sabato 24 gennaio 2015

Recensione: "Dracula" di Bram Stoker

Salve a tutti! Oggi vi lascio le mie impressioni circa una lettura insolita per i miei gusti; si tratta infatti di Dracula di Bram Stoker. Lo so, sapete tutti della mia antipatia per vampiri et similia ma dopo un giro per negozi alquanto sfibrante, più del solito perlomeno, sono andata in libreria a prendere il premio per il Giveaway e c'erano i nuovi Minimammt... Immaginate il resto.
Vi auguro di trascorrere un buon weekend ché il mio, tanto per rimanere in tema di gente allegra, lo passerò con Leopardi, Verga e Kant.
Un abbraccio, la vostra
Cecilia

Titolo: Dracula
Autore: Bram Stoker
Pagine: 384
Collana: I MiniMammut
Prezzo di copertina: 3,90 euro
Editore: Newton Compton

Sinossi:
Accompagnato da ininterrotta fortuna, riconfermata dal successo del film di Francis Ford Coppola, "Dracula" di Bram Stoker è l'ultimo grande romanzo gotico e al tempo stesso, forse, il più famoso: spettrale, altero, spietato e sottilmente erotico, il pallido Conte (il cui nome è ormai sinonimo di vampiro) appartiene a quei pochi personaggi che entrano a far parte dell'immaginario collettivo, impongono un genere, divengono un simbolo. "Una figura", notava Thomas Wolf, "che costringe a confrontarci con misteri primordiali: la morte, il sangue, l'amore e i loro reciproci legami", cosicché "il risultato cui Stoker perviene è questo: ci fa comprendere attraverso la nostra esperienza, perché si dice che il vampiro sia invisibile allo specchio. Egli c'è, ma noi non lo riconosciamo, dal momento che il nostro stesso viso lo cela".



Dopo l'assedio continuo da nove anni a questa parte da creature paranormali descritte da ogni angolazione, in tutte le salse, perfino come specchi sbriluccicanti ambulanti che accecano (letteralmente) il mondo con la propria abbagliante bellezza sentivo di dovergliela, a Stoker, una lettura del suo capolavoro. Benché sia uno dei soggetti preferiti dal cinema, il principe dei vampiri cartaceo non assomiglia minimamente all'affascinante Gary Oldman e, sebbene nel corso della narrazione ringiovanisca, il conte transilvano che in quanto a popolarità fra pari grado se la batte con Edmond Dantès, può vantare attrattive soltanto da un punto di vista intellettuale; infatti oltre agli attributi classici del vampiro tradizionale comunemente conosciuti, egli riesce ad esercitare delle facoltà paranormali dalle quali il suo charme non viene certo accresciuto.
Tuttavia, anche nel caso in cui ci si trovasse a non amare particolarmente il genere, bisogna comunque riconoscere la grandezza dell'inventiva dello scrittore irlandese nella creazione di un essere tanto terribile a cui attribuire caratteristiche del tutto originali per quel periodo. Ma non solo perché il romanzo in forma diaristica pur avendo il proprio protagonista nel conte Dracula, ispirato alla figura del principe ungherese Vlad Tepes Hagyay detto l'Impalatore, narra le vicende degli altri personaggi che essendo venuti a conoscenza della sua vera natura per una serie di sfortunati eventi, iniziano la caccia al vampiro. Troviamo dunque i coniugi John e Mina Harker, Quincey Morris, Lord Godalming, i dottori Seward e Van Helsing e molti altri personaggi minori impegnati nella lotta contro il Male ed il lettore coinvolto insieme a loro tramite il carteggio prodotto dall'impresa che, sebbene talvolta possa risultare noioso, rimane utile per prevedere le mosse di ciascuno.
Un classico della letteratura Gotica, fonte d'ispirazione per molti remake, musical e trasposizioni di vario tipo, imperdibile per gli appassionati e per chi vuole tentare un ritorno alle origini dell'horror. Altro che Edward Cullen!




Consigliato:
Tempo di Lettura: 3 Giorni

6 commenti:

  1. Anche io voglio assolutamente leggere Dracula prima o poi!!

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  2. Ciao Cecilia! Io a confronto tuo amo molto la figura del vampiro, che poi sia più o meno bene riuscita e apprezzata in alcuni romanzi è una questione di gusti personali secondo me ^-^
    Il classico di Stoker l'ho letto poco tempo fa, e a parte qualche punto un pò noioso e prolisso, mi è piaciuto molto, e soprattutto ho apprezzato la capacità dell'autore di cambiare registro stilistico per i vari diari personali dei personaggi. Tra l'altro ho rivisto da pochissimo il film di Coppola e ne ho apprezzato di più le differenze con il romanzo ^.^

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    1. La trasposizione di Coppola devo ancora recuperarla, spero di farlo presto, se non altro per rifarmi gli occhi :)

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  3. Buahahh...ho riso al "Altro che Edward Cullen"!! ^^
    Comunque...diciamo che io, putroppo, ho attraversato il momento vampiri ormai però passato e sepolto (anche se non è che abbia letto chissà quanti urban)!!Dracula però fa eccezione perchè è un'altra cosa, a me è piaciuto molto in realtà e non capisco come la figura inventata da Stoker sia diventata ciò che circola adesso nei romanzi...sta di fatto che credo tu abbia ragione, deve essere letto soprattutto, ma non solo, dagli appassionati del genere anche solo per vedere le origini!!

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    1. Sì, me lo sono chiesta anch'io. La Meyer ha "rielaborato" tutto, ndando il via ad una banalizzazione della figura del vampiro:/

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