venerdì 11 settembre 2015

Recensione in Anteprima: "Florence Gordon" di Brian Morton

Cari amici lettori, oggi vi parlo di un romanzo tra i più attesi dell'autunno - Florence Gordon di Brian Morton, in uscita il 17 c.m -  che m'ha lasciata con un filo d'amarezza, nonostante tutto.
Ringrazio l'ufficio stampa Sonzogno per avermi dato la possibilità di leggerlo in anteprima in formato digitale.
Buona lettura. C.

Titolo: Florence Gordon
Autore: Brian Morton
Pagine:320
Prezzo di copertina: 17,50
Prezzo ebook: 9,99 euro
Editore: Sonzogno

Sinossi:
Florence Gordon ha settantacinque anni e vive a Manhattan. Femminista ebrea divorziata, scrittrice scorbutica, attivista testarda e orgogliosa, detesta la maggior parte delle cose che la gente trova piacevoli e ama mettere gli altri in difficoltà. Mentre è alle prese con la sua settima fatica, un libro di memorie, un articolo del «New York Times» la definisce “patrimonio nazionale”, catapultandola sotto le luci della ribalta e obbligandola a superare quel filo spinato che aveva eretto intorno a sé. La situazione precipita quando i suoi “cari” si trasferiscono da Seattle a New York: il figlio Daniel (che ha snobbato le orme letterarie dei genitori per diventare poliziotto), la nuora Janine (psicologa, pronta ad avere una relazione con il suo capo) e la nipote Emily (che sta cercando di capire cosa fare di una problematica storia d’amore). Tra i quattro, giorno dopo giorno, si intreccia una commedia irresistibile, all’insegna di una crudele sincerità ma anche di una sorprendente complicità emotiva. L’anziana signora, i cui corrosivi commenti sono una sorta di “versione di Barney” al femminile, non risparmia niente e nessuno. E forse proprio per questo i personaggi che la circondano (e i lettori di questo libro) finiranno per affezionarsi a lei e non poter più fare a meno della sua voce.



Questa è stata una delle recensioni più difficili da stendere in tutta la mia vita da blogger; ci sono talmente tante cose di cui parlare che ho paura di dimenticarne qualcuna e non esporre il resto con sufficiente chiarezza.
A primo impatto, avrei etichettato Florence Gordon come misantropa; mi è sembrato lo fosse quando, maestra nell'arte di dire di no, non ha esitato ad abbandonare una festa a sorpresa in suo onore mandando cortesemente al diavolo gli intervenuti, ovvero ciò che ciascuno di noi ha sognato di fare almeno una volta nella vita, specie se messi in situazioni spiacevoli in seguito alla perpetuamente malaugurata idea di un qualche interlocutore d'attaccar bottone ponendo domande universalmente riconosciute fuori luogo in ogni circostanza. Ecco, lì l'ho ammirata, la tenace femminista che, con il passare degli anni, delle lotte e delle pubblicazioni, sembra essersi conquistata il diritto di fare del sarcasmo l'unica arma d'offesa e difesa della propria persona, nonché modus comunicandi, da usare contro il resto del mondo. 
Amiche di vecchia data unite dalla condivisione dei valori dell'attivismo sociale, un ex marito fallito in tutti i sensi, un figlio perennemente compassato con un'animo rivoluzionario, una nuora adorante,complessata, eternamente insoddisfatta ed una nipote piena di risorse sono personaggi vividi da commedia Wildiana, frivola per persone serie per almeno metà delle pagine, tanto da far pensare a qualcosa di spiccatamente british sebbene scritta da un americano. Ma la magia che rende tutto ciò un ping pong letterario intellettualmente brillante per cui chi legge deve star attento alle battute dei diversi giocatori, è destinata ad incrinarsi quando sopraggiunge inaspettato il successo tardivo a coronamento di una carriera al servizio dell'ideale di uguaglianza fra i sessi, di colei riconosciuta talmente grande da entrare a far parte del Patrimonio Nazionale statunitense. Il conto da pagare arriva, infine, ed è salato; l'ombra dell'incertezza, della decadenza, s'insinua nella famiglia: sotto forma d'un maturo psicologo tra due coniugi rodati da anni di matrimonio, sotto quelle più fragili -  e perciò maggiormente destabilizzanti - di un'ex nelle scelte di vita di una ragazza confusa e nella vita di Florence, costretta ad ammettere, nell'epoca dell'eterna giovinezza, d'essere una ragazzina di settantacinque anni. Una verità sbattuta in faccia, violentemente, un sacrificio stoico dell' angelo del focolare Woolfiano che si fatica a capire ed accettare. 
Brevi, talvolta brevissimi, capitoli volti a sfaccettare le svariate personalità e situazioni ma, spesso, non adatti allo scopo, finiscono per assomigliare ad un caleidoscopio di  immagini fuori fuoco per cui ci si ritrova a rimpiangere, quasi nostalgicamente, di trovarsi alla fine una volta giuntisi e non poter fare nulla, rimanere sulla soglia senza poter andare avanti né indietro aspettando Godot, con un senso di solidarietà per chi come te, sperava ti si lasciasse qualcosa di più. 


Risultati immagini per brian morton writerBrian Morton (1955) insegna alla New York University. È autore di cinque romanzi molto apprezzati dal pubblico e dalla critica americana (il suo Starting Out in the Evening, del 1998, è stato finalista al PEN/Faulkner Award). Florence Gordon è il suo primo libro tradotto in Italia.

4 commenti:

  1. Bellissimo commento, il tuo, e sono curioso di farmi una mia idea su questa Florence. Sperando che, nel mio caso, lasci un po' di più. Sono fiducioso. E viva i misantropi!

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    1. Non è cattiva: tutti i misantropi, in fondo, hanno un cuore d'oro :)

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  2. Cecilia nelle prime righe hai espresso il mio stesso stato d'animo: una recensione difficilissima da buttare giù. Più o meno il nostro pensiero è simile e mi permetto di scriverti che sei stata bravissima.

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    1. Ti ringrazio. Mi dispiace che tu non abbia auto maggior fortuna :/

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