giovedì 13 febbraio 2014

Recensione: "Il gusto proibito dello zenzero" di Jamie Ford

Titolo: Il gusto proibito dello zenzero
Autore: Jamie Ford
Pagine: 372
Prezzo di copertina: 9,90 euro
Editore: Garzanti

Trama:
Seattle. Nella cantina dell'hotel Panama il tempo pare essersi fermato: sono passati quarant'anni, ma tutto è rimasto come allora. Nonostante sia coperto di polvere, l'ombrellino di bambù brilla ancora, rosso e bianco, con il disegno di un pesce arancione. A Henry Lee basta vederlo aperto per ritrovarsi di nuovo nei primi anni Quaranta. L'America è in guerra ed è attraversata da un razzismo strisciante. Henry, giovane cinese, è solo un ragazzino ma conosce già da tempo l'odio e la violenza. Essere picchiato e insultato a scuola è la regola ormai, a parte quei pochi momenti fortunati in cui semplicemente viene ignorato. Ma un giorno Henry incontra due occhi simili ai suoi: lei è Keiko, capelli neri e frangetta sbarazzina, l'aria timida e smarrita. È giapponese e come lui ha conosciuto il peso di avere una pelle diversa. All'inizio la loro è una tenera amicizia, fatta di passeggiate nel parco, fughe da scuola, serate ad ascoltare jazz nei locali dove di nascosto si beve lo zenzero giamaicano. Ma, giorno dopo giorno, il loro legame si trasforma in qualcosa di molto più profondo. Un amore innocente e spensierato. Un amore impossibile. Perché l'ordine del governo è chiaro: i giapponesi dovranno essere internati e a Henry, come alle comunità cinesi e, del resto, agli americani, è assolutamente vietato avere rapporti con loro. Eppure i due ragazzini sono disposti a tutto, anche a sfidare i pregiudizi e le dure leggi del conflitto.



3 Stelle

Già da quando l'ho preso in mano per la prima volta, temevo ci fosse qualcosa sotto perché generalmente, i libri elogiati unanimemente mi lasciano insoddisfatta.
E non mi sbagliavo, così è stato anche stavolta.
La storia si svolge negli Stati Uniti, l'arco temporale è diviso tra il 1942 quando i protagonisti, bambini emarginati a scuola, si conoscono stringendo amicizia e il 1986 dove vediamo Henry, ormai invecchiato e rimasto recentemente vedovo, cercare una nuova ragione di vita e trovarla nel ritrovamento di antichi oggetti all'interno di un vecchio hotel; riaffiorano i ricordi e le speranze di un tempo e questo parallelismo temporale, insieme alle accurate descrizioni dei luoghi e dei personaggi che fanno da contorno a tutta la narrazione, aiutano il lettore a capire meglio la stessa.
Il gusto proibito dello zenzero è scritto in maniera chiara, pulita, senza fronzoli, tuttavia non riesco a promuoverlo se non con la sufficienza;  sebbene i riferimenti storici siano interessantissimi, non sono purtroppo riuscita a sentirmi coinvolta nelle vicende di Henry e Keiko,ad entrare in empatia con loro, trovando tutto alquanto piatto e noioso.
Nonostante ciò, consiglio il suddetto romanzo a tutti gli appassionati del genere considerandolo nel complesso un romanzo d'esordio abbastanza valido.

Consigliato: nì
Tempo di lettura: 3 Giorni

Jamie Ford è cresciuto presso il quartiere cinese di Seattle e discende da uno dei pionieri delle miniere del Nevada, il bisnonno Min Chung, emigrato nel 1865 dalla Cina a San Francisco, il primo della famiglia ad assumere il nome Ford.
Autore di racconti pluripremiati, vive nel Montana con la moglie e i figli. 


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