martedì 15 settembre 2015

Recensione: "Il buio oltre la siepe" di Harper Lee

Titolo: Il buio oltre la siepe
Autrice: Harper Lee
Pagine: 290
Prezzo di copertina: 8,50 euro
Prezzo ebook: 5,99 euro
Editore: Feltrinelli

Sinossi:
In una cittadina del "profondo" Sud degli Stati Uniti l'onesto avvocato Atticus Finch è incaricato della difesa d'ufficio di un "negro" accusato di violenza carnale; riuscirà a dimostrarne l'innocenza, ma l'uomo sarà ugualmente condannato a morte. La vicenda, che è solo l'episodio centrale del romanzo, è raccontata dalla piccola Scout, la figlia di Atticus, un Huckleberry in gonnella, che scandalizza le signore con un linguaggio non proprio ortodosso, testimone e protagonista di fatti che nella loro atrocità e violenza non riescono mai a essere più grandi di lei. Nel suo raccontare lieve e veloce, ironico e pietoso, rivive il mondo dell'infanzia che è un po' di tutti noi, con i suoi miti, le sue emozioni, le sue scoperte.




Prima di scrivere questa recensione ho voluto rivedere The Help - di cui conto di recuperare presto il romanzo - miglior pellicola al momento in casa sul tema del razzismo. Perché, nonostante tutta l'emancipazione ed il progresso che crediamo d'aver raggiunto, il razzismo è ancora, purtroppo, una questione attuale, come dimostrato dai fatti di cronaca recente e dalla lunga lista di titoli letterari sul tema.
Il buio oltre la siepe è tra questi, uno dei più famosi, tanto da essere oggetto di studio nei licei statunitensi e, data la pubblicazione imminente, dopo ben 50 anni, di un seguito, era impossibile ormai rimandarne la lettura.
La discriminazione razziale è uno dei temi del classico moderno venuto fuori dalla penna di Harper Lee è solo una delle tante perché la voce narrante di quello scricciolo tutto pepe che è Scout - Jean Louise Finch all'anagrafe, imparentata probabilmente alla lontana con quell'altro adorabile Finch conosciuto qualche mese fa sempre tra le pagine di un libro - racconta non solo della triste vicenda di Tom Robinson - innocente colpevole, in realtà, del colore della propria pelle - ma anche dell'ostruzionismo messo in atto nei confronti del padre, Atticus Finch, nobile paladino della giustizia, additato  come negrofilo eppure rispettato per gli alti princìpi morali e spirituali o verso Boo Radley, emarginato sociale etichettato come folle misantropo, ennesima prova di come un presunto cattivo sia realmente una vittima la cui storia non ha trovato modo d'esser raccontata.
Deludente per certi aspetti, nell'ottica iniziale sotto cui si era propensi ad inquadrarlo, To kill a mockingbird - letteralmente uccidere una ghiandaia (ricorda Hunger Games, lo so) - si riscatta parzialmente verso la fine rimanendo comunque un' opera di narrativa ambientata nel solito sonnacchioso paesino di provincia del Sud dove tutti si conoscono abbastanza da sentirsi autorizzati a metter naso e bocca nei reciproci affari; che sia America o Sicilia non importa, tutto il mondo è paese, almeno così si dice.


Risultati immagini per harper leeNelle Harper Lee è nata a Monroeville nell’Alabama nel 1926. Studiò legge e poi si impiegò a New York presso una compagnia aerea. Amica di Truman Capote da quando aveva tre anni, fu consigliata da lui a mettere per iscritto i racconti che lei gli andava facendo della propria infanzia. Un giorno abbandonò l’impiego per scrivere il suo libro: nacque così Il buio oltre la siepe, pubblicato nel 1960 (e tradotto in Italia da Feltrinelli nello stesso anno e disponibile anche in audiolibro), che le valse un immediato e strepitoso successo di pubblico e il premio Pulitzer 1960. Nel 2007 le è stata conferita dal presidente Bush la prestigiosa Medaglia della Libertà per i suoi meriti letterari.

10 commenti:

  1. Concordo con te. Ci si aspettava qualcosa di più, in generale.
    E a me è piaciuta un po' più la prima parte, coi giochi d'infanzia, che la seconda, di cui già conoscevo purtroppo l'esito.

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    1. Anche io ho preferito la prima parte, ma la seconda mi ha dato delle chiavi di lettura per comprendere meglio il tutto.

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  2. Ho sempre voluto leggere questo libro, ma non mi sono mai decisa ad acquistarlo. Appena ne avrò l'occasione credo che non potrò rimandare!

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  3. Anche questo libro è nella mia lista di libri da acquistare e leggere

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  4. io faccio veramente fatica a leggere libri di questo tipo, mi fanno stare male, la discriminazione razziale è tema molto forte che mi mette ansia. qualche tempo fa ho letto 12 anni schiavo, benché il libro non possa essere considerato tale , almeno a mio parere, ho sofferto ad ogni pagina. non so se riuscirò a leggere altro.

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    1. Ad alcuni può sortire questo effetto, Chicca, ma posso assicurarti che, essendo la voce narrante di una bambina, le violenze, quando ce ne sono, non sono descritte in maniera cruda.

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  5. Io l'avevo letto ai tempi della scuola e forse proprio per questo mi era difficile apprezzarne il significato più profondo,come capita in molte occasioni ripensandoci oggi penso che sia una storia molto toccante

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    1. Indubbiamente lo è, Menta, ma forse ci si aspetta in ogni caso qualcosa di più.

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