venerdì 18 luglio 2014

Recensione: "Noi siamo grandi come la vita" di Ava Dellaira

Titolo: Noi siamo grandi come la vita
Autrice: Ava Dellaira
Pagine: 320
Collana: Pandora
Prezzo di copertina: 16,90 euro
Prezzo ebook: 9,90
Editore: Sperling & Kupfer

Trama:
Tutto inizia con un compito assegnato nei primi giorni di scuola: "Scrivi una lettera a una persona che non c'è più". E così Laurel scrive a Kurt Cobain, che May, la sua sorella maggiore, amava tantissimo. E che se n'è andato troppo presto, proprio come May. Per Laurel, la sorella era un mito: bella, perfetta, inarrivabile. Era il sole intorno a cui ruotava tutto, specie da quando i genitori si erano separati. Perderla è stato indescrivibile, qualcosa di cui Laurel non vuole parlare. Sulla carta, invece, Laurel si lascia finalmente andare. E dopo quella prima lettera, che non consegnerà all'insegnante, continua a scriverne altre, indirizzandole a Amy Winehouse, Heath Ledger, Janis Joplin e altri idoli della sorella scomparsa. Soltanto a loro riesce a confidare cosa vuol dire avere quindici anni e sentire di avere perso una parte di sé, senza nemmeno potersi aggrappare alla famiglia perché è andata in mille pezzi. Soltanto a loro può confessare la paura e la voglia di avventurarsi in quel mondo nuovo che è la scuola, la magia di incontrare amiche che ti fanno sentire normale e speciale al tempo stesso. Finché, come un viaggio dentro di sé, quelle lettere porteranno Laurel al cuore di una verità che non ha mai avuto il coraggio di affrontare. Qualcosa che riguarda lei e May. Qualcosa che va detto a voce alta: solo così Laurel potrà superare quello che è stato, imparare ad amarsi e trovare il coraggio di andare avanti.



3 Stelle

Queste sono tre stelle molto, molto stiracchiate perché, in fondo, non sono così senza cuore da non provare un po' di tenerezza per Laurel e la sua sete d'identità, tuttavia questo romanzo, osannato sia per la bellissima cover che per la struttura, non mi ha fatto impazzire; anzi al di là di questi due elementi, cestinerei tutto quanto.
Ero molto scettica verso Noi siamo grandi come la vita già da quando l'avevo osservato in libreria: il titolo, la sinossi e la struttura mi facevano pensare ad una scopiazzatura di Noi siamo infinito di Stephen Chbosky, di cui peraltro l'autrice è amica, ed in parte avevo ragione.
Solo in parte però, perché le lettere di Laurel, a differenza di quelle di Charlie, hanno come destinatari non un amico immaginario bensì grandi nomi della musica e del cinema quasi tutti morti in giovane età per abuso di alcol, droghe o farmaci.
Era proprio questo aspetto del romanzo ad attrarmi, mi è sembrata un'idea originale, quasi geniale; la sentivo nelle mie corde, sebbene conoscessi solo di fama la maggior parte di queste celebrità ed è proprio per questo che mi sono buttata e sono stata generosa.
La struttura epistolare che sorregge il tutto non serve a compensare le molteplici falle; i cliché e le frasi fatte si sprecano come anche le stereotipate situazioni adolescenziali che si ripetono ancora e ancora.
Sarà che i romanzi epistolari ed io non andiamo proprio d'accordo, non perdo comunque la speranza, al contrario auspico di potermi smentire presto, forse proprio ad un'eventuale altro manoscritto della Dellaira, a cui sono disposta ad dare una seconda chance, qualora se ne presentasse l'occasione.
E spero proprio di sì. 

Consigliato: nì
Tempo di lettura: 3 Giorni

Ava Dellaira è nata a Los Angeles ma è cresciuta ad Albuquerque, in New Mexico. Dopo una laurea alla University of Chicago e un Master in scrittura creativa all'Iowa Writers' Worshop, è tornata a Los Angeles con il sogno di diventare una sceneggiatrice. Vive a Santa Monica, in un appartamento minuscolo ma in riva all'oceano. Noi siamo grandi come la vita è il suo primo romanzo, ispirato in parte alla madre e alla sua vita troppo breve




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