giovedì 29 gennaio 2015

Recensione: "Il Seggio Vacante" di J.K. Rowling

Titolo: Il Seggio Vacante
Autrice: J.K. Rowling
Pagine: 553
Prezzo di copertina: 22 euro
Prezzo ebook: 8,99 euro
Editore: Salani

Sinossi:
A chi la visitasse per la prima volta, Pagford apparirebbe come un'idilliaca cittadina inglese. Un gioiello incastonato tra verdi colline, con un'antica abbazia, una piazza lastricata di ciottoli, case eleganti e prati ordinatamente falciati. Ma sotto lo smalto perfetto di questo villaggio di provincia si nascondono ipocrisia, rancori e tradimenti. Tutti a Pagford, dietro le tende ben tirate delle loro case, sembrano aver intrapreso una guerra personale e universale: figli contro genitori, mogli contro mariti, benestanti contro emarginati. La morte di Barry Fairbrother, il consigliere più amato e odiato della città, porta alla luce il vero cuore di Pagford e dei suoi abitanti: la lotta per il suo posto all'interno dell'amministrazione locale è un terremoto che sbriciola le fondamenta, che rimescola divisioni e alleanze. Eppure, dalla crisi totale, dalla distruzione di certezze e valori, ecco emergere una verità spiazzante, ironica, purificatrice: che la vita è imprevedibile e spietata, e affrontarla con coraggio è l'unico modo per non farsi travolgere, oltre che dalle sue tragedie, anche dal ridicolo. J.K. Rowling firma un romanzo sulla società contemporanea, una commedia sulla nozione di impegno e responsabilità. In questo libro di conflitti generazionali e riscatti le trame si intrecciano e i personaggi rimangono impressi come un marchio a fuoco. Pagford, con tutte le sue contraddizioni e le sue bassezze, è una realtà così vicina da non lasciare indifferenti.



Da qualche tempo sullo scaffale, arrivato grazie ad uno scambio, ho colto l'occasione offerta dalla Reading Challenge di Reading is Believing e l'ho letto, sperando soprattutto di rifarmi gli occhi dopo la tremenda delusione de Il baco da Seta.
Purtroppo non è solo un seggio ad essere vacante nel primo romanzo scritto dalla Rowling dopo quel capolavoro di Harry Potter, ma tutto; pagine e pagine impegnano i lettori in un'inutilmente prolissa tiritera semi moralista sull'ipocrisia che regna nella società, rappresentata da un piccolo paesino della campagna inglese di cui l'autrice si diverte a smascherare gli abitanti. Dato l'ampio raggio del campo di osservazione, la narrazione intreccia le vicende di moltissimi personaggi, tutti descritti nei minimi dettagli a mostrare la grande capacità di definizione dell'autrice; tuttavia ciò mina alla base il ritmo del racconto che diviene, nonostante sia spezzato in capitoli brevi, lento, lentissimo scadendo nella noia più assoluta.
Solo la mia propensione a non lasciare i libri a metà mi ha impedito di metterlo via, nondimeno tutto ciò mi ha dato da pensare. 
Dov'è finito il genio creativo che ha messo in piedi quel mondo straordinario di magia e grande fascino, presenza frequente nella mia infanzia? Sembra svanito nel nulla, inaridito in uno stile scialbo e crudo fino al cinismo che non risparmia nulla avvolgendo ogni cosa in una vaghezza indefinita.
Sono apposto, al momento: ho pareggiato i conti e, dati i risultati, mi dispiace non poco. 
I bambini hanno un mondo segreto che per gli adulti sarà sempre impenetrabile e J.K. c'è riuscita, ha compiuto l'impresa impossibile: è un debito inestimabile perché fa parte di ciò che si è, di ciò che si è diventati. Perciò sperando in un miglioramento o, per quanto mi riguarda, un rinsavimento, dico arrivederci a quello che dovrebbe essere un addio.


Consigliato: no
Tempo di lettura: una settimana circa


Joanne Kathleen Rowling scrive storie da quando era bambina, e ha sempre desiderato diventare scrittrice. è divenuta famosa in tutto il mondo grazie alla saga di Harry Potter.

8 commenti:

  1. Io, invece, l'ho trovato bellissimo. Molto molto meglio della sua saga poliziesca, anche. Secondo me sono il parziale pregiudizio nei suoi confronti e lo scontato paragone con Harry Potter, mi dispiace dirlo, che rovineranno il successo di quest'autrice, che resta formidabile.

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    1. Il successo segna, comporta sempre un prezzo da pagare e purtroppo lo sta pagando anche la Rowling. Lasciando da parte Harry, considerandola solo per le altre opere, penso che dei tre il migliore,al momento, rimanga Il richiamo del Cuculo che pure i suoi difetti ce li ha. Spero davvero che si riprenda perché sarebbe un gran peccato altrimenti.

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  2. Peccato...a me è piaciuto molto, non un capolavoro ma lo stile della Rowling è rimasto, il libro scorre a meraviglia.
    Io ho cercato di leggere questo romanzo dimenticandomi di HP e di fatti l'ho apprezzato molto, molti non sono riusciti a farlo e secondo me è questo il problema di chi non l'ha apprezzato, il continuo paragone nuoce a lei e al suo futuro...secondo me non c'è nulla da confrontare visto che sono opere completamente diverse.
    Ma ognuno ha i propri gusti del resto! ^^

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    1. Fondamentalmente sono generi completamente diversi ma lo stile, come dici tu, rimane; qui, forse per la miriade di personaggi coinvolti oppure perché le tirate sull'ipocrisia sembrano tutte uguali, non l'ho visto. E' già il terzo buco nell'acqua - il secondo se vogliamo salvare Il richiamo del Cuculo - tuttavia in Rowling I trust, quindi speriamo bene :)

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  3. Sono della tua stessa opinione, anche se l'ho letto ormai un anno fa. Probabilmente è lo sbalzo notevole tra la saga di Harry e questo che, in qualche modo, lo ha danneggiato, ma io mi ricordo di esserne rimasta quasi sconvolta.

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  4. Ciao Cecilia, ho scoperto da poco il tuo blog e mi sono subito iscritta @_@ hai una grafica stupendddda!! Se ti andasse di passare da me saresti la benvenuta ^_^
    Riguardo al libro l'ho trovato molto...Mehh... nel senso che oltre a essere stata scandalizzata per il linguaggio (durante tutto il libro mi stavi chiedendo se fosse davvero j.k. Rowling) mi è piaciuto abbastanza. Le tematiche erano serie ed il libro l'ho trovato ben strutturato ma i personaggi erano nope. Davvero. La cosa che ho apprezzato di più è stato il finale (io proprio non me l'aspettavo!).
    Ora concludo qui il commento (sennò esce una recensione intera a furia di parlarne) un abbraccio e alla prossima :D

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    1. Ciao, grazie mille e benvenuta!
      Non tanto per il linguaggio ma per il voler dire chissà cosa per poi finire a parlare di nulla. Sia i temi che i personaggi sono molto realistici eppure hanno un non so cosa che mi ha disturbata per tutto il tempo.
      Un abbraccio anche a te, buone letture!

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