mercoledì 2 settembre 2015

Recensione: "March - Il padre delle Piccole Donne" di Geraldine Brooks

Titolo: March - Il padre delle piccole donne
Autrice: Geraldine Brooks
Pagine: 320
Prezzo di copertina: 9 euro
Editore: BEAT

Sinossi:
1861, Virginia. La Guerra civile infuria e nel salotto di Augustus Clement, dove un tempo la moglie riceveva gli ospiti, ora sono accampati i feriti delle truppe unioniste. Accovacciato in un angolo c'è anche il cappellano March, che si perde nei ricordi di una notte di vent'anni prima quando, ancora venditore ambulante, era stato ospite di Augustus e aveva scoperto i baci e le carezze di Grace, la bella schiava di colore dei Clement. Per scacciare il turbamento di quella primavera, il cappellano estrae dalla tasca un piccolo involto di seta con un riccio biondo, un ciuffo nero, un ricciolo castano: le ciocche dei capelli di Amy, Beth e Meg, le sue figlie, le sue piccole donne lontane... Geraldine Brooks rivolge un doppio omaggio a "Piccole donne". Da un lato narra quello che nel celebre libro della Alcott è taciuto (l'anno che Mr. March trascorse in guerra) e, dall'altro, modella la figura di quest'ultimo su quella del padre vero della Alcott, Bronson Alcott, uno dei grandi esponenti dell'idealismo americano del XIX secolo con Emerson e Thoreau.





Ispirata dalla recente revisione della trasposizione, già datata peraltro, con Winona Ryder, Christian Bale e l'affascinante Gabriel Byrne, ho pensato di andare oltre il solito acclamato Piccole Donne, mio primo classico rigorosamente a fumetti a cui devo probabilmente l'amore per l'Ottocento perché prima di Elizabeth e Jane Austen ci sono state Jo e la Alcott, e prendere atto dell'altro punto di vista, della versione dell'uomo di casa; il signor March, personaggio secondario del capolavoro Alcottiano, diviene protagonista della Brooks e tramite capitoli iniziati con le famose lettere che arrivano frequentemente a casa March, racconta la Guerra di Secessione soffermandosi sulle condizioni degli schiavi, le descrizioni delle battaglie e vari retroscena amorosi che mancano nell'opera principale.
Geraldine Brooks vuole rendere un doppio omaggio alla Alcott con questa sorta di spin off di una delle pietre miliari della letteratura statunitense modellando la figura del signor March su quella del padre dell'autrice, Amos Bronson Alcott, uno dei componenti del movimento Trascendentalista che annoverava altri grandi intellettuali come Nathaniel Hawthorne o Waldo Emerson.
Uno stile non proprio scorrevole e delle situazioni che si allontanavano abbastanza dall'ambiente delle Piccole Donne hanno talvolta reso difficoltosa la lettura, pur mettendo in luce una ricercatezza formale e grandi ideali per temi altrettanto seri che potrebbero essere ritenuti il fulcro della narrazione e cavallo di battaglia della Brooks, premio Pulitzer 2006 per L'idealista.
Ed io, che con la scrittura da premio ci faccio spesso a pugni, anche stavolta mi trovo a non esserne proprio entusiasta, consigliando la lettura di March solo ai veri appassionati della Guerra Civile e delle Piccole Donne verso cui tutti coloro che le hanno conosciute debbono nutrire un piccolo debito di riconoscenza.


Geraldine BrooksGeraldine Brooks ha vinto il Pulitzer Prize con il romanzo L’idealista (Neri Pozza 2005). Autrice di due saggi di grande successo: Nine Parts of Desire: The Hidden World of Islamic Women e Foreign Correspondance, corrispondente di guerra per il Wall Street Journal, il New York Times e il Washington Post, Brooks è nata in Australia e vive oggi in Virginia, negli Stati Uniti. Il suo primo romanzo Annus mirabilis, è stato un bestseller internazionale.

6 commenti:

  1. Mi attira moltissimo. Poi Piccole Donne, quando leggevo solo quello che i miei avevano già in libreria, fu una delle mie prime letture.
    Ps. Belli i colori autunnali. :)

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    1. Piccole Donne è stato il mio primo classico e avrà sempre un posto speciale, sopratutto per Jo ma questa è quasi tutta un'altra storia.
      Grazie, la grafica ogni volta è un parto perché cerco di coniugare gusto personale e senso pratico e sebbene volessi cambiare tutto, in un primo momento, questo Header mi piaceva tanto e ho cambiato soltanto le tonalità. Credo rimarrà per un bel po' di tempo :)

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  2. A me attira tantissimo questo libro... come la maggior parte dei libri della BEAT *.*

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