sabato 2 luglio 2016

Recensione: "Belgravia" di Julian Fellowes

Titolo: Belgravia
Autore; Julian Fellowes
Pagine: 413
Prezzo di copertina: 18 euro
Prezzo ebook: 9,99 euro
Editore: Neri Pozza

 Sinossi:
Nel giugno del 1815, Bruxelles appare en fête, con le affollate bancarelle nei mercati e le carrozze aperte pitturate a colori vivaci. Nessuno immagina che l’imperatore Napoleone sia in marcia, pronto ad accamparsi sul limitare della città da un momento all’altro. La diciottenne Sophia Trenchard, tipica bellezza inglese bionda dagli occhi azzurri, non ha alcun interesse per le questioni belliche; i suoi pensieri sono rivolti a Lord Edmund Bellasis, erede di una delle famiglie più importanti della Gran Bretagna, che le ha appena procurato gli inviti per il ballo della duchessa di Richmond.
La guerra ha alterato gli schemi, permettendo di tralasciare le solite regole, e l’ambiziosa Sophia è intenzionata a non lasciarsi sfuggire questa occasione, insperata per una ragazza con i suoi natali.
Suo padre, James Trenchard, è «il Mago», un abile commerciante che fornisce pane e birra ai soldati. Partito da una bancarella a Covent Garden, grazie a un vero talento per gli affari, ha compiuto una vertiginosa scalata sociale, spinto dall’insopprimibile desiderio di appartenere al bel mondo. Anne, la moglie di James, sembra essere l’unica della famiglia Trenchard ad aver conservato un po’ di buon senso e a ostacolare l’unione tra la figlia e Edmund Bellasis, anche se questo significa scontrarsi con il marito, che vede in questa relazione un mezzo per entrare a fare parte dell’alta società. Durante il ballo un aiutante di campo irrompe nella sala recando con sé una missiva che attira all’istante l’attenzione dei presenti. Le truppe francesi hanno oltrepassato il confine e gli ufficiali inglesi, le uniformi da gala ancora indosso, vengono richiamati ai propri reggimenti. Le sale piene di fiori, tanto profumate ed eleganti a inizio serata, diventano teatro di strazianti scene di commiato, com- preso quello tra Sophia e Lord Bellasis, ignari della piega che sta per prendere la loro vita. Venticinque anni dopo i Trenchard, tornati in Inghilterra, vivono a Belgravia, un quartiere di nuova costruzione edificato da James, che ha fatto fortuna nel campo dell’edilizia. Non lontano da loro sorge la dimora dei conti di Brockenhurst, i genitori di Edmund Bellasis. Le due famiglie appaiono tanto distanti per estrazione sociale quanto unite da un segreto diventato oggetto di un curioso interesse nei salotti londinesi, scatenando i pettegolezzi della servitù e mettendo in moto una catena di eventi non privi di colpi di scena e rivelazioni. Con uno stile impeccabile, tra personaggi irresistibili e descrizioni magistrali, Fellowes – già autore dell’acclamato Downton Abbey – ha scritto un romanzo che, con sagacia e ironia, affronta le tensioni tra le nuove famiglie benestanti e la vecchia aristocrazia nell’Inghilterra vittoriana.



Tutto torna, sempre. Nonostante non creda nella metempsicosi o nella reincarnazione et similia, questa mera eventualità si sta trasformando in un dato di fatto; così, mentre si lotta per non esser sommersi dal bailamme vario, ostacolo frapposto tra me e lidi dove sarebbe maggiormente gradito bagnarsi, ci si aggrappa alle piccole gioie da lit blogger, presentatesi alla porta nelle vesti di un corriere garbato recante un plico contenente un titolo atteso, giunto prima del previsto.
Julian Fellowes ed io ci eravamo salutati, figuratamente s'intende, a Natale, lasciandoci in rapporti abbastanza cordiali da auspicare per lui ogni bene dopo un favoloso - letteralmente - episodio in seguito al quale le porte di Downton Abbey e di una fase importante del mio essere una british TV series addicted si sono definitivamente chiuse. Ebbene, dicono che si chiude una porta, si apre un portone e mai come in questo caso, saggezza popolare si trovò ad essere più nel giusto. 
Il salto temporale dall'epoca Edoardiana all'antecedente Vittoriana è riuscito naturale, fluido; lo screenplayer di The Young Victoria infatti, prende nuovamente in prestito il periodo, spostandosi a poca distanza da Buckingham Palace, nel quartiere alla moda di Belgrave Square. All'ombra dei colonnati e dei bianchi palazzi, Fellowes torna a fare ciò che gli riesce meglio ovvero tessere tele dalla trama intricata, fitte di segreti e bugie, mine vaganti che se fatte saltare rischiano di far scoppiare scandali succulenti agli occhi del ton cittadino.
Per ritrovare il bandolo della matassa è necessario fare una breve ulteriore retromarcia temporale e spaziale, settando ora e data in quel di Bruxelles 1815. Napoleone si profila all'orizzonte, Waterloo sta per uscire dall'anonimato per essere ricordato nei libri di Storia eppure c'è tempo di veder nascere e consumarsi una storia d'amore proibita al leggendario ballo della duchessa di Richmond; protagonisti un visconte ed una signorina borghese, i cui nomi verranno presto dimenticati ma non le azioni che, dettate da un sentimento sconveniente, avranno ripercussioni significative per oltre un quarto di secolo. 
Uno stile scorrevole, presunte mesaillances, vergogne inconfessabili a legare blasonati, parvenu e servitù ingrata o fedele a seconda delle circostanze, rendono godibile e altamente credibile la ricomparsa sulla scena letteraria del premio Oscar per Gosford Park.
Pubblicato a puntate - arguta mossa di marketing proposta a coniugare il moderno digitale con la classica tradizione editoriale Ottocentesca nel segno dei grandi della letteratura, Belgravia dimostra la versatilità del suo autore - sceneggiatore prestato alla scrittura o viceversa, all'occorrenza - come esploratore di un piccolo mondo antico fatto di apparenze e opportunità che, citando la Contessa Madre Grantham, perdona, forse, ma non dimentica mai, in quel Regno Unito, oggi non poi tanto nell'Europa post Brexit, che non sa smettere di vivere in un passato ormai terra straniera.
A Londra la gente non si cura molto di chi tu sia, purché indossi l'abito appropriato e dica le cose giuste. In campagna non ti perdonano nulla.

14 commenti:

  1. Uh, uh! Belgravia!!!
    Ok, torno in me :) Lo corteggio da qualche giorno, ovvero da quando ho scoperto della sua imminente uscita e appena ho intravisto il titolo del tuo post mi ci sono fiondata! Quindi eccomi qui. Dopo averti letto, conoscendo alla perfezione quelle che sono le atmosfere di Downton Abbey, sono ancora più convinta che questo romanzo faccia proprio per me per cui grazie per avermi dato la spinta che mi serviva :) Buon weekend e buone letture!! Anna

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    1. Finalmente un'appassionata di Downton Abbey: ogni volta che ne parlo, mi sento un'extraterrestre!
      Qui l'asse è più spostato sulla visione borghese che s'intreccia però alla nobiltà, quindi gli ambienti sono quelli ma non del tutto. Comunque mi è piaciuto moltissimo questo quartiere e, in attesa del prossimo drama, mi sono ripromessa di recuperare gli altri due romanzi di Fellowes. Buone letture e weekend a te :)

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  2. Io pure amo Downton Abbey, anche se sono ferma alla seconda stagione.
    Questo libro lo voglio. Punto.
    Senza se e senza ma.
    Baci lea

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    1. La seconda, insieme alla sesta e ultima, è la mia preferita. Aspetto le tue impressioni ;)

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  3. Anche a me piace Downton Abbey, ma questo romanzo non lo conoscevo :) Dalle tue parole deduco sia una gran bella lettura: lo inserisco in wishlist, e vedrò di leggerlo anch'io ;)

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    1. E' uscito a puntate in ebook a partire da Aprile e dal 30 Giugno si trova cartaceo in libreria. Buona lettura :)

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  4. Che bella recensione Cecilia! l'ho letta con piacere. L'autore è un genio e Downton è una delle mie serie preferite di sempre (mi mancano le ultime puntate, che mi sono tenuta proprio per l'estate). E quanto ci mancherà la Contessa Violet?
    “If I were to search for logic, I would not look for it among the English upper class.”

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    1. Grazie Tessa. Condivido, Downton è uno degli show più belli degli ultimi anni; attendo il probabile film ma ci credo poco, questa conclusione va più che bene anche se per alcune storylines sembra un po' frettolosa. Hai fatto bene a ritardare la visione, io ho seguito in pari con UK ed ogni tanto rivedo il season finale.
      La Granny mancherà eccome, insieme alle sue perle di saggezza, Maggie Smith magnifica interprete, la ricorderò sempre in questo ruolo: "I am a woman, Mary, I can be contrary as I choose."
      Adesso devo recuperare gli altri due scritti, in attesa del prossimo sceneggiato americano di Fellowes ;)

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    2. Potremmo stare qui a quotare Violet fino alla fine dei nostri giorni! Una donna , un mito!

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    3. Assolutamente. E' un'istituzione. Granny always rules! ;)

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  5. Ciao:) Questo romanzo mi interessa dal tempo della pubblicazione del primissimo capitolo:) Solo che, lo ammetto, la lettura a puntate non mi ispira per nulla (sono ingorda, appartengo alla filosofia di vita "Meglio un uovo oggi che una gallina domani") e così ho voluto aspettare la pubblicazione di tutto il malloppone. E, niente, dopo la tua recensione sono ancora più curiosa!
    Un saluto
    Virginia

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    1. Anche io preferisco essere sicura di aver sottomano il libro intero. Buona lettura, Virginia, ciao!

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  6. Come sempre una recensione articolata e interessante. La snobbo sempre la televisione, ma Dowton con le atmosfere che hai descritto mi conquisterebbe senza dubbio, come il libro. A presto Frà

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    1. Sono certa che Downton, con tutti i pregi e i difetti, ti piacerebbe senz'altro. A presto!

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