sabato 27 giugno 2015

Recensione: "L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome" di Alice Basso

Titolo: L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
Autrice: Alice Basso
Pagine: 271
Prezzo di copertina: 14,90 euro
Prezzo ebook: 9,99 euro
Editore: Garzanti

Sinossi:
Dietro un ciuffo di capelli neri e vestiti altrettanto scuri, Vani nasconde un viso da ragazzina e una innata antipatia verso il resto del mondo. Eppure proprio la vita degli altri è il suo pane quotidiano. Perché Vani ha un dono speciale: coglie l'essenza di una persona da piccoli indizi e riesce a pensare e reagire come avrebbe fatto lei. Un'empatia profonda e un intuito raffinato sono le sue caratteristiche. E di queste caratteristiche ha fatto il suo mestiere: Vani è una ghostwriter per un'importante casa editrice. Scrive libri per altri. L'autore le consegna la sua idea, e lei riempie le pagine delle stesse parole che lui avrebbe utilizzato. Un lavoro svolto nell'ombra. E a Vani sta bene cosi. Anzi, preferisce non incontrare gli scrittori per cui lavora. Fino al giorno in cui il suo editore non la obbliga a fare due chiacchiere con Riccardo, autore di successo in preda a una crisi di ispirazione. I due si capiscono al volo e tra loro nasce una sintonia inaspettata fatta di citazioni tratte da Hemingway, Fitzgerald, Steinbeck. Una sintonia che Vani non credeva più possibile con nessuno. Per questo sa di doversi proteggere, perché, dopo aver creato insieme un libro che diventa un fenomeno editoriale senza paragoni, Riccardo sembra essersi dimenticato di lei. E quando il destino fa incrociare di nuovo le loro strade, Vani scopre che le relazioni, come i libri, spesso nascondono retroscena insospettabili.



Io le recensioni (o pseudo tali) le scrivo di getto. Appena messo giù il libro, con la mente ancora pervasa da situazioni, sentimenti e personaggi, cerco di orientare i pensieri in uno scritto organico ed intellegibile e vai così, all'avventura. Credo che sia una delle cose dell'essere blogger che mi piace di più, poter scrivere quello che mi va, come e quando mi va di farlo. Non sono una scrittrice, non sono una giornalista, sono libera. Tante volte, pensando al futuro, chiedendomi cosa facesse per me, ho provato ad immaginarmi in taluna o talaltra professione ma non ci sono mai riuscita perché, non avendone diretta esperienza, non riesco a valicarne lo stereotipo creato dal pensiero comune. Il pensiero comune, puntualissimo etichettatore di persone e circostanze, esaltatore della fama e del successo come nuovi dei da adorare. Ma nessuno si chiede cosa ci sia dietro le maschere sorridenti, le mani che stringono altre mani, gli eloqui profondi. Così profondi da essere senza fondo, magari di verità, ma solo particine imparate a memoria a beneficio degli spettatori. La maschera Pirandelliana è ovunque, soprattutto nel mondo letterario che il drammaturgo siciliano ha esplorato così largamente.
Ne sa qualcosa Vani Sarca, cinica, asociale, dark ex metallara di professione ghostwriter. Siamo agli antipodi in diversi campi, uno fra i tanti quello letterario. Lei ha bisogno di schemi e materiale per scrivere libri come altri li hanno pensati, in anonimato, dietro le quinte da consegnare nei tempi stabiliti, con la sola gratificazione di uno stipendio da fame. Come i Sofisti, Vani mette a disposizione il proprio talento innato nel creare storie, accresciuto da una notevole capacità  di osservazione ed empatia per sopravvivere. Platone l'avrebbe disprezzata, a me invece questa stramba sagace scrittrice fa molta simpatia. Guardando oltre la maschera che la vuole un'asociale sociopatica circondata da gente mediocre come il suo editore o la stravagante medium Bianca Cantavilla, Vani è tutt'altra persona e lo dimostra ricordando la propria adolescenza turbolenta in flashback utilissimi, cercando la compagnia di persone apparentemente interessanti. Come Morgana, una brillante quindicenne vicina di casa, mezza secchiona, mezza adolescente in crisi alle prese con le prime cotte o Riccardo Randi, stella in ascesa del panorama letterario o anche il commissario Berganza che sembra uscito da uno dei romanzi gialli che lo appassionano tanto, sbirro pazzesco, primo ad impiegare le abilità di Vani in qualcosa di più complesso rispetto ad un romanzo ovvero un'indagine di polizia.
Tra pasticcerie da visitare al chiaro di luna, presenze sovrannaturali, discoteche non proprio al top e tanta sana ironia, L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome è il primo divertentissimo capitolo di quella che si prospetta una gran bella serie, potenzialmente di successo, senza essere stata scritta (almeno sembra) da una ghostwriter.


Consigliato: sì

Risultati immagini per alice basso scrittrice
Alice Basso è nata nel 1979 a Milano e ora vive in un ridente borgo medievale fuori Torino. Lavora in una casa editrice. Nel tempo libero finge di avere ancora vent'anni e canta in una band di rock acustico per cui scrive anche i testi delle canzoni. Suona il sassofono, ama disegnare, cucina male, guida ancora peggio e di sport nemmeno a parlarne.

6 commenti:

  1. Eh. Ero dubbioso, ma aspettavo una recensione di fiducia come la tua: credo di volerlo, adesso :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie per la fiducia. Ti dirò, in alcuni punti mi ha ricordato vagamente la serie della Gazzola; l'ambientazione è completamente differente, gli atteggiamenti di certi soggetti meno.

      Elimina
  2. E' lecito che l'autore ficchi il naso e lasci due parole? O inibisce i commentatori? Comunque: volevo giusto ringraziare per la deliziosa recensione, roba pregiatissima per un'esordiente, e sottolineare che fa sempre molto piacere quando si scopre che sono stati colti aspetti del tuo libro che magari non era scontato che balzassero all'occhio (e questo credo valga per tutti, non solo per gli esordienti).
    E ora, soddisfatta, torno nell'ombra (come una ghostwriter, anche se io no, non lo sono) :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie a te, Alice! Sbrigati a scrivere, ché non vedo l'ora di leggere di nuovo di Vani e tutta la combriccola!

      Elimina
  3. Ciao! Spiegami come ho fatto a non comprare questo libro??? Mi è passato sotto al naso mille volte e poi non l'ho mai considerato. Grazie Cecilia, se non avessi letto la tua recensione probabilmente adesso il titolo non sarebbe scritto su di un fogliettino :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Le solite cover con i faccioni ed il titolo scioglilingua non aiutano ma merita davvero. E' un esordio originale e lo sto consigliando a tutti, spero ti piacerà :)

      Elimina

I commenti sono fondamentali per lo scambio di opinioni e la crescita culturale di ogni persona che passa da questa Sala; dunque, se vorrai lasciarne uno, saremo ben felici di sapere quale sia il tuo pensiero :)

Grazie.