in quel momento però decisi l'elemento di novità nella mia carriera da lettrice sarebbe stata un'opera di Stephen King.
Inizialmente, indecisa e completamente nuova chiesi qualche consiglio, tuttavia solo quando mi trovai davanti lo scaffale del centro commerciale con buona parte delle opere del sopracitato scrittore fra cui spiccava per me, appassionata di storia, 22/11/'63 dedicato proprio a uno dei misteri più grandi della Storia mondiale, in quel momento seppi che, al diavolo i consigli e il fatto che non si trattasse di un horror, dovevo lasciar fare all'ispirazione e leggere quello per primo.
Adesso, dopo questa prolissa digressione su come lo abbia trovato, passiamo alla recensione del romanzo vero e proprio.
Potrei iniziare col constatare la somiglianza a livello emotivo con il protagonista: varie volte infatti capita di sentirsi accusare d'insensibilità di fronte al dolore; spesso invece sono coloro che ti accusano ad essere insensibile al tuo.
Comunque, una caratteristica dello stile di King che mi è saltata agli occhi sin dalle prime frasi e mi preme di sottolineare, è la rudezza: sembra quasi che vada di fretta e voglia spiegarti la situazione in maniera concisa, in modo tale da assicurarsi che tu abbia capito perché non ha tempo da perdere per un'eventuale replica.
Sulle prime mi ha sorpresa, in seguito ci ho fatto l'abitudine imparando ad apprezzare questa qualità.
Mi è piaciuta l'immediatezza di espressione, anche quella dei sentimenti; senza quelle perifrasi, quei giri di parole inutile e disgustosamente smielati, beh, si sta decisamente meglio.
Benché mi fossi illusa di non trovare altro che una specie di thriller fantasy storico, mi rendo conto che uno scrittore, come qualunque altra persona, non può snaturarsi ed essendo King il massimo esponente del genere horror contemporaneo, si possono scorgere anche alcune descrizione alquanto, ma non troppo, macabre.
Quantunque finora possa sembrare una recensione rose e fiori, non è propriamente così.
Mettendo totalmente da parte qualunque pregiudizio possa essersi sedimentato nella mia bizzarra testolina, specialmente contro quell'inquietante espressione da iena ridens che mr King presenta nella maggior parte delle immagini che lo vedono raffigurate, devo ammettere che alcuni punti non mi sono quadrati.
In primis alcuni passi, generalmente dei pedinamenti di Jake a Oswald, mi sono sembrati ininfluenti al fine della storia e li ho saltati a pié pari. Altra nota negativa i continui riferimenti a Dio e materia religiosa: anche questi li ho considerati quantitativamente eccessivi e superficiali. Da credente, rispetto tutti indipendentemente dal credo religioso, in quanto persone però non ho potuto evitare di trovare, qualche volta, questi elementi irritanti.
Dulcis in fundo, non potevo dimenticarmene anche perché è il fulcro del romanzo, la storia d'amore.
Con uno stile stringato ed immediato, l'autore ha saputo creare ugualmente una storia d'amore dolcissima, con delle brevi ed efficaci dichiarazioni d'amore che, nel romanzo come nella vita, suonano più vere e sincere dei più elaborati versi d'amore dei poeti:

Se c'è l'amore, le cicatrici di vaiolo sono graziose come fossette. Amerò il tuo viso, non importa che aspetto avrà. Lo amerò perché è il tuo.

What else?

Consigliato: sì
Tempo di lettura: 3 Settimane

Stephen King, acclamato genio della letteratura internazionale, vive e lavora nel Maine con la moglie Tabitha, a sua volta scrittrice. Le sue storie sono clamorosi bestseller che hanno venduto 400 milioni di copie in tutto il mondo e hanno ispirato registi famosi come Stanley Kubrick, Brian De Palma, Rob Reiner e Frank Darabont. Nel 2003 gli è stata assegnata la National Book Foundation Medal per il contributo alla letteratura americana e nel 2007 l'associazione Mystery Writers of America gli ha conferito il Grand Master Award.

4 commenti:

  1. Ciao, mi chiamo Paolo ma il mio nick su Anobii è Jedimaster. Sono arrivato qui dopo aver notato che eri passata sui miei scaffali. Essendo uno che trae piacere dal mettere per iscritto i propri pensieri dopo aver finito una lettura, e avendo notato che tra le opere da te recensite c'era anche questo piacevole malloppone di zio Steve, non ho resistito e ho deciso di contattarti. Avrai visto che se non ho letto tutti i suoi libri, poco ci manca. Volevo solo dirti due cose, nel caso tu fossi tentata da qualche altro titolo. La prima è che da un certo punto di vista, il tuo timore è infondato. E' vero che zio Steve è conosciuto come il re dell'horror, ma ti garantisco che è una nomea in gran parte derivante dal fatto che ai tempi del suo lancio, della sua esplosione diciamo, pubblicò diversi horror (peraltro sensazionali). Ma nel complesso la sua bibliografia completa conta molti meno horror di quanti diresti; inoltre nelle tematiche sono spesso storie d'amore, amicizia, vita vissuta e ottime caratterizzazioni a farla da padrone, di certo non l'horror, che è solo uno sfondo. Sarebbe un peccato, visto che il suo stile ti è piaciuto, evitarne alcuni, per timore degli altri. La seconda cosa è che anche se anch'io ho apprezzato 22/11/63, ti garantisco che ha scritto storie migliori, specie se si torna indietro di qualche anno (è mia personalissima opinione che negli ultimi dieci anni si sia un po' seduto). Spero di averti incuriosita, a presto.

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    Risposte
    1. Ciao Paolo. Ti ringrazio molto per i consigli e per essere passato, mi fa molto piacere, davvero.
      Di King ho letto anche The Dome, spinta dalla curiosità verso la serie tv ma purtroppo non è andata bene: tutto troppo noioso.
      Tuttavia ho intenzione di leggere altri suoi scritti, non in in futuro molto prossimo, mai dire mai però.
      Spero di scegliere meglio la prossima volta :)

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    2. The dome avrebbe dovuto essere il suo nuovo "l'ombra dello scorpione", ma è venuta fuori una fesseria, in effetti! meglio "stand by me", "cuori in atlantide" o "rose madder". cmq sulla mia pagina di anobii troverai qualche parola su ogni libro.

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