mercoledì 5 agosto 2015

Recensione: "Fiore di Fulmine" di Vanessa Roggeri

Titolo: Fiore di Fulmine
Autrice: Vanessa Roggeri
Pagine: 279
Prezzo di copertina: 16,40 euro
Prezzo ebook: 9,99 euro
Editore: Garzanti

Sinossi:
È quasi sera, quando all'improvviso il cielo si fa livido mentre enormi nuvole nere galoppano a colorare gli ultimi raggi di sole. Da sempre, la prima cosa da fare è rintanarsi in casa, coprire gli specchi e pregare che il temporale svanisca presto. Eppure la piccola Nora, undici anni e il coraggio più scellerato che la gente di Monte Narba abbia mai visto, non ha nessuna intenzione di mettersi al riparo. Nora vuole sfidare il vento che soffia sempre più forte e correre sulla cima della collina. È appena arrivata sotto una grande quercia quando un fulmine la colpisce sbalzandola lontano, esanime. Per tutto il piccolo villaggio sardo dove è cresciuta la bimba è morta. Ma non è quello il suo destino. Nora riapre i suoi enormi occhi verdi, torna alla vita. Il fulmine le ha lasciato il segno di un fiore rosso sulla pelle bianca e la capacità di vedere quello che gli altri non vedono. Nella sua famiglia nessuno la riconosce più. Non sua madre, con cui amava ricamare la sera alla luce fioca di una candela, né i suoi fratelli, adorati compagni di scorribande nei boschi. C'è un nome per quelle come lei, bidemortos, coloro che parlano con i morti, e tutti ne hanno paura. È diventata una reietta, una maledetta. Nel piccolo paese sardo non c'è più posto per lei. La sua nuova casa è Cagliari, in un convento, dove Nora chiude la sua anima in un guscio di dolore, mentre aspetta invano che qualcuno torni a prenderla. Finché un giorno, una donna vestita di nero, elegante e altera, si staglia sulla soglia del convento. È Donna Trinez, una ricca viscontessa. Lei conosce la storia di Nora e sa cosa significa perdere una parte della propria anima. Per questo ha deciso di aiutarla contro tutte le superstizioni. Perché uno sguardo buono e una carezza possono far rifiorire anche un cuore ferito…



Quest'estate si sta rivelando un periodo di letture abbastanza felici; da qualche settimana mi capita infatti di assegnare un rating così frequentemente positivo da spingermi a riflettere circa l'influenza dell'afa sulle mie capacità critiche.
Mettendo in valigia il nuovo romanzo di Vanessa Roggeri, rimuginavo su questa eventualità giungendo alla conclusione di non star perdendo cognizione di causa bensì che la bellezza di letture valide crea assuefazione, agendo sull'inconscio nel selezionare i titoli successivi necessari affinché la catena non si spezzi. E finora ha retto.
Quest'elogio di virtù comprende anche Nora Musa, giovane protagonista incantevole ed ostinata, probabilmente cugina delle tante altre eroine inglesi che vivevano nello stesso periodo storico - a cavallo tra l'epoca Vittoriana e quella Edoardiana -  la propria formazione in castelli infestati da spiriti e follia, vagamente gotici.
Arrivo tardi e male, non essendo passata dagli esordi della scrittrice nuragica, nel tessere le lodi di Vanessa Roggeri che, pur rimescolando insieme elementi non proprio originali poiché possono essere ritrovati qua e là in vari classici della letteratura mondiale, lo fa con una delicata sensibilità tutta propria che rende Fiore di Fulmine un romanzo sì denso di mistero ma anche e soprattutto garbato; scorrevole e coinvolgente, capace di farsi ammirare e ricordare piacevolmente, manca tuttavia della Sardegna Deleddiana che tanto m'aveva affascinata la scorsa estate, da riscoprire forse nel cuore selvatico del ginepro di cui non ho ancora udito i battiti.
Scatta dunque un moto di curiosità e solidarietà tra isolani, verso una terra impavida e sfuggente a cui purtroppo spesso non viene riconosciuta la debita importanza ma che sa comunque intrigare per il grande fermento di vita: "Non mentirmi. E' doloroso morire? Vi assicuro che certe volte vivere fa molto più male." 




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Vanessa Roggeri è nata e cresciuta a Cagliari, dove si è laureata in Relazioni Internazionali. Ama definirsi una sarda nuragica, innamorata della sua isola così aspra e coriacea, ma anche fiera e indomita. La sua passione per la scrittura è nata fin da quando la nonna le raccontava favole e leggende sarde intrecciate alle proprie memorie d'infanzia. Queste storie di una Sardegna antica, magica e misteriosa l'hanno segnata profondamente facendole nascere il gusto per la narrazione e il desiderio di mantenere vivo il sottile filo che ci collega a un passato ormai perduto

4 commenti:

  1. mi piace la tua recensione, e condivido il tuo parere riguardo la scelta felice dei romanzi di qualità. infatti al momento ne sto leggendo uno che mi sta purtroppo infastidendo proprio perché dopo tante letture di alto livello questa attuale è veramente pessima. colpa mia per averla scelta.

    detto ciò non vedo l'ora di scoprire il cuore selvatico del ginepro del quale ne ho sentito parlare benissimo! e poi Vanessa è una persona molto gentile.

    a presto

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  2. Ho un intenso e particolare legame con la Sardegna: la mamma del mio consorte è sarda e lo scorso anno abbiamo fatto un bel viaggio tutti insieme in Sardegna. Da lì ho iniziato a sentirmi legata a quella terra (sebbene l'abbia "vissuta" per una decina di giorni al massimo) sia, ovviamente, per motivi affettivi, ma credo anche per qualcosa di più profondo. Questo libro va a finire direttamente nella mia lista dei libri da leggere, grazie per la recensione :)

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    1. Grazie a te per essere passata. In Sardegna non ci sono mai stata ma mi affascina molto. :)

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