mercoledì 22 giugno 2016

Recensione: "Pista nera" di Antonio Manzini

Titolo: Pista nera
Autore: Antonio Manzini
Pagine: 278
Prezzo di copertina: 13 euro
Prezzo ebook: 8,99 euro
Editore: Sellerio

Sinossi:
Semisepolto in mezzo a una pista sciistica sopra Champoluc, in Val d'Aosta, viene rinvenuto un cadavere. Sul corpo è passato un cingolato in uso per spianare la neve, smembrandolo e rendendolo irriconoscibile. Poche tracce lì intorno per il vicequestore Rocco Schiavone da poco trasferito ad Aosta: briciole di tabacco, lembi di indumenti, resti organici di varia pezzatura e un macabro segno che non si è trattato di un incidente ma di un delitto. La vittima si chiama Leone Miccichè. È un catanese, di famiglia di imprenditori vinicoli, venuto tra le cime e i ghiacciai ad aprire una lussuosa attività turistica, insieme alla moglie Luisa Pec, un'intelligente bellezza del luogo che spicca tra le tante che stuzzicano i facili appetiti del vicequestore. Davanti al quale si aprono tre piste: la vendetta di mafia, i debiti, il delitto passionale. Quello di Schiavone è stato un trasferimento punitivo. È un poliziotto corrotto, ama la bella vita. Però ha talento. Mette un tassello dietro l'altro nell'enigma dell'inchiesta, collocandovi vite e caratteri delle persone come fossero frammenti di un puzzle. Non è un brav'uomo ma non si può non parteggiare per lui, forse per la sua vigorosa antipatia verso i luoghi comuni che ci circondano, forse perché è l'unico baluardo contro il male peggiore, la morte per mano omicida ("in natura la morte non ha colpe"), o forse per qualche altro motivo che chiude in fondo al cuore.

Si può ridere a crepapelle leggendo un giallo? Non lo avrei creduto possibile eppure è successo.
Dato il panorama letterario costellato da talmente tanti commissari da rendere plausibile l'ipotesi di un forte esubero tra le forze dell'ordine, seppur in relazione con un elevato tasso di criminalità, non ritenevo importante l'approccio ad un ennesimo giallo; tuttavia, per una sequela di contingenze, la curiosità di sapere se l'allievo avesse superato o, quantomeno seguito degnamente le orme del maestro, ha prevalso sul resto, portandomi a fare la conoscenza del nuovo personaggio seriale di Antonio Manzini. Rocco Schiavone e Salvo Montalbano condividono il piacere per la buona tavola, i metodi investigativi poco ortodossi ed il dovere d'avvalersi della collaborazione di colleghi talvolta non all'altezza delle aspettative; le somiglianze, però, terminano qui.
Il vicequestore mobile in servizio ad Aosta per motivi disciplinari rimane comunque un romano de Roma, ricordando nostalgicamente i bei tempi in cui la periferia della Capitale non aveva per lui alcun segreto e gli amici che, dopo un'infanzia passata a giocare a guardie e ladri, hanno deciso di scalare i vertici del narcotraffico mentre Rocco si trovava, per caso, dall'altra parte della staccionata a studiare Giurisprudenza per poi approdare ad un lavoro malpagato, insoddisfacente nel quale, tuttavia, ha dimostrato d'aver talento. Proprio quando comincia ad apprezzare i vantaggi della vita tra le Alpi, dove la bella vita fatta di lusso prediletta sembra aver buone possibilità di continuare, una bega, eufemisticamente parlando, cum laude si presenta a Schiavone nelle sembianze nemmeno più tanto riconoscibili di un cadavere spappolato da un gatto delle nevi sulle piste da sci.
Si aprono dunque le indagini, condotte con l'aiuto di agenti divenuti pian piano amici e altri professionisti del settore sbruffoni, paranoici eppure simpatici.
Antonio Manzini si rivela una piacevole scoperta, narratore prolifico, mai serioso, è riuscito a dar vita ad un personaggio sopra le righe, originale ed imprevedibile quanto basta per garantire sviluppi interessanti nelle prossime avventure che, mi auguro terranno compagnia al pubblico ancora per molto tempo.

7 commenti:

  1. Ho riso moltissimo pure io! Ora che ho scoperto Rocco non lo lascio più.
    Lea

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  2. Sul comodino da una vita: prossimamente gli darò una possibilità :)

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  3. ma daiiiiiiiiii che bello leggere questa tua recensione, vado subito a vedere se la biblioteca ce l'ha così me lo prenoto subito! mi fido di te :)

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    1. ecco non ho aspettato un attimo subito prenotato in biblio, se tutto va bene entro metà luglio riuscirò a leggerlo :) poi commenteremo assieme!
      buon week end carissima
      Chicca

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    2. Grazie per la fiducia Chicca. Rocco, se fosse una persona in carne ed ossa, probabilmente non mi starebbe molto simpatico; come personaggio letterario invece, è tutta un'altra storia. :)

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