lunedì 1 giugno 2015

Recensione: "La ragazza delle arance" di Jostein Gaarder

Cari readers, forse avrete notato la scarsa presenza sul blog negli ultimi tempi. Purtroppo gli esami sono vicini e quindi sono completamente assorbita da altro genere di libri e non ho tempo né voglia di dedicarmi alla lettura.
Spiegata più o meno la situazione e scusandomi per la forzata pausa, assicurandovi circa la volontà di continuare le attività in questa Sala virtuale, vi lascio alle mie impressioni riguardo La ragazza delle arance di Jostein Gaarder.
Un abbraccio :)
Cecilia



Titolo: La ragazza delle arance
Autore: Jostein Gaarder
Pagine: 193
Prezzo di copertina: 5 euro
Editore: TEA

Sinossi:
Georg Røed ha quindici anni e conduce una vita tranquilla, come la maggior parte dei suoi coetanei. Ma un giorno trova una lettera che suo padre gli aveva scritto prima di morire e che aveva poi nascosto, affinché il figlio la potesse trovare una volta grande. In questa lettera il padre, Jan Olav, racconta la storia della "ragazza delle arance", una giovane con un sacchetto di arance incontrata un giorno per caso su un tram di Oslo e subito persa. Per Jan è un colpo di fulmine. Georg si appassiona a questo racconto, che si accorge riguardarlo molto da vicino e che pian piano gli svela ciò che è accaduto prima della sua nascita; un racconto attraverso il quale la voce del padre lo raggiunge da lontano facendolo riflettere sul senso della vita.



Dovete sapere che per ogni evento memorabile cerco di acquistare un libro. Roba da lettrice, associazione strana non sempre fattibile ma non demordo; nel bene e nel male i libri, come i ricordi, fanno parte di me. Questo è un anno denso di ultime volte, o almeno quelle che mi sembrano tali al momento e ci tengo particolarmente a serbarne un segno tangibile; così mentre altri collezionano selfie o braccialetti da spiaggia, io colleziono libri. Tutta questa manfrina insomma per dire che La ragazza delle arance è uno di quei libri e ci siamo incontrati così, per caso; scorgendolo in cima ad una pila di vecchi libri usati di un mercatino improvvisato e striminzito l'ho accolto come un segno, in tutti i sensi.
Ed in un certo senso ci avevo visto giusto perché i segni sono al centro di questo libriccino di nemmeno duecento pagine.
E' un segno la lettera scritta da un padre per un figlio che non vedrà mai crescere, il telescopio spaziale Hubble e la passione per l'universo, la pittura, le arance; elementi magici di una fiaba toccante, di formazione, irta di contraddizioni. 
Quando l'ho preso in mano, sospettavo già qualcosa eppure si sono rivelati fondati solo andando avanti con questa lettura d'un fiato che, per vari motivi, non si è rivelata tale: ci sono delle regole da rispettare anche nelle fiabe, tuttavia né l'autore, né il narratore sembra averle ben chiare.
Un romanzo nel romanzo, una lunga lettera scritta a due mani sulla ricerca del senso della vita, di questo si tratta; tutto già esposto, probabilmente in maniera più scorrevole e lineare.
In comune i giornalisti ed i genitori hanno il fatto di essere curiosi allo stesso modo. E in comune i politici ed i figli hanno il fatto che a loro vengono sempre poste domande delicate alle quali non è sempre facile rispondere.
Si potrebbe aggiungere, in comune tutte e tre le categorie hanno il fatto di saper fare le domande sbagliate  nel momento esatto in cui ciò  non dovrebbe verificarsi. E questo era uno di quei momenti.

Consigliato: no




Dopo aver studiato filosofia, teologia e letteratura Jostein Gaarder ha insegnato filosofia per dieci anni. 
Ha esordito come scrittore nel 1986, e ben presto è diventato uno degli autori più noti del suo Paese. Con Il mondo di Sofia ha raggiunto il successo internazionale. Apparso in Norvegia nel 1991, il romanzo ha occupato per molto tempo i primi posti nelle classifiche dei bestseller in Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna, Stati Uniti e naturalmente in Italia, dove ha conquistato il Premio Bancarella 1995. Tra gli altri titoli pubblicati in Italia:L'enigma del solitario, Il venditore di storie, La ragazza delle arance, Scacco matto (tutti editi da Longanesi).
Presso Salani sono apparsi C’è nessuno?, Che cosa c’è dietro le stelle? e, scritto con Klaus Hagerup, Lilli de Libris e la biblioteca magica

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