venerdì 26 settembre 2014

Recensione: "Le notti bianche" di Fedor M. Dostoevskij

Buonasera a tutti! Appena finita la sessione quotidiana di studio intensivo con qualche ora d'anticipo, sono passata a lasciarvi la mia opinione su Le notti Bianche. No, non le mie, quelle di Fedor Dostoevskij e del suo Sognatore :)
Buona lettura.

Cecilia


Titolo: Le notti bianche
Autore: Fedor Dostoevskij
Pagine: 123
Prezzo di copertina:0,99 euro
Editore: Newton Compton

Sinossi:
Al centro delle "Notti bianche", racconto pubblicato per la prima volta nel 1848, c'è un sognatore, un giovane che vive una vita tutta sua, avulsa dalla realtà, fatta di chimere, fantasticherie, impalpabili emozioni. Nelle calde notti senza tramonto di una Pietroburgo estiva e deserta, il timido e notturno protagonista, triste vittima della vita urbana, vagabonda senza meta per la città fra palazzi e canali, e sogna a occhi aperti. Proverà a inseguire l'amore: quello della bella e appassionata Nasten'ka, che però ama, desidera, attende un altro. Così, dopo quattro notti di esaltata eccitazione, l'ultimo mattino porta con sé un amaro risveglio: il disincanto di un addio. 




Circa un anno dopo I fratelli Karamazov, ritrovo Dostoevskij appassionato più che mai. Appassionante non saprei, visto il tempo impiegato a finire un libriccino di non più di 120 pagine, circostanza imputabile però anche alla stanchezza che ultimamente sembra essere una costante.
Densissimo e travolgente, incalzante con un ritmo serrato, il diario del Sognatore, per sua definizione non una persona ma un essere di genere neutro, un tipo, diventa familiare e caro.
Familiare perché ci si può identificare nel protagonista, nelle notti bianche passate ad aspettare una chiamata, un messaggio o semplicemente che accadesse qualcosa mentre ci si perde, non ha importanza come, tra le strade poco illuminate, affollate, nei sogni ad occhi aperti, davanti alla tv o con un drink in mano; caro perché si ricorda di quando ci si confonde fra la gente, osservando la vita che scorre, conoscendone ogni sembiante, sentendo tuttavia di non farne parte fino in fondo.
Quante volte, da Sognatori, ci siamo concessi un attimo di felicità, magari solo di spensieratezza, consapevoli dell'illusione che conteneva la cui fine è stata segnata dal ritorno al mondo e alla sua freddezza, allo scorrere del tempo che ci lascerà soli e sconfortati, facili prede di una vecchiaia malferma; il mondo fantastico che avevamo immaginato sbiadisce, i sogni muoiono, appassiscono e cadono come foglie ingiallite, a meno che non si trovi la forza di perdonare le debolezze e chi le ha indotte, benedicendo loro affinché se ne possa trarre linfa nuova, un'epifania di primavera, una vita riscoperta piena. Oltre.
Hai mai conosciuto qualcuno che fosse felice? E che fosse ancora sano di mente, intendo...

4 Stelle

Consigliato:
Tempo di lettura: 3 Giorni


Fëdor Michajlovič Dostoevskij, è stato uno scrittore e filosofo russo.

2 commenti:

  1. Nonostante non ami particolarmente lo scrittore russo, Le notti bianche è piacciuto anche a me... ^^

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    1. A me invece piace molto la letteratura russa, solo che ogni opera, per la sua complessità, va presa con le pinze, a piccole dosi :)

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