venerdì 12 settembre 2014

Recensioni (Tele)filmiche: Once Upon A Time, Downton Abbey

Sono le 23.08 mentre inizio questo post, ma quando lo leggerete voi sarà mattina, forse inoltrata. Approfitto della quiete serale e della mente serena, sgombra da ansie e pensieri per scrivere.
Non sarà la solita recensione dell'ultimo libro in lettura, sebbene debba scriverne una, ma Don, con tutta la propria simpatia, tenerezza e la logica poco ortodossa, dovrà aspettare.
Perché siamo quasi a Settembre, con mio grande orrore e dispiacere, ed ho rimandato il secondo appuntamento di Recensioni (Tele)filmiche fino quasi ad essere terribilmente, imperdonabilmente, in ritardo. Perché tra qualche settimana andranno in onda le nuove stagioni ed io non vi ho ancora parlato delle gioie, dei dolori,dell'ansia che mi hanno trasmesso le scorse. Soprattutto dell'ansia.
Vi parlerò delle due serie tv che hanno causato l'inizio della mia carriera da telefilm-dipendente ovvero Once Upon A Time - C'era una volta per i fans italiani che non lo seguono in pari con la messa in onda dell'ABC - e Downton Abbey.




 Once Upon A Time. C'era una volta un paesino sperduto in mezzo al Maine chiamato Storybrooke, abitato, secondo un ragazzino adottato ed il suo libro di fiabe, dai personaggi delle fiabe.
Sì, proprio così. I personaggi delle fiabe sono reali ed abitano nel nostro mondo ma non ricordano nullaa causa di una maledizione scagliata su di loro dalla perfida Regina, matrigna di Biancaneve.
La maledizione potrà essere spezzata solo dalla Salvatrice, ovvero Emma, figlia di Biancaneve e del Principe James Azzurro, la quale dovrà prendere consapevolezza della propria identità e liberare i propri simili dal terribile maleficio.
Questa è la sinossi generale della prima stagione.
Mi sembra ieri (ed in effetti lo era, data la recente maratona di episodi della first season con la sorella che s'è fissata pure lei) quando ho iniziato questa serie dove le fiabe, mio amore letterario dell'infanzia, venivano riviste in una maniera così sorprendentemente originale.
Ma più di tutto, più del melenso, sdolcinato, zuccheroso, che diventa decisamente irritante dopo tre stagioni, lasciatevelo dire, I will always find you dei Charmings, motto del loro eterno amore, più del povero Graham, di Regina e la sua sete di vendetta per il tradimento subìto, più di Emma e la sua cocciutaggine estrema che mi ha fatto più volte venir voglia di andar lì a darle una bella scrollata e qualche ceffone, più di tutto questo, a conquistarmi è stato lui.

Rumpelstilskin. Tremotino, O come volete chiamarlo.
Con le sue espressioni, la vocetta stridula ed atteggiamento lievemente estremista da pazzo psicopatico per cui, nei momenti di lucidità a fine episodio mi chiedo cosa ci stia a fare in uno show che dovrebbe essere per bambini, è stato lui a convincermi nel proseguimento della visione.
Come la Dowager Countess of Grantham - o come la chiamo io, semplicemente, Granny Violet in Downton Abbey - Carlyle un pilastro portante e riesce a recitare magnificamente non una ma due parti; infatti mentre nella Terra delle Fiabe è Tremotino, il Signore Oscuro folletto degli accordi, nella vita reale è il signor Gold, ricco proprietario temuto da tutti a Storybrooke, titolare di un ambiguo banco di pegni/ negozio di antiquariato.
E' stata la presenza di questo losco individuo a non permettermi di abbandonare la serie anche quando, alla prima parte della terza stagione, la serie sembrava aver esaurito la carica e la creatività che la contraddistingueva. E ho fatto bene perché il cast insieme ai creatori Kitsis ed Horowitz, conosciuti soprattutto per Lost, grande must per i telefilmdipendenti che però non ho avuto modo di vedere in quanto già concluso, sono riusciti a dare linfa nuova al progetto con la seconda parte di stagione con cui pare che la serie sia tornata all'antico splendore, sebbene con dinamiche nuove ed assolutamente elettrizzanti.
Spero che il ghiaccio di Frozen non congeli tutto. Il tempo scorre e fra due settimane circa, il 28 Settembre esattamente, scoprirò la fondatezza o meno delle mie supposizioni.



Altra serie tv di rilievo di cui vi parlerò oggi è quella che è stata definita la serie british più seguita di tutti i tempi, che è entrata persino nel Guinness dei Primati infrangendo ogni record: oltre 10 milioni di spettatori ad episodi, venduto in tutto il mondo, Downton Abbey è un successo sin dagli esordi.
Con un cast d'eccezione in cui spiccano Maggie Smith, Hugh Bonneville e Brendan Coyle, la serie brilla per livello di recitazione, location - Highclere Castle, residenza privata dei conti di Carnavorn discendenti dello scopritore della tomba di Tutankamon, celebre anche per i film di Kubrick - ed i costumi, con quasi un milione di sterline di budget per episodio ed il premio Oscar Julian Fellowes come creatore, il period drama più famoso degli ultimi anni racconta le vicende della famiglia Crawley e dei suoi servitori.


Vita quotidiana di una tenuta e dei suoi abitanti in piena epoca Edoradiana, dal 14 Aprile 1912 giorno dell'affondamento del Titanic ai ruggenti anni Venti, tra vecchi amici,nuovi amori, grandi lutti ed instancabili lotte di potere ma non solo, il tutto viene scandito dalle sferzanti massime cariche d'umorismo prettamente british di una signora dell'alta società, la Dowager Countess of Grantham lady Violet Crawley, interpretata dalla formidabile Maggie Smith che gode di più salute, gioia e soddisfazioni di tutti gli altri personaggi a partire dal'inetto figliolo e la sua americana consorte, dalle nipoti, tormentata sia nella vita che nell'amore la primadonna Mary così come la rivale di sempre, sorella di mezzo mai considerata fino in fondo Edith "MaiNaGioia" Crawley, da me così soprannominata in relazione al suo destino fortemente votato al melodramma, per via della forte antipatia che il Fellowes sembra nutrire nei suoi confronti.
Una serie che, purtroppo, segnata dalle drammatiche uscite di scena di personaggi chiave nello sviluppo della vicenda, sembra aver perso smalto dalla passata stagione, una versione dark della prima.
Con la riapertura delle porte della tenuta dei Crawley, il 21 Settembre, per il quinto anno consecutivo, siamo tutti invitati a cena da loro, che a dieci anni dagli eventi che turbarono la quiete dell'ex abbazia dello Yorkshire con l'arrivo di un nuovo erede borghese, non hanno ancora finito quel che hanno da dire, e si accingono a monopolizzare altre 8 serate - più quella di Natale - della nostra vita, tenendoci compagnia nel weekend. Almeno così dicono.


Downton Abbey e Once Upon A Time vi aspettano dunque rispettivamente dal 21 Settembre 2014  e dal 28 Settebre 2014.

Se non le avete ancora viste, vi raccomando di recuperare le stagioni precedenti, meritano davvero.

Buona visione e a presto!

Cecilia

2 commenti:

  1. Ammetto di non averle mai viste, ma sono serie tv-dipendente e sono tantissime quelle che seguo XD della prima ne ho sentito parlare benissimo ma non l'ho mai vista mentre Downton Abbey, nonostante rientri nei miei gusti, ho solo visto tempo fa la prima puntata e non ne rimasi molto colpita, comunque voglio rimediare... ^^
    Recentemente ho visto la prima puntata di The Tudors, di cui parlavano molto bene, e ne sono rimasta molto delusa, sapevo che il fattore sesso era presente ma l'ho trovata volgarissa.... >_<
    E lo dice una che ama il periodo storico e la dinastia in questione! XD

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    1. I Tudors non l'ho mai guardato, di proposito, perché pur essendo appassionata di storia ed in particolare di quella inglese, così come dei romanzi della Gregory, Enrico VIII e discendenti non mi sono mai stati molto simpatici.

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