mercoledì 9 settembre 2015

Recensione: "Florence" di Stefania Auci

Titolo: Florence
Autrice: Stefania Auci
Pagine: 412
Prezzo di copertina: 18 euro
Prezzo ebook: 7,99 euro
Editore: Baldini & Castoldi

Sinossi:
Ludovico Aldisi, un ambizioso giornalista della "Nazione", conosciuto per le aperte simpatie interventiste, vede nella guerra appena dichiarata un'occasione di prestigio e ascesa sociale. È un uomo affascinante, che ha come amante Claudia, la bella moglie di un ricco avvocato, cui non esita a chiedere soldi e favori. La sua esistenza subisce una svolta quando, durante una manifestazione pacifista, rivede Dante, amico e compagno di università. In quell'occasione conosce anche Irene, una ragazza francese, figlia di un suo ex professore universitario. La giovane lo impressiona per la verve intellettuale e la libertà di pensiero, oltre che per la fede pacifista. L'amicizia tra i due non attecchisce subito. L'uomo, infatti, si reca sulla Marna come inviato di guerra e qui si unisce a un battaglione scozzese. Conoscerà da vicino l'orrore delle battaglie, e questi eventi lo cambieranno profondamente. Al ritorno, Ludovico non è più il giornalista spregiudicato di quando era partito, ma un uomo confuso e tormentato. Mentre il rapporto con Claudia comincia a sfaldarsi, l'unico a dargli una mano è Dante, che lo invita nella sua tenuta nel Chianti, la Torricella. Lì c'è anche Irene. Tra i due si crea un legame che aiuterà Ludovico a far chiarezza dentro di sé e a comprendere cosa ha davvero perduto, proprio quando anche su Firenze e sull'Italia cominciano ad allungarsi le ombre minacciose della prima guerra mondiale.



Florence è uno di quei titoli che ho tenuto d'occhio sin dall'uscita, in primis per la bellezza della cover, in secondo luogo per il titolo che presupponevo fosse pronunciabile all'inglese ma, dopo aver scorto i vari riferimenti alla lingua e letteratura francese, credo sia più giusto considerare in senso francese, e per vari altri motivi che non sto qui a spiegare.
E' proprio Firenze l'ambientazione privilegiata del romanzo narrante l'amore nell' Empire a la fin de la décadence; la citazione di Verlaine non è casuale sebbene Ludovico Aldisi somigli più ad un Andrea Sperelli redento in tempo piuttosto che ad uno dei poeti maledetti di cui è lettore appassionato. Come il protagonista di D'Annunzio - il quale figura tra i personaggi, nelle vesti di nazionalista convinto piuttosto che di letterato bohemien -, Ludovico intrattiene una relazione con una donna sposata, Claudia Anselmi, mezzo e copertura perfetta per la soddisfazione delle ambizioni del cronista rampante assetato di riconoscimento sociale quale si dimostra essere, in un primo momento il protagonista; ad incarnare le sembianze dell'ingenua Maria D'Annunziana con un tocco del fascino di Elena Muti, ci pensa la figlia di un vecchio professore universitario dell'Aldisi, la signorina Laurenti, giovane donna anticonformista ancora alla ricerca del proprio posto nel mondo.
Lo sbocciare di un amore tormentato tra i due in un'ambiente intellettualoide agli albori del conflitto e durante la Grande Guerra in seguito alla quale nulla sarà come prima, accompagna il lettore per le centinaia di pagine scritte con grande accuratezza storica ed uno stile a tratti coinvolgente, senza tuttavia suscitare forti sconvolgimenti nell'animo come ci si aspetterebbe data la drammaticità degli eventi descritti. Ma qualcosa resta, una promessa di pace serbata nel nome della protagonista, Irene.
Tutti abbiamo bisogno di trovare un posto nel mondo. Non si tratta di quattro mura ma di braccia che ti stringono.


stefania
Stefania Auci è nata a Trapani ma vive da anni a Palermo, dopo aver girato l’Italia. Insegnante, ex avvocato, ex cancelliere, si dedica alla narrativa urban fantasy, horror e romance sin dall’adolescenza. A ottobre 2011 è uscito il suo romance di esordio, Fiore di Scozia, edito da Harlequin Mondadori e a dicembre 2012 il suo seguito La Rosa Bianca. Nel 2010 ha pubblicato con edizioni 0111 Hidden in the dark, breve raccolta di racconti urban fantasy tratti dalla saga di Moray Place 12, Edimburgo.

6 commenti:

  1. Questo mi ispira moltissimo, nonostante il timore di poterlo trovare un po' pesante, non so se mi spiego. :)

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    1. Se non ricordo male, a te non piacciono molto gli storici. Se t'ispira solo per la cover - che pure è bellissima e fa la sua figura sullo scaffale - lascialo perdere. Se invece il periodo ti è sempre piaciuto, con D'Annunzio, i Simbolisti e tanta letteratura francese, allora potresti non trovarlo pesante perché la parte storica è accurata. Personalmente sono stati i personaggi a darmi qualche problema.

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    2. No, in realtà la copertina non mi piace granché, né tantomeno il titolo anglofono. Chiamatelo Firenze, se Florence non è una donna, come mi pare di avere capito. Mi interessava perché ho l'autrice su Facebook, abbiamo spesso letture in comune ma sì, ho proprio un problema con il genere. Anche al cinema, purtroppo.

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    3. In realtà, leggendolo, ho scoperto che si pronuncia alla francese.
      In merito ai gusti, non posso esprimermi.

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  2. Anch'io sono stata attratta da questo romanzo fin dalla sua pubblicazione, ma non l'ho ancora letto. L'ambientazione storica, però, mi incuriosisce molto più della trama principale, spero di cambiare idea leggendolo.

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    1. Certamente fanno un tutt'uno, completandosi a vicenda. Passerò a leggere le tue impressioni.

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