domenica 1 giugno 2014

Recensione: "Vita dopo Vita" di Kate Atkinson

Salve a tutti, spero stiate bene.
Quest'oggi voglio condividere con voi le impressioni a caldo che ho avuto dalla lettura di uno dei romanzi più osannati e attesi dell'anno, Life after Life o Vita dopo vita, che dir si voglia, della scrittrice britannica Kate Atkinson.
Come ben sapete, lo avevo già accennato in qualcuno dei post precedenti, lo avevo in lettura da qualche mese in lingua e dopo averlo terminato qualche ora fa, ho letto tutto d'un fiato la traduzione italiana.
Si, sono ben consapevole della mole del romanzo in questione ( ben 608 pagine nell'edizione inglese ridotte, per così dire, a 521 nell'edizione italiana), tuttavia avevo bisogno di conferme e posso dire di averle trovate, quasi tutte.
Grazie come sempre per la vostra attenzione e scusate per le frequenti premesse non tanto brevi ultimamente.
Buona lettura dalla vostra assonnata Cecilia.
P.S. Vi posto anche un' immagine della cover inglese che ho trovato deliziosa quanto quella italiana.




Titolo: Vita dopo vita
Autrice: Kate Atkinson
Pagine: 521
Prezzo di copertina: 18,60 euro
Prezzo ebook: 10,99 euro
Editore: Nord

Trama:
In una gelida notte di febbraio del 1910, a Londra nasce una bambina. Il cordone ombelicale è stretto intorno al suo collo, e nessuno riesce a salvarla. In una gelida notte di febbraio del 1910, a Londra nasce una bambina. Il cordone ombelicale è stretto intorno al suo collo, ma il medico di famiglia, giunto proprio all'ultimo istante, lo taglia e permette alla piccola di respirare. Inizia così la vita straordinaria di Ursula Todd, una vita che, nel corso degli anni, verrà spezzata più e più volte, mentre l'umanità si avvia inesorabilmente verso la tragedia della guerra. Vita dopo vita, Ursula troverà la forza di cambiare il proprio destino, quello delle persone che incrocerà e quello del mondo intero?


4 Stelle

Avevo tanto sentito parlare di questo romanzo ma, per un motivo o per un altro, non me ne ero curata molto. Tutto questo fino a circa due mesi fa quando, in attesa del volo che mi avrebbe riportata a casa, mi sono trovata davanti allo scaffale di un'edicola d'aereoporto a cercare qualcosa d'interessante da leggere; così, essendomi imbattuta in una cover ricoperta da apprezzamenti di alcune delle testate giornalistiche più famose ed influenti a livello mondiale ed in una quarta di copertina che prometteva una storia particolare, ponendo al lettore una delle domande più frequenti che abbiano mai attraversato la mente di ogni individuo sulla faccia della Terra, mi sono lasciata andare ad uno dei miei adrenalici momenti di shopping compulsivo, subendone poi tutte le conseguenze.
Il tempo. Uno dei grandi misteri della vita. Molti personaggi, sin dall'origine, hanno cercato di spiegare cosa sia: c'è chi dice che pensa al tempo come un'immagine mobile dell'eternità, chi dice che sia una dimensione mentale entro la quale, nel corso della vita si imprimono tutte le impressioni, chi lo definisce la quarta dimensione e chi, come l'autrice, condivide la teoria secondo cui il tempo è una nostra costruzione mentale, in realtà tutto scorre, non c'è passato né futuro, solo il presente. Un panta rei insomma.
Il tempo, la vita e come impiegarli entrambi sono il vero fulcro di questo romanzo.
Da qui hanno luogo tutte le riflessioni filosofiche riportate nel testo a proposito della già citata questione temporale, della  metempsicosi, della predestinazione che sono supportate dai vari riferimenti letterari a Shakespeare, Nietzche, Marvel, Donne e Keats, uno degli esponenti più conosciuti del Romanticismo inglese che ha fatto della melanconia e della concordanza tra ideali due pilastri della propria poetica.
Vita dopo vita è un romanzo complesso. L'autrice non vuole solamente narrare una storia ma usa la vita di Ursula per scavare a fondo nella vita di ciascuno, in tutte le sue innumerevoli sfaccettature, considerando ogni minimo elemento che potrebbe farle cambiare direzione.
Ammetto di non aver capito immediatamente il meccanismo, forse uno dei motivi per cui ci ho messo tanto a terminare la lettura e sicuramente quello che mi porta a non dare una promozione piena ed entusiasta.
Tutto è perfettamente riassunto nella domanda contenuta nella quarta di copertina dell'edizione inglese che ha fatto scattare la scintilla:

What if you had the chance to live your life again and again, until you finally got it right?

E'un continuo E se...?, come nella vita reale ognuno di noi è portato a chiedersi. Ma la Atkinson ha l'onestà di fornire una propria risposta:

Il senno di poi è una cosa meravigliosa. Se tutti capissimo le cose all'istante, non ci sarebbe nessuna storia da scrivere.

Da questa vicenda, come ogni buon romanzo che si rispetti, ho avuto un conferma: bisogna vivere la propria vita seguendo ciò che, secondo coscienza, è giusto.

Perché, non so se sfortunatamente o no, non possediamo la capacità di poter aggiustare le cose ogni volta. Perché non abbiamo Giratempi, macchine del tempo o pozioni.
Non siamo Ursula Todd.
Siamo solo noi stessi.

Consigliato: sì
Tempo di lettura: due mesi circa




Kate Atkinson è una delle più importanti scrittrici del panorama narrativo inglese e, nel 2011, è diventata Membro dell’Ordine dell’Impero Britannico per meriti letterari. Vive a Edimburgo.





6 commenti:

  1. Felice che ti sia piaciuto, Cecilia! Io ce l'ho in lettura adesso e lo sto trovando di una lentezza esasperante. Sicuramente è un romanzo che merita attenzione, non è un volumetto da portarsi al mare, però lo trovo troppo. Tirato per le lunghe, schiacciato da un processo destinato a ripetersi sempre, prolisso. Tu l'hai letto in inglese: ti faranno santa! Già in italiano trovo veramente pedante la scelta di alcuni termini, avverbi, aggettivi. Per non parlare della "vita" in Germania: metà capitolo era in tedesco. Mi mancano cento pagine, ma non mi sta coinvolgendo. Riconosco che è un libro impegnato, ben scritto, ma quello che trovavo misterioso - all'inizio - mi è venuto, ahimé, a noia :/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Devo ammettere che più che del libro, più che la storia in sé, mi sono piaciute le ambientazioni, il periodo storico e soprattutto le riflessioni che mi ha portato a fare, i personaggi li ho trovati quasi tutti antipatici
      Il ritornare indietro nel tempo mi ha disturbata non poco durante la lettura, alla fine però ci ho trovato un perché.
      Sulla questione della lingua ti capisco, è davvero fastidioso non poter capire il senso di interi paragrafi.
      Ti auguro più fortuna nella prossima lettura; io certamente mi butterò su qualcosa di leggero :)

      Elimina
    2. Sì, lo farò anch'io. Già ho scelto i libri papabili! Sicuramente riconosco le qualità del romanzo, ma alcune cose stancano. Sono arrivato ai capitoli finali - che sono indubbiamente belli, punto e basta - già stanco morto. Annoiato. Da una protagonista che sembra un libro di citazioni e che non sembra possedere pensieri suoi, da una guerra descritta con tanta attenzione per la polvere, i disastri, le esplosioni ma quasi senza cuore.

      Elimina
    3. Mi dispiace che per te sia stata una lettura tanto pesante. Io alternerò formule chimiche al di là della mia umana comprensione a "L'importanza di essere onesto" di Wilde, che si sta rivelando spassosissimo!

      Elimina
  2. L'ho trovato per ora forse la migliore lettura dell'estate, ma Kate Atksinon non è nuova a questi tour narrativi, sempre scritti magistralmente. Altrettanto densa, ma più semplice nella costruzione, la serie poliziesca su Jackson Brodie, in Italia pubblicata da Einaudi.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Personalmente è il primo romanzo della Atkinson che leggo e l'ho trovato abbastanza interessante. Le serie poliziesche non rientrano tra le mie letture abituali ma me la segno lo stesso, magari potrei cambiare idea!

      Elimina

I commenti sono fondamentali per lo scambio di opinioni e la crescita culturale di ogni persona che passa da questa Sala; dunque, se vorrai lasciarne uno, saremo ben felici di sapere quale sia il tuo pensiero :)

Grazie.