domenica 15 settembre 2013

Project Ten Books: Recensione "La Storia di una Bottega" di Amy Levy

Titolo: La Storia di una bottega
Autrice: Amy Levy
Prezzo: 12 euro
Edizioni: Jo March

Trama:

Nella Londra di fine Ottocento, le giovani sorelle Lorimer perdono improvvisamente il padre e finiscono sul lastrico. Rifiutandosi di accettare un destino che le vedrebbe divise tra i vari familiari che si sono offerti di dar loro ospitalità e protezione, scelgono di restare insieme e di sopravvivere con le loro forze: fra lo sgomento generale, si trasferiscono nell’affollata e viva Baker Street, nel centro di Londra, e aprono una bottega di fotografia.
Lacerate dai dubbi, sballottate dai colpi della fortuna, eppure appassionate e tenaci, Gertrude, Lucy, Phyllis e Fanny cercano di resistere alle privazioni e di conquistarsi uno spazio nella società, difendendo un'indipendenza per nulla scontata nella tarda età vittoriana.
Nel 1888, Amy Levy realizza un originale e raffinato ritratto di donne emancipate e moderne, utilizzando una metafora assolutamente calzante, quella della tecnica fotografica. Come la fotografia imprime, con leggi e codici del tutto nuovi, la realtà, stravolgendo per sempre l’arte e il concetto di immagine; nella stessa misura, le quattro protagoniste rivolgono uno sguardo più genuino alla vita, incarnando una donna, al contempo idealista e concreta, che annuncia il mutamento rapido e inarrestabile della condizione femminile alle porte del ventesimo secolo.
 
 
 
 
4 Stelle e mezza
 
Dopo lo splendido Nord e Sud di Elizabeth Gaskell, che mi è divenuto molto caro e al quale ho assegnato un posto speciale sul mio scaffale, non potevo certamente lasciarmi scappare la seconda pubblicazione della Jo March, La storia di una bottega di Amy Levy.
Anche questa è un manoscritto che tratta un tema particolare per l'epoca in cui è stato messo su carta, ovvero l'emancipazione femminile.
 
E' vero che nell'epoca in cui fu scritto il romanzo cominciava a farsi sentire la "voce" del cambiamento (il Movimento delle suffragette in Inghilterra fu ufficialmente fondato nel 1872, sedici anni prima della pubblicazione di Romance of a Shop e quasi un secolo dopo "La Rivendicazione del Diritto delle Donne" da parte di Mary Wollstonecraft), e a modo loro, le sorelle Lorimer sono portatrici di innovazione, poiché contro ogni consuetudine che vedeva la donna dell'epoca Vittoriana compressa nel ruolo di moglie e di madre, Gertrude, Lucy, Phyllis e Fanny decidono di riscattarsi dalla miseria guadagnandosi da vivere autonomamente con uno studio fotografico.
 
Devo dire che nonostante il lavoro certosino svolto dalle curatrici dell'opera, alla cui attenzione è tuttavia sfuggito qualche errore di stampa, non ho sentito con i personaggi della Bottega ,a parte Gertrude con la quale mi è capitato invece di sentire qualche affinità, nessuna empatia.
Mi sono tutti sembrati personaggi abbozzati, poco caratterizzati e quasi marginali tanto da non essere riuscita a inquadrare la situazione fino a quasi metà del racconto.
Questi sono i motivi che mi hanno spinta a sottrarre mezza stella.
Ma comunque dicevo che Getrude fa eccezione perché mi è parso evidente il netto contrasto tra lei e gli altri e soprattutto penso che sia stata descritta assai meglio nella sua interezza in quanto alter ego dell'autrice all'interno del romanzo; è stata talmente tanta la partecipazione che mi ha trasmesso da strapparmi perfino qualche lacrima alla fine poiché in fondo, come tutte le eroine in un romanzo definito tale, ha anche lei dei sentimenti.
 
Quindi, dopo quanto detto, non posso che rinnovare i miei complimenti alle operatrice della Jo March e rinnovare a loro i miei migliori auguri perché la missione di recuperare l'Atlantide letteraria sommersa negli abissi del dimenticatoio abbia successo così come è stato per North and South e The Romance of a Shop, assicurando il mio pieno sostegno e apprezzamento da Lettrice Inquieta, ansiosa di conoscere anche per le pubblicazioni future.
 
 
Consigliato: sì
 
Tempo di Lettura: 3 Giorni
 
Umore: curioso
 
 


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