lunedì 2 maggio 2016

Recensione: "Marina Bellezza" di Silvia Avallone

Titolo: Marina Bellezza
Autrice: Silvia Avallone
Pagine: 501
Prezzo di copertina: 18,50
Prezzo ebook: 7,99 euro
Editore: Rizzoli

Sinossi:
Marina ha vent'anni e una bellezza assoluta. È cresciuta inseguendo l'affetto di suo padre, perduto sulla strada dei casinò e delle belle donne, e di una madre troppo fragile. Per questo dalla vita pretende un risarcimento, che significa lasciare la Valle Cervo, andare in città e prendersi la fama, il denaro, avere il mondo ai suoi piedi. Un sogno da raggiungere subito e con ostinazione. La stessa di Andrea, che lavora part time in una biblioteca e vive all'ombra del fratello emigrato in America, ma ha un progetto folle e coraggioso in cui nessuno vuole credere, neppure suo padre, il granitico ex sindaco di Biella. Per lui la sfida è tornare dove ha cominciato il nonno tanti anni prima, risalire la montagna, ripartire dalle origini. Marina e Andrea si attraggono e respingono come magneti, bruciano di un amore che vuole essere per sempre. Marina ha la voce di una dea, canta e balla nei centri commerciali trasformandoli in discoteche, si muove davanti alle telecamere con destrezza animale. Andrea sceglie invece di lavorare con le mani, di vivere secondo i ritmi antichi delle stagioni. Loro due, insieme, sono la scintilla.



Dopo Acciaio, complici recensioni tiepide ed un senso d'indefinito rimastomi addosso come unico ricordo di un romanzo d'esordio osannato a gran voce, credevo non avrei più dato credito alle parole di Silvia Avallone, non tanto presto almeno; infatti ci ho messo poco più di un anno a procurarmi il secondo scritto della scrittrice da Premio, acclamato con meno calore eppure sulla cresta dell'onda per diverso tempo ai giorni dell'uscita in libreria. 
Marina Bellezza, la protagonista, mi ha ricordato Francesca, primadonna di Acciaio insieme ad Anna, una versione più adulta, almeno in termini anagrafici, dell'aspirante velina dei casermoni di via Stalingrado; molti chilometri e pochi anni le separano, tempo e distanza però le fanno appartenere a realtà differenti: Francesca sogna il successo all'indomani dell'11 Settembre, l'inizio della fine di un'epoca, Marina è certa di riuscire alla scalata ai piani alti dello show business nonostante il declino dovuto ad un crisi economica e generazionale senza precedenti. Agli antipodi da lei, Andrea pianifica un ritorno alle origini, tra le montagne insieme ai pascoli in transumanza, lontano da quella civiltà sfregiata dagli eccessi consumistici di chi brama sempre più potere. Non potrebbero essere più distanti sul piano ideologico, Marina ed Andrea, eppure nessuno dei due può ignorare la vicinanza che c'è stata tra loro durante adolescenze turbolente segnate da diversi drammi e non lo fanno, non sono capaci di resistere all'attrazione fra opposti sebbene, probabilmente, sarebbe la soluzione più saggia da adottare. 
Litigate furiose, scazzottate tra amici ed un conto aperto da sempre con la vita non bastano ad impedire un legame indissolubile ed antico, ben oltre la firma di semplici scartoffie burocratiche, finché boschi, montagne, un disco d'oro o la morte non li separino.
Silvia Avallone si mostra più matura della propria protagonista e degli esordi, più accattivante, forse, ma il limite tra incertezza e noia da palpebra calante rimane sottile. 
Con un altro libro in arrivo e delle perplessità di fondo, mi accingo a lasciare il carrozzone tuttavia non c'è due senza tre, dicono, quindi mi riservo la facoltà di non rispondere ad un richiamo che sembra celare, nuovamente, un'incognita, come quella generazione tagliata fuori da tutto, nata nel posto sbagliato al momento sbagliato. E allora tanto valeva ritirarsi sul confine. Tornare indietro, disobbedire.

8 commenti:

  1. In Acciaio la avevo apprezzata e non, come sai.
    Brava lei, però non mi è rimasta impressa. Anch'io, comunque, le darò altre possibilità. Devo vedere se questo lo hanno in biblioteca, ormai sono "cliente" fisso.
    (Il pacchetto che ti dicevo parte in questi giorni ;) )

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    1. Avevamo avuto le stesse impressioni, mio malgrado; qui è leggermente più brava però non troppo. Sì, le biblioteche sono una risorsa da non sottovalutare. (Vai tranquillo, non c'è fretta) :)

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  2. Ciao Cecilia, guarda, sono sempre stata attirata da questa autrice, ma allo stesso tempo, dopo aver preso in mano entrambi i volumi, dopo esserci studiati a vicenda, li ho sempre riposti sullo scaffale della libreria. Non lo so...forse questa autrice non fa per me, oppure non sono ancora pronta.
    baci

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    1. Ti capisco benissimo Salvia, anch'io per le letture seguo l'ispirazione del momento. I libri della Avallone non li consiglio e non li sconsiglio però, proprio più di altri, necessitano d'esser letti nel periodo giusto, con la giusta disposizione d'animo. Un abbraccio a te :)

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  3. lei invece è una autrice che non mi ispira affatto. brutto dirlo così vero? non so se leggerò mai qualcosa di suo. al momento sicuramente no :)

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    1. No, non è brutto Chicca, sono gusti e tematiche soggettivi. E sì, mai dire mai nella vita :)

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  4. Marina Bellezza è stata una delusione, dopo aver adorato Acciaio. Tutt'altra storia, che però mi è rimasta impressa con quel finale semi-tragico e quel ritorno alla terra dovuto alla crisi in tutti i sensi.
    So che l'autrice sta scrivendo il suo terzo romanzo; che dici, lo aspettiamo insieme? :)

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    1. A me il finale ha lasciato perplessa, per quanto riguarda Marina ed il cervo; l'ho segnato nella lista di situazioni libresche che non capirò mai. Per quanto riguarda il terzo, ci devo pensare: se sinossi e cover m'ispirano, si potrebbe fare :)

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