sabato 28 maggio 2016

Recensione: "Scrivere è un mestiere pericoloso" di Alice Basso

Titolo: Scrivere è un mestiere pericoloso
Autrice: Alice Basso
Pagine: 341
Prezzo di copertina: 16,40 euro
Prezzo ebook: 9,99 euro
Editore: Garzanti

Sinossi:
La sua nuova sfida è creare un ricettario dalle memorie di un'anziana cuoca. Un'impresa ardua, quasi impossibile. Perché Vani non ha mai preso una padella in mano, e non le è chiarissimo il significato di parole come scalogno o topinambur. Ma inaspettatamente, mentre esegue l'incarico con il conforto morale di un gourmet come il commissario Berganza, una rivelazione cattura il suo interesse: la cuoca confessa un delitto. Un delitto che riguarda una delle famiglie più in vista di Torino, e che per la cronaca ha un altro colpevole. Berganza abbandona i fornelli per indagare, e adesso è lui ad aver bisogno di Vani, del suo dono che le permette di osservare le persone e scoprirne i segreti più nascosti. Eppure la strada che porta alla verità è lunga e tortuosa. A volte la vita assomiglia a un giallo, piena di falsi indizi: solo l'intuito di Vani può smascherarli.




Scrivere è un mestiere pericoloso. Anche leggere, se visto in un'ottica professionale potrebbe esserlo ma, in fondo, lo è e basta, comunque vada. L'evidenza dell'assunto è talmente incontestabile che sarebbe un gran peccato sostenere il contrario. Come lo è il dover metter giù la seconda avventura di Vani Sarca perché non si è riusciti a rispettare il proposito di centellinarla il più a lungo possibile, per mantenere un'aurea di ottimismo circa la possibilità di un mondo quantomeno decente come luogo di residenza. Per fare ciò, quindi, bisogna, magari, rileggere i brani più significativi del testo appena messo via controvoglia perché no, non sono d'accordo nel pensare che non valga la pena rileggere un libro di cui si conosce - con un eufemismo - l'insoddisfacente conclusione; ci si può soffermare, ci si deve - se proprio si vuole, a prescindere dalla gradevolezza della fine - su ciò che l'ha reso, se non indimenticabile, importante in un dato momento.
Io, ad esempio, ho deciso di focalizzare l'attenzione sui passaggi per me condivisibili in maniera talmente totalizzante da farmi vincere la timidezza e cercare un contatto con una sconosciuta che quasi un anno fa, con la propria penna affilata, mi aveva distolta dall'ansia pre esami - la Storia si  è ripetuta - pur con il timore che qualcosa potesse andar storto e le  impressioni avute ed espresse potessero farmi ritrovare nel pieno di un qui pro quo - perifrasi elegante con la quale una volta mi è stato fatto notare un fraintendimento conducente ad una non altrettanto elegante cattiva figura -, con la ben magra consolazione di averci perlomeno provato. 
Invece, come per l'esordio pieno di arguzia, il gioco è valso la candela, dando una svolta imprevista e piacevolissima alla mia vita da lettrice, da blogger, da svampita, tardo adolescente, lunatica me di sempre.
Dopo questa divagazione disgustosamente, sdolcinatamente sentimentale di cui, probabilmente, non si è capito nulla, passiamo alla parte divertente della vicenda che poi sarebbe la vicenda stessa. Perché il bello di Vani e di Alice è l'assoluta naturalezza, nella vita vera così come nella finzione letteraria, con cui si incastrano tutte le tessere del puzzle, quasi a dare l'impressione di stare easy a Wonderland per tutto il tempo; forse perché la vita è fatta perlopiù da eventi assolutamente banali e nel Mondo delle Meraviglie popolato da tipi provvisti di sense of humour adeguato ed arguta intelligenza, con cui fare conversazione brillante diviene un'eventualità concreta invece di essere una mera possibilità, è tutto talmente fantastico da non comprendere nemmeno più ed importarsene di come ci si sia arrivati.
Vani Sarca, signori e signore, è tornata. La dark asociale sociopatica ex metallara, di professione ghostwriter, fisicamente gemella omozigote di Lisbeth Salander tranne per un ciuffo naturalmente biondo e ribelle , è chiamata, questa volta, ad infiltrarsi nelle memorie del sottosuolo del subconscio di una cuoca vecchia ma non bacucca.
Per destreggiarsi tra i fornelli, Vani avrà bisogno d'aiuto e, se nella mia immaginazione è Riccardo Randi - figo, bello, fotomodello e mascalzoncello, altro eufemismo, - ad assomigliare a chef Cracco, alla fine è Berganza a fare il figo con lo scalogno.
Perché, per quanto si possa essere dotati di una chioma fluente, di notevole proprietà di linguaggio ed un sorriso sghembo alla Edward Cullen, le parole spesso non si trasformano in sostanza commestibile ma il bunèt al cioccolato caldo fondente, per la gioia dei più, sì.
E in questo libro, di caldo, non c'è solo il dolce bensì una mega festa in villona dai risvolti imprevisti, collaborazioni in atto ed in potenza potenzialmente interessanti su larga scala -scusate il giro di parole - e le fiamme dell'Inferno a scontrarsi con le abbaglianti porte del Paradiso; si affilano le lame, dunque may the force be with you
Nel frattempo non resta altro da fare, per me, se non ringraziare Alice Basso ancora una volta perché, Battiato docet, mi fa sempre un immenso piacere sentirmi cretina a confronto di una mente brillante come la sua. E si sa bene, la mente è un meraviglioso catorcio pieno di falle manipolabili.

8 commenti:

  1. Capito! Anche tu nella schiera di chi, come me e tante altre, sta già in attesa del terzo libro! Benvenuta in questo triste mondo ;)

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    1. Sarà un periodo lunghissimo e tristissimo. Grazie per l'invito, mi aggrego volentieri: il tempo, se trascorso in buona compagnia, passa più in fretta ;)

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  2. Finito stamattina, neanche a farlo apposta.
    Carinissimo, anche se, sul giallo, Alice, ti voglio più scaltra. Quello lo avevo intuito, ma Vani è troppo simpatica (o antipatica?) per non perdonarla. :)

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    1. Da parte mia, e mi auguro sia trasparito, mi sono divertita un mondo, considerando il giallo una parte secondaria nella creazione di nuovi equilibri; giocando adesso, in un certo senso, a carte scoperte, si pongono ottimi presupposti per un incremento di inventiva per la parte investigativa dei prossimi volumi della serie.
      Dato che l'hai chiamata in causa, comunque, dovrebbe essere Alice a rispondere, essendo lei il giocattolaio della situazione.

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  3. ohmamamiabella ce l'ho li pronto da leggere ma mi sto trattenendo per gustarmelo appieno
    dopo aver letto questa tua recensione sto saltellando per casa come una deficiente tanta la gioia!!!!! buona domenica carissima a presto.

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  4. Non vedo l'ora di leggerlo!
    Che chiusa simpatica.
    un saluto da lea

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