lunedì 8 dicembre 2014

Recensione: "Resta sempre qui" di Gayle Forman

Salve miei cari readers, buona Festa dell'Immacolata!
Io ho davvero tanto di cui rendere grazie per quest'anno ma soprattutto per questa meravigliosa settimana all'insegna di incontri con gente meravigliosa che, per fortuna, ancora esiste.
Da un Lunedì piovoso, di toccata e fuga al firmacopie dell'ultimo nato in casa Agnello Hornby, con foto di rito e dedica a mamma e sorella, assidue cuoche e spettatrici di Real Time, fino ad un weekend trascorso con persone altrettanto splendide, seppur non famose, splendide nell'anima.
Ancora piena di gioia per questa esperienza che posso senz'altro annoverare tra le più belle della mia vita, vi parlo di Resta sempre qui, capitolo conclusivo della storia di Mia ed Adam i quali, qualche settimana fa, mi avevano fatto compagnia sullo schermo.
Buona lettura!
Un abbraccio.
Cecilia



Titolo: Resta sempre qui
Autrice: Gayle Forman
Pagine: 256
Prezzo di copertina: 15 euro
Collana: Chrysalide
Serie: If I Stay #2
Editore: Mondadori

Sinossi:
Sono passati tre anni dall'incidente che ha cambiato per sempre la vita di Mia e Adam e che li ha separati. Solo la musica ha ricucito lo strappo che si è aperto nelle loro esistenze. Mia è un astro nascente della musica classica. Adam è una rockstar, inseguita e acclamata dai fan di tutto il mondo. I loro occhi tornano a incrociarsi per caso una sera a New York, durante un concerto di Mia alla Carnegie Hall. Mia, l'unico volto che Adam abbia mai cercato in quelli delle sue fan, e nei suoi ricordi. La musica fa vibrare il passato, risveglia emozioni perdute, colma i vuoti nel cuore di Adam. Quando le loro dita tornano a sfiorarsi, tutte le inquietudini si placano: l'alba svelerà a entrambi che la promessa che Adam ha fatto a Mia - il suo segreto, la sua vergogna - in realtà è la loro unica salvezza.


Il 2014 è stato l'anno in cui il già solido connubio tra editoria ed industria cinematografica si è rafforzato ed evidenziato. Colpa delle Stelle, Divergent, l'ultimo e forse più conosciuto Canto della Rivolta nati dalla penna di scrittori e scrittrici per ragazzi, sono usciti dall'immaginario individuale dei lettori essendo letteralmente proiettati in quello collettivo; della lista fa parte anche la storia tra Mia ed Adam: la loro vita quotidiana tra le persone care e gli amici di sempre, l'amore nel segno della musica sono passati nei cinema dei vari Paesi nelle settimane di fine estate, quando stavo ancora facendo la loro conoscenza divorando quelle pagine che narravano la tragedia dopo i tempi felici.
Un caso tra i tanti, mi sono trovata a pensare, per il quale il cordoglio dura giusto il tempo di voltare l'ultima pagina e riporre il libro sullo scaffale, perplessa dal finale aperto chiaro indice di un seguito che non ritenevi necessario.
Resta sempre qui, dall'originale Where she went, traduzione che definire libera sarebbe un eufemismo, si ritrova ad essere questo: un romanzi inutile ai fini del primo, che potrebbe benissimo essere considerato autoconclusivo e a sé stante.
Tre anni dopo troviamo un Adam completamente differente da quello che sondaggi di giornaletti adolescenziali avevano definito "il ragazzo perfetto".
La rabbia ed il dolore per una promessa che, pur non volendo, è stato costretto a mantenere lo hanno portato all'apice del successo trasformandolo però in un misantropo.
Capitoli su capitoli scorrevano mentre le perplessità aumentavano; andavo cercando quei due ragazzi che, con l'attaccamento tipico del primo amore, ispiravano tenerezza; i freddi estranei che pretendevano di essere loro, le spiegazioni illogiche, la conclusione affrettata non mi hanno convinta affatto, mantenendomi nelle mie posizioni. Pure in una storia qualunque, scritta da una persona qualunque con uno stile scialbo, ciò che è insito in ogni vicenda rimane fondamentale: le pause, i silenzi, le cose non dette, le possibilità mancate devono essere curate, rispettate, dosate bene.
Come direbbe Augustus Waters, il dolore esige di essere sentito; l'amore anche, con tutto quello che verrà in seguito: la riscoperta della speranza, un nuovo inizio per la malridotta tenerezza spazzata via. Conoscersi e riconoscersi insieme in una vita rinnovata, lentamente, pienamente.


2 Stelle

Consigliato: no
Tempo di lettura: 3 Giorni



Gayle Forman Giornalista freelance, si occupa da sempre di giovani e tematiche giovanilistiche.
Con il marito Nick ha compiuto un viaggio intorno al mondo, grazie al quale ha raccolto un patrimonio di esperienze e informazioni che sono confluiti nei suoi libri. Ha vinto, fra gli altri, il prestigioso premio NAIBA Book of the Year Awards e l'Indie Choice Honor Award.
La scrittrice vive a Brooklyn con il marito e due figlie, di cui una adottiva.

8 commenti:

  1. Ciao Cecilia... mi da un immenso fastidio leggere un seguito che se non fosse stato scritto sarebbe stato molto meglio! Comunque, io ero partita fin dall'inizio con l'idea di non leggere nessuno dei due romanzi e di vedermi direttamente il film, anche perchè la storia a suo modo è molto dolce e ne ho sentito parlare bene.

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    1. Due romanzi che sarebbe stato meglio racchiudere in uno solo, probabilmente avrebbero avuto entrambi più senso.
      Il film è ideale per un pomeriggio di svago ma nulla di più.

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  2. Tanto che ne parlano bene altrove, ma mi puzza. Proprio l'idea di base. A che serviva? Il primo è carino, il film è noiosetto... Questo me lo leggo in ebook, tanto è breve. Devo provare :/

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    1. Nessuno dei due romanzi mi ha convinta, non lasciano nulla e strutturalmente sono diversissimi.
      Del film ho apprezzato la colonna sonora che mi ha lasciato qualche traccia in più nella playlist e Jamie Blackley che ha reso più umano un Adam troppo idealizzato. Per il resto, mi trovo a concordare con te ma poiché non avevo aspettative, la delusione non è stata troppa.

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  3. Il primo mi aveva un po' deluso, avevo sperato che potesse essere più forte e commovente, e invece lo avevo trovato un po' debole. Con il secondo voglio provare, perché la cosa buona delle duologie è che almeno finiscono in fretta. Ma già dall'epilogo del primo (che è stata la cosa che mi è piaciuta di più di quel libro) penso che un seguito non fosse affatto necessario :/

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    1. Nemmeno questo è lungo ma, a mio parere, altrettanto inutile.

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  4. Cara Cecilia! Appena letto il tuo commento sono corsa a cercare la recensione! Non è bello confrontarsi soprattutto quando i punti di vista sono differenti? Comunque sono d'accordo con te sul fatto che non c'era davvero bisogno di un seguito.....
    Un abbraccio!!!

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    1. Il confronto è una delle basi di questo blog.
      Mi fa piacere che tu abbia apprezzato la duologia più di me, si vede che a qualcuno ha fatto bene.
      Benvenuta, a presto!

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