venerdì 31 ottobre 2014

Recensione: "La miscela segreta di casa Olivares" di Giuseppina Torregrossa

Salve a tutti! Oggi vi parlo della lettura conclusa più di recente, ultima di Ottobre. Poiché in molti festeggeranno Halloween forse vi aspettereste un libro dell'orrore invece no, mi tocca deludervi; si tratta de La miscela segreta di casa Olivares di Giuseppina Torregrossa. Pur non essendo un libro a tinte fosche, è riuscito ad essere ugualmente intenso, come il caffè di cui parla. Vi lascio alla recensione.
Un abbraccio!
Cecilia


Titolo: La miscela segreta di casa Olivares
Autrice: Giuseppina Torregrossa
Pagine: 332
Prezzo di copertina: 18 euro
Prezzo ebook: 9,99 euro
Editore: Mondadori

Sinossi:
Nel cuore di Palermo, sotto il grande appartamento degli Olivares, batte il cuore di un drago fiammeggiante: è la macchina che tosta dalla mattina alla sera il caffè, spandendo per le vie del quartiere un profumo intenso fino allo stordimento. È tra le pareti della torrefazione che cresce Genziana, il più bel fiore tra i figli di Roberto Olivares, che ha chiamato come lei la qualità più pregiata di caffè. La vita scorre nell'abbondanza e nella certezza che il futuro non riservi sorprese perché Viola - sensuale e saggia matriarca - sa prevederlo leggendo i fondi di caffè. Ma proprio quando Genziana si appresta alla fioritura della giovinezza irrompe la guerra, e con essa la fame e la distruzione destinate a cambiare per sempre le sorti della città. Improvvisamente Genziana si ritrova sola, il grande drago sbuffante è costretto a fermarsi. Palermo, intorno, è un immenso teatro di macerie, una meravigliosa creatura ferita che deve capire come rinascere dalle proprie ceneri. "La tua fortuna saranno le femmine, la tua sicurezza il caffè" aveva detto Viola alla figlia scrutando il fondo della sua tazzina. Armata unicamente di queste parole, Genziana compie un lungo cammino, che la porta lontano senza mai allontanarsi dai Quattro Mandamenti di Palermo. Una folla di personaggi umili ma capaci di profonda umanità, l'incontro con una donna venuta dal Nord, le attenzioni del mafioso Scintiniune, l'amore per Medoro: tutto sarà per lei lievito di cambiamento...



Non sono mai stata una siciliana entusiasta, di quelle un po' campaniliste nel decantare le lodi della propria terra d'origine né tantomeno la letteratura. Forse perché non la conoscevo abbastanza, forse perché alle medie ho un po' fatto a pugni sia con Verga che con Pirandello, per non parlare di De Roberto poi, tutti autori che reputavo responsabili di aver fatto risaltare solo il peggio della mia terra.
Da qualche anno sto cambiando in questo senso. No, non sono diventata un'entusiasta ma credo sia perlopiù per una questione di carattere che per il resto. Un tour di presentazioni di scritti di autrici sicule contemporanee sulla propria Sicilia, da Catena Fiorello a Marilena Monti, da Beatrice Monroy fino all'appunto più recente Giuseppina Torregrossa ed una ancora, purtroppo, parziale riscoperta di quelli che sono divenuti classici della letteratura, mi hanno aiutata a capire, ad amare un po' di più la mia terra e la mia identità.
Ultimo tassello del puzzle proprio il lavoro più recente dell'autrice de Il conto delle minne; La miscela segreta di casa Olivares, sebbene non rientri propriamente nei generi che leggo abitualmente, mi ha piacevolmente inebriata con il suo forte aroma, che non si spande solo dal caffè ma anche da tutto ciò che è intorno.
Ogni cosa ha un suo odore, che viene considerato profumo o puzza a seconda dei sensi. Anche le persone hanno ciascuna un odore, connesso intimamente a come sono, a come diventeranno.
I neonati, ad esempio, odorano di latte e sonno e coccole ma pure di pane fresco e sogni per il futuro, come ha detto qualcuno. Ugualmente, i personaggi le cui storie s'intrecciano in questo romanzo lasciano dietro un odore, che può essere dato dai nomi oppure dal destino che vi è contenuto. Le donne di casa Olivares sono solite essere chiamata con nomi floreali: quando me le sono immaginata, ho inevitabilmente fatto ricorso alle sensazioni che gli odori di quei fiori ed il loro linguaggio mi avevano lasciata. Così Genziana è venuta fuori mezza africana, come quell'imperatrice, Zauditù, a cui viene spesso paragonata, con un carattere forte, scontrosa, con un valore profondamente intrinseco, Ortensia spinosa e distaccata, Mimosa fragile e sensibile, Viola criptica, sensuale.
E gli uomini, presenti ma non troppo in romanzo costruito da donne, tutti sfuggenti, riservati, camurriusi; un po' come i valorosi condottieri di cui portano il nome Roberto, Raimondo, un po' come Ruggero e Medoro, non quelli dell'Orlando Furioso tuttavia con una vaga somiglianza, pazzo d'amore, direi l'uno e "turco" l'altro.
Sullo sfondo degli ultimi giorni felici della Palermo signora prima della Seconda Guerra Mondiale, poi durante e dopo, tra personaggi storici realmente esistiti come Peppe Schiera ed il profumo delle miscele esotiche rivelatrici del destino proveniente dalla putìa, Giuseppina Torregrossa mostra la propria abilità di narratrice, assumendo a tratti le vesti di rapsodo al femminile, gettando nuova luce sui drammatici eventi del secondo conflitto globale e su coloro che ne sono stati protagonisti, nel bene e nel male, con un tocco umano indice di una sensibilità davvero rara.
[...]Pensavo che la felicità fosse nell'oblio. Ma è nel ricordo la salvezza: me ne accorgo oggi, quando la memoria mi restituisce brandelli di un passato fiabesco.

4 Stelle

Consigliato:
Tempo di lettura: una settimana circa

Giuseppina Torregrossa è madre di tre figli, vive tra la Sicilia e Roma, dove ha lavorato per più di vent'anni come ginecologa, occupandosi attivamente, tra le altre cose, della prevenzione e cura dei tumori al seno.
Nel 2007 ha pubblicato il suo primo romanzo, "L'assaggiatrice" e con il monologo teatrale "Adele" ha vinto nel 2008 il premio opera prima "Donne e teatro" di Roma. Da Mondadori ha pubblicato "Il conto delle minne" (2009), tradotto in dieci lingue, e "Manna e miele", "Ferro e fuoco" (2011) e "Panza e prisenza" (2013).

7 commenti:

  1. Condivido la tua premessa: anche se non sono siciliana, purtroppo ho una certa "repulsione" per la letteratura italiana in generale...non so se sia dovuto al fatto che neanche io al liceo andassi matta per Verga & C. ma purtroppo sono molto diffidente e leggo pochissimo, anzi direi quasi nulla, della nostra bella Italia..nonostante abbia in libreria alcuni romanzi che voglio assolutamente leggere.
    Comunque...venendo al libro, mi attira un po' e ce l'ho in ebook.. non sia mai che mi venga voglia di leggerlo! ^^

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    1. Verga l'ho un po' rivalutato con "Storia di una capinera", davvero meraviglioso. Spero che leggerai entrambi ;)

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    2. Ho già letto anche Storia di una capinera ma non mi è piaciuto granché... XD

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  2. Io invece, forse a causa di mia madre che legge quasi solo narrativa italiana, ho sempre letto anche libri di autori nostrani. qualcuno mi è piaciuto, qualcun altro no, ma questo che hai appena recensito mi sembra proprio bello; amo i racconti di famiglie del passato e le descrizioni dei profumi.. Lo leggerò sicuramente!! ^_^

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    1. Ne vale la pena, fidati. Anch'io amo molto i romanzi storici, mi piace infiltrarmi in luoghi ed epoche che non potrò mai visitare :)

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  3. La Torregrossa mi ha deluso, ma potrei darle una seconda opportunità! Magari lo farò proprio con questo romanzo

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